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Mirto, il bicchiere che profuma di Sardegna
pubblicato il 19/08/2013 22:31:09
L’Europa approva il disciplinare che tutela il famoso liquore. Da sciroppo casalingo a bevanda gelata super glamour

I sardi sono grandi consumatori di birra e geniali inventori di vini. Ma non è una delle creative birre artigianali, l'antichissimo cannonau o il profumato vermentino che viene in mente ai bevitori d'oltremare se si parla di Sardegna, lo spazio dell'immaginario è occupato per la maggioranza da un altro prodotto; il liquore di mirto. Il ministero dell'agricoltura ha messo finalmente a punto il disciplinare che lo difende. Ha dato attuazione al decreto del parlamento europeo “concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose, tra cui il Mirto di Sardegna”.
Come tutti i prodotti della tradizione etnica “su liqore de murta” l'infusione dalle bacche e o dalle foglie di una delle piante regine della macchia mediterranea, non ha un data precisa di nascita. I distillati dalla vite in Sardegna, nonostante le leggi e le tassazioni, sono diffusi anche nella produzione familiare. Da sempre s'abbardente, su fil'e ferru era l'alcol che serviva per la preparazione, così come il miele, altrettanto diffuso, sostituiva lo zucchero. Ricetta tutto sommato semplice e per come tutte le cose semplici la qualità dei pochi elementi determina poi il livello del prodotto. Ma la vera rivoluzione, lo spartiacque che ha garantito il successo del mirto, è avvenuta con il cambiamento della "destinazione d'uso" dell'aromatico liquore. I sardi di una certa età hanno memoria dei cucchiai in cui veniva somministrato per curare il mal di gola e gli infreddamenti, al primo sollievo garantito dal miele seguiva il sonno prodotto dall'acol....

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Foto da: www.sagreneiborghi.it
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