SardiniaIn alla scoperta della Sardegna
ALLA RICERCA DEI SECOLI PIU' FULGIDI DELLA STORIA SARDA
Dalla preistoria neolitica ai Giudicati.

pubblicato il 01/08/2017 16:40:57
di Attilio Leone

Dai dati storici e archeologici in nostro possesso sembra di poter ricavare che, nel corso dei millenni, la Sardegna abbia conosciuto due periodi di splendore.
Il più recente è quello dei Giudicati, che inizia nei secoli che precedono l'anno Mille e termina nel XV secolo. Non tutto, in questa età, è positivo, ma certamente per un lungo periodo l'isola godette di un notevole grado di autonomia, che via via venne ad essere sempre più erosa da forti interessi esterni alla Sardegna. L'origine dei giudicati, presumibilmente, è da ricercare nel progressivo indebolimento dell'Impero Romano d'Oriente, altrimenti detto Impero Bizantino, di cui la Sardegna faceva parte dopo la riconquista operata nel VI secolo dal grande imperatore Giustiniano. E' possibile che i Giudici fossero in origine delle alte cariche che amministravano l'isola per conto dell'imperatore di Bisanzio; poi, indebolitosi o venuto meno il contatto diretto con la capitale imperiale, i Giudici potrebbero essere rimasti di fatto i veri governanti della Sardegna e il titolo giudicale sarebbe stato trasmesso per via ereditaria. Le fonti ci fanno pure pensare che i Papi, in età medievale, comunque esercitavano sull'isola un certo controllo, quanto meno morale, e si curavano di mettere ordine nella vita dei sardi.

L'altro periodo di probabile splendore è molto più antico e coincide con la preistoria neolitica e con la successiva età dei metalli: quest'epoca dei metalli, come affermano gli studiosi, coincide in terra sarda con la cosiddetta Età Nuragica, vale a dire l'epoca in cui fiorì la costruzione dei nuraghi. Individuare delle ere, e definirne le date di inizio, di fine e di suddivisione interna in periodi più brevi, è un esercizio ingrato e a volte effimero, perché si tratta di concetti poco solidi e facilmente modificabili (specialmente se non collegati a dati storici certi ma solo a oggetti e ad altri manufatti). Anche il concetto di "Età Nuragica" e la sua suddivisione interna non possono sfuggire a questa realtà: ma, nell'insieme, oggi come oggi, nel 2017, si è sostanzialmente concordi nel collocare l'epoca dei nuraghi all'incirca tra il 1800 a. C. e il 200 a. C. Questo però, a nostro avviso, non può fare escludere che, anche in secoli successivi all'anno 200 si sia potuto continuare a costruire dei nuraghi.

Che la preistoria neolitica e prenuragica (quindi anteriore al 1800 a. C. circa) sia stata un periodo florido per la Sardegna lo fa pensare il ritrovamento di manufatti di ossidiana sarda in vari territori del bacino del Mediterraneo, segno di una consistente produzione ed esportazione nonché di frequenti traffici marittimi da e per la Sardegna.

Il benessere dell'isola, che dovette esser frutto di queste attività estrattive e commerciali, risalta ancora di più nell'immediatamente successiva epoca nuragica, che, come detto, sembra coincidere con l'età dei metalli (prima il rame, poi il bronzo che deriva dal rame in lega con lo stagno, e infine il ferro). Il grande numero di nuraghi ritrovati, circa settemila (però si pensa che, interrati, ve ne siano molti altri) fa ritenere che nell'isola il tenore di vita fosse elevato e che la densità della popolazione fosse, per l'epoca, abbastanza consistente, a differenza di quanto accade oggi di pari passo con l'attuale carenza di attività economiche di grande rilevanza (se si esclude il turismo): è pur vero che l'insieme dei nuraghi, come appunto si afferma, è stato realizzato nell'arco di più di un millennio, ma oltre settemila di questi edifici sono pur sempre un numero rilevante. E le cosiddette Torri del sud della Corsica, ma pure i Talaiot delle Isole Baleari, possono fare ritenere che la tecnologia di edificazione dei nuraghi sia stata esportata nelle terre vicine alla Sardegna. Tutto ciò ci fa ribadire che quell'epoca nuragica, preistorica ma non troppo, e la fase neolitica che la precede dovettero costituire per i sardi un periodo di floridezza.

Foto da: www.sardegnaturismo.it
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