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La notte di Ognissanti in Sardegna: creature fantastiche
pubblicato il 01/11/2013 21:29:04
Ogni anno, per la festa di Ognissanti, si animano nell'Isola antichi riti, denoninati "Su mortu mortu", "Is Animeddas", "Su Prugadoriu" o "Is Panixeddas", che prendono spunto dalle leggende relative alle anime dei morti.

Narra la leggenda che, in occasione della notte dedicata a tutti i defunti, le anime dei trapassati abbiano libera circolazione fra i vivi. Tali leggende, durante i secoli, hanno assunto la forma di misteriosi quanto simpatici riti a uso e consumo dei bambini e dei ragazzi che percorrono le stradine dei paesi della Sardegna, con i volti macchiati dal nero del carbone, reclamando dai residenti dolciumi e frutta secca al suono della litania "seus benius po is animeddas, mi das fait po praxeri is animeddas? "o "Seu su mortu mortu". Nella notte, nelle case in cui la tradizione è tenuta maggiormente in gran conto, si accendono piccole lanterne (lantias) e si lasciano le tavole apparecchiate perchè le anime possano sentirsi a casa.

Le numerose leggende trovano inoltre riscontro nelle testimonianze archeologiche, come le tombe dei giganti o le domus de Janas (case delle fate),
"Fitta e interessante appare la congerie di fiabe dedicate alle fate "Janas o Gianas" o alle streghe. Una leggenda, narrata a Gino Buttiglioni da un abitante di Pozzomaggiore, racconta come le fate, esseri luminosi dotati di ali, avessero depositato un tesoro perché gli uomini più accorti potessero attingervi ricchezze di inestimabile valore. Le Janas, la cui etimologia si avvicina molto alle entità soprannaturali preislamiche degli jānn "geni", forse collegate al verbo aramaico dal significato evocativo di “celarsi o nascondersi”, sono descritte come esseri minuti e veloci che «quando vedevano una persona che ad esse piaceva, andavano vicino al letto e la svegliavano chiamandola tre volte».
A Ghilarza una leggenda narra invece di alcune Gianas molto belle che «vestivano di rosso con un fazzoletto fiorito».
Ad Aritzo, paese della Barbagia di Belvì, le Gianas sono alte non più di venticinque centimetri e si
rifugiano nel bosco mentre a Esterzili, nella Barbagia di Seulo, abitano in grotte sontuose.
Sempre a Esterzili un’antica storia, sorta attorno al tempio megalitico rettangolare de Sa
Domu 'e Urxìa, tenta di informare grandi e piccini sull’esistenza di un tesoro, chiamato “Su Scusorxu”, nascosto in contenitori e custoditi dalla maga Urxìa.

presenti sul tutto il territorio dell'Isola, e nell'architettura medievale. Il basilisco, uno degli animali fantastici più interessanti e inquietanti del bestiario medievale, si è a lungo identificato in Sardegna con una versione nostrana chiamata iscurtone o sculzone.
"una sorta di tozza lucertola dai
poteri letali. La cronaca recente ha riportato avvistamenti veri o presunti di questo temibile
animale nelle campagne dell’Ogliastra e del Nuorese.

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