SardiniaIn alla scoperta della Sardegna
Sant'Antioco Le fioriture di inizio primavera
pubblicato il 18/04/2013 17:33:36
L'isola di Sant'Antioco è conosciuta non solo per il suo mare e le sue coste, ma anche per la sua storia e la sua archeologia. E' tuttavia abbastanza grande da poter offrire al turista e al viaggiatore colto e curioso anche una notevole varietà di ambienti e di paesaggi, per lo più ancora integri e poco urbanizzati, che si esprime, talora in forme uniche ed esclusive all'interno del paesaggio sardo e mediterraneo, con i meravigliosi colori della sua flora e con i diversi aspetti della sua vegetazione e delle sue rocce.
Nel periodo che va da febbraio a maggio la natura, in Sardegna e a Sant'Antioco, offre il massimo della bellezza e della varietà: esplodono i colori e le fioriture, gli odori diventano acuti e penetranti. Il sole delle tante giornate senza nuvole, il cielo terso e trasparente,le temperature miti e invitanti, rendono i colori puliti e chiarissimi : i gialli sono accesi e brillanti, i bianchi puri ed evidenti, i blu con tante sfumature, dal celeste chiaro al violetto. Il verde è il colore dominante e fa da sfondo a tutti gli altri, esaltandone le figure. Pur nelle sue tante sfumature, dal carico dei Lecci e delle Sughere, al verde-chiaro dei Ginepri, al brillante del Mirto e del Corbezzolo, appare sempre nitido e allo stesso tempo riposante. Si esalta nella variabilità delle forme e delle sculture che assumono gli arbusti e i cespugli nei vari tipi di vegetazione dell'interno e delle coste: nella macchia a Leccio e corbezzolo delle aree settentrionali, nelle Sughere contorte e isolate, negli alti e plurisecolari Ginepri spinosi delle distese sabbiose attorno a Calasetta. Ancora, nella apparente uniformità delle fitte boscaglie a Ginepro licio di Sa Salina a Calasetta e dei rilievi calcarei di Maladroxia, ambedue inserite tra i Siti di Importanza Comunitaria, ma non ancora valorizzate, nella macchia aperta ad Olivastro arboreo e arbustivo e a Lentisco e Palma nana delle aree meridionali. Si mischia alle rocce chiare e scure delle garighe litoranee, da Nido dei Passeri a Cala Lunga, da Cala Sapone a Is Praneddas, con i bassi cespugli di Rosmarino, i pulvini di Elicriso e delle numerose piante aromatiche, con un grande effluvio di colori e di profumi.
Questa straordinaria variabilità della natura antiochense, che cerco di evidenziare nella mia rubrica NON SOLO MARE, merita di essere conosciuta e valorizzata, soprattutto per estendere anche alla primavera la eccessiva stagionalità delle visite turistiche, 3-4 mesi l'anno da giugno a settembre. Il percorso sulle fioriture va in questa direzione: non di tutte le piante, naturalmente, ma di quelle più significative per aspetto, forma e diffusione, o di altre che potrebbero benissimo far parte di un giardino roccioso o di un prato da coltivare quasi in asciutto, formato da essenze autoctone ben adattate al nostro clima caldo-arido. E' un lavoro che certo non si esaurisce con queste note, ma che richiederà altre indagini e integrazioni di foto, aperte alle segnalazioni dei lettori e degli appassionati.
A Sant'Antioco, come in tutta la Sardegna costiera, le fioriture iniziano già a gennaio -febbraio, dal basso, con le bulbose, piccole ma numerose : bisogna camminare con la testa all'ingiù per scoprirle. Spuntano nelle radure della macchia bassa, tra i Cisti e le Filliree, su terreni poveri e sottili, i Crochi (Crocus minimus), lo Zafferano selvatico, Zaffaranu burdu , con i loro 6 tepali celestini e all'interno gli stimmi gialli e aranciati, le Romulee (Romulea bulbocodium e l'endemica R. requieni) dai fiori anch'essi celestini, i piccoli Iris violetti chiazzati di bianco-giallo (Iris sisyrinchium), comune ai bordi della macchia e delle strade.
>