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Pozzi sacri o Fonti sacre - Tipologie, architettura.
pubblicato il 12/04/2013 16:55:54
I pozzi sacri e le fonti sacre sono delle costruzioni di straordinario fascino, costruite per l'approvvigionamento idrico e per la celebrazione di cerimonie sacre del culto delle acque, disseminate in tutto il territorio sardo (e non solo); Abbiamo diviso le tipologie di questi monumenti in tre distinte:

- Tipo Ciclopico;
Per tipo ciclopico intendo tutti quei pozzi o quelle fonti composti da conci non lavorati o semplicemente sbozzati a mazza, ove non si percepisce la scrupolosità minuziosa della lavorazione, benchè il progetto architettonico sia spesse volte il medesimo.

- Tipo isodomo;
Il tipo isodomo, a differenza del ciclopico, presenta una struttura ben curata negli allineamenti e nella simmetria della struttura.
Lo studio della distribuzione del peso è, per il periodo in esame, sorprendente.
La progettazione di tali monumenti richiede conoscenze astronomiche, geometriche, matematiche, fisiche e tecniche.

- Tipo Isodomo poligonale;
L'isodomo poligonale, a differenza dell' isodomo, si differenzia per la minuziosa lavorazione, la precisione della misurazione nella messa in opera del monumento, la cura degli incastri, e la incredibile abilità nella lavorazione della materia prima.
Queste tre tipologie racchiudono, in un arco di tempo continuativo, uno studio approfondito di codesti monumenti, uno studio architettonico unico nel suo genere, ricco di simbolismo intriso che fà del popolo degli antichi Sardi una delle civiltà più discusse, più ricche di testimonianze nel territorio e più affascinanti dell'intero bacino del mediterraneo.
I pozzi sacri, solitamente, sono costituiti da un vestibolo frontale di pianta rettangolare o rettangolate con spigoli smussati, che nella maggior parte dei casi non si conserva al giorno d'oggi, ma che parecchi casi hanno dimostrato essere presente in praticamente tutti i monumenti di questo tipo; da una scalinata aggettante con un numero di gradini variabile, da una cupola circolare anch'essa composta da filari aggettanti e voltata a tholos, che lascia scoperta la sommità tramite conci perpendicolari al livello dell'acqua e da un ulteriore pozzo realizzato sul fondo della sala circolare voltata a cupola. La parte fuori terra del monumento presentava a sua volta un ambiente voltato a tholos, e il vestibolo un tetto a spiovente.
Le fonti sacre, nella maggior parte dei casi, danno accesso alla vena sorgiva tramite un modesto foro rettangolare, il corpo può essere composto da un piccolo ambiente architravato delimitato da lastre finemente lavorate alla martellina o scavato nella roccia, e in altri casi da un pozzetto preceduto da alcuni scalini.
La lastra del fondo, in alcuni casi, presenta inciso un piccolo disco solare, quasi ad associare il fondo dei pozzi, e dalla lastra frontale un foro di alcuni centimetri lascia sgorgare l'acqua. La pianta del monumento, si presenta anch' essa a tipica pianta taurinica.
Il retro del monumento è absidato, e il vestibolo frontale, coperto da un tetto spiovente (Come nel pozzo di Su tempiesu - Orune), mostrava frontalmente filari aggettanti fino a formare un arco nella parte superiore. Ad avvalorare quest'ipotesi, alcuni toponimi di queste fonti, come ad esempio La fonte di Puntanarcu di Sedilo e monumenti che ancora mostrano queste caratteristiche ( Su tempiesu - Orune )
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