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Cibo, riti e magie alla nascita del bambino
pubblicato il 07/04/2013 11:50:18
In Sardegna l’evento della nascita avveniva in casa, assistito soprattutto da donne, in particolare dalle più anziane in quanto erano le più esperte, le quali praticavano dei riti e delle magie come protezione e buon auspicio per la famiglia.
Appena il bambino nasceva sia il bambino che la puerpera venivano lavati con acqua e vino tiepido, questo rito avrebbe prevenuto le malattie della cute: oppure si utilizzava l’acqua con tre pizzichi di sale alla scopo di fortificare le membra del bambino.
In numerosi casi avveniva il ricorso al grano e ai suoi derivati; ad esempio, un tipo di pane intagliato, veniva conservato fino a quando il neonato, una volta cresciuto lo avrebbe richiesto dopo qualche anno; lo stato di conservazione del pane stesso avrebbe determinato la fortuna o meno del bambino.
Quando il parto non andava nel migliore dei modi, e il fisico della puerpera era debilitato, le si somministrava un’abbondante quanità di alimenti liquidi, come il brodo di carne e caffelatte che venivano serviti in una grossa scodella chiamata disciu ‘e partèra, (scodella della partoriente). Una buona alimentazione era la base per favorire la produzione di latte materno, indispensabile alla vita del bambino. La mastite, attribuita all’invidia altrui, veniva allontanata scaramanticamente da una pietra nota come amuleto.
La nascita del bambino è festeggiata con banchetti ricchi di cibo e bevande. In passato però anche la camera da letto della puerpera era adibita a sala da pranzo, tanto da affiancare un tavolo al letto, allo scopo di augurare longevità e salute alla mamma e al suo bambino. Non solo, molti dei doni offerti alla puerpera e al suo bambino consitevano in alimenti: caffè, zucchero, carne e il grano che doveva essere seminato, perché, attraverso l’entita del raccolto si stabiliva la fortuna o meno del bambino.

Foto da: www.sardegnadigitallibrary.it
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