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Pompia, l'agrume della Baronia diventa business grazie alla ricerca
pubblicato il 28/03/2013 22:12:48
Sa Pompia, l'agrume endemico della Baronia, forse brutto a vedersi e asprissimo, diventa il centro del progetto, denominato PHA.RE.Co. Essential Oils, portato avanti da una start up sassarese composta da sole donne e che ha vinto il premio regionale all' ItaliaCamp 2012 di Verona (ItaliaCamp è l'Associazione presieduta da Antonio Catricalà e alla quale è assai vicino anche il premier Mario Monti). Ma di cosa si tratta?

Il progetto nasce da una domanda di mercato in netta crescita, quella di terapie naturali, per la quale l'offerta non risulta essere ancora adeguata in quanto la disponibilità di farmaci naturali risulta essere ancora insufficiente rispetto alle necessità. Insomma c'è spazio per la ricerca e c'è spazio per crescere. In quest'ambito si inserisce la PHA.RE.Co Essential Oils con l'obiettivo di ricercare, sviluppare, produrre e commercializzare farmaci naturali innovativi ed efficaci, derivanti dall'olio essenziale di piante endemiche, come la Pompia appunto.
Così lo stesso viene presentato su Sardegna Ricerche: "Il progetto nasce dalla volontà di utilizzare a scopi industriali una pianta sarda unica nel suo genere al fine di salvaguardare la biodiversità isolana e valorizzarne le tipicità. Per questo motivo la scelta della pianta è ricaduta sulla pompia, agrume sardo endemico della zona di Siniscola che si presta perfettamente a molteplici utilizzi. Grazia Fenu, ricercatrice dell'Università di Sassari ed esperta in fitoterapia, ci ha spiegato come l'idea di business sia quella di utilizzare ogni componente della pompia senza produrre alcuno scarto. La scorza sarà infatti la materia prima per la realizzazione di un farmaco con proprietà antibatteriche, antivirali e antinfiammatorie, la parte bianca del frutto sarà utilizzata dall'industria dolciaria per la produzione di canditi e marmellate, mentre l'acqua dell'agrume, dopo un processo di lavorazione, diventerà la base per la produzione di una linea cosmetica". Le parti di scarto invece diventeranno mangime per animali e/o compost.
Una start up rosa si diceva, infatti le protagoniste di questa impresa sono Grazia Fenu, docente di Anatomia nel dipartimento di Scienze biomediche dell'università di Sassari ed esperta di fitoterapia e medicine naturali, Marianna Bonesu, dottoranda del Dipartimento di Scienze biomediche dell'Università di Sassari, Alessandra Cuccu (commercialista) e a Maria Gavina Scarzella (addetta all'immagine). Un progetto fortemente sinergico con la ricerca e le istituzioni locali, partendo dall'Università di Sassari, per arrivare alla Asl 3 di Nuoro, al Comune di Siniscola e persino all'Istituto professionale agrario "M. Pira" che si impegnerà a mettere a frutto le proprie piantagioni di pompia.

Ecco quindi che la Sardegna più profonda non smette di offrirci i suoi tesori, in questo caso un frutto già utilizzato per la celebre aranzata thiniscolesa (realizzata con la scorza della pompìa caramellata e arricchita da mandorle, da servirsi rigorosamente su una foglia d'arancia, è il dolce tipico dei matrimoni), che adesso potrà essere valorizzato a tutto tondo, creando una nuova occasione di sviluppo e, ci si augura, anche lavoro.
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