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SA BURRA
Tappeti di Sardegna

pubblicato il 29/06/2014 18:07:16
Il “Sa burra” è il tappeto tradizionale Sarulese, eseguito con il telaio verticale che veniva dato in dote dalle donne al figlio primogenito.

Descrizione prodotto
Il colore per il tappeto si otteneva da erbe diverse, mentre oggi si utilizzano tinture chimiche. I tappeti elaborati durante il corso 96/97 sono tessuti interamente con lana colorata con le erbe. Il colore predominante nel tappeto sarulese è il giallo, che si ottiene facendo bollire rami e foglie di "erimeri". Il nero, altro colore classico de "sa burra", è il nero naturale della lana, anticamente ottenuto dal mallo delle noci e da un altro tipo di "erimeri". "S'alino" dava un colore rossastro, e la corteccia dello stesso albero, usata da sola, dava l'avana. Da "su madicu", la fuliggine, fatto bollire con l'acqua e la lana si otteneva una colorazione marrone. Per intensificare e rafforzare il colore, si aggiungeva una miscela di acqua e cenere detta "sa lessia" (lisciva). Mentre i disegni dei tappeti in genere, e soprattutto quelli de "sa burra", nascevano dall'ispirazione che le donne prendevano dalle cose con cui venivano a contatto quotidianamente. "Sa burra" viene iniziata con "su cordone", un intreccio di lana a due colori, che serve per rinforzare l’inizio del lavoro e per abbellirlo; lo stesso motivo si ritrova a chiusura del tappeto.
Motivi caratteristici de "sa burra" sono:
• "SAS RIGHICHEDDAS", piccole righe, tre gialle e tre nere;
• "SOS TOCCHICHEDDOS", righe più strette delle precedenti, due rosse e due nere;
• "SAS DENTEDDAS", che si dice siano ispirate alla dentatura umana;
• "SAS MENDULEDDAS", trovano riscontro nei dolci tipici sarulesi: "s'aranzada" e
"sas menduleddas";
• "SOS PIRICCHEDDOS", sono ispirati a "sos mojos", recipienti di sughero che venivano usati per far lievitare il pane ed in sostituzione delle arnie per le api.
Tutti questi motivi, in sequenza, compongono la parte iniziale e terminale del tappeto, dette "sas codas”.
• "SA CIAI", che si esegue ai bordi del tappeto, deriva dalle grandi chiavi usate nei tempi antichi ed ha il compito di chiudere il lavoro ai lati;
• "S'ARC'HIZZONE" è copiato dal costume sardo.
Al centro del tappeto venivano e vengono tuttora riportati vari disegni, tra cui:
• "SA ROSA”;
• "SU PUZONE";
• "S'ESSERE”, copiati dagli intarsi de “sa cassia”, una cassapanca che rappresentava un mobile multiuso mentre oggi è considerata un prezioso pezzo d'antiquariato;
"SU CALICHE", disegno ispirato alla clessidra;
"SU LIBRU", fatto di piccoli quadretti ognuno dei quali rappresenta una pagina.
Ma il più classico dei tappeti sardi è quello lavorato a punto Pibiones, una lavorazione che produce rilievi, come rombi, stelle e fiori, di solito dello stesso colore del fondo, ma anche in bianco e nero.
Da www.infodeco.it/
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