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A NULVI, UN FANTASY PER LA SARDEGNA
L'ultimo libro dello scrittore Aldo Sechi

pubblicato il 01/08/2016 18:03:06
di Laura Mannu

Per le 21.30 di venerdì 29 luglio, quei posti ancora liberi nel Chiostro di Santa Tecla a Nulvi vengono occupati dagli attesi compaesani del giovane insegnante e scrittore Aldo Sechi, lì per presentare il suo ultimo libro, intitolato L’Isola dei Giganti. Lo scontro celeste.

La cornice medievale, suggestivamente illuminata, è percorsa da una brezza che trasporta fuori dei possenti muri dell’antico monastero le voci corpose delle ultime prove canore della giornata del coro di Nulvi.

Alle 21.40, Elvira Decortes, Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Istruzione e Spettacolo, interrompe l’attesa per fare gli onori di casa e, dopo aver rivelato al pubblico: -“Ho letto l’ultimo romanzo di Aldo animata da una forte curiosità e l’ho molto apprezzato”, cede la parola al dialogo tra lo scrittore e la dott.ssa Laura Antonella Piras, dottoranda in Lingue, Letterature e Culture dell’Età Moderna e Contemporanea presso l’Università di Sassari.

Laura Piras rende omaggio all’amico compaesano ricordandone gli interessi letterari mai celati risalenti all’infanzia, poi coltivati durante gli studi per conseguire le lauree in Lettere e in Filologia Moderna a Sassari, ora trasmessi agli alunni di Valledoria, dove insegna, e concretizzati nei suoi primi volumi dati al pubblico. Aldo Sechi è uno scrittore emergente. Pubblica nel 2007 per l’editore Seneca la sua prima raccolta di poesie Oltre ogni come, nel 2012 il suo primo romanzo Sardomachia, edito da Arpeggio Libero, che segue a far uscire nel 2013 i due thrillers Le carte del Solista e Gli adepti del Sillabo, trattanti rispettivamente il tema dell’AIDS e quello dell’aborto e della questione femminile.

“Questa volta, invece,”-spiega Laura Piras-“l’autore si cimenta in un genere del tutto diverso: il fantasy.”

Così, infatti, chiarisce Aldo: -“Pensavo a come sarebbe stato un libro fantastico ambientato in Sardegna che avrei voluto leggere, ed era proprio così. Quando scrivo, in effetti, cerco di comporre qualcosa che mi piacerebbe leggere, che magari mi sarebbe piaciuto trovare in libreria.”

L’Isola dei Giganti è dunque il racconto fantastico che Aldo cercava e che ha come luogo di ambientazione la Sardegna, un luogo antichissimo quanto l’epoca di quelle vicende, la cui storia è scritta solo nelle pietre.

“È nel tempo mitico narrato dallo scrittore”-continua la dott.ssa Piras-“che si svolge l’antico conflitto fra Nitor, re del Sole e Saur, sovrano delle tempeste, con i suoi fedeli giganti, poiché quest’ultimo aveva deciso di impadronirsi dei territori governati dal dio del Sole e abitati dagli uomini. Ma la profezia delle Sei stelle prevede che saranno sei eroi, scelti dagli dei, a liberare i territori di Nitor e a salvare il genere umano. L’eroe prescelto per compiere l’impresa è un giovane ragazzo, Shardan, insieme a cinque valorosi eroi dalle qualità particolari che lo accompagneranno nelle sue numerose avventure e lo aiuteranno a superare le varie prove a cui gli dei lo sottoporranno.”
Il romanzo è ricco di citazioni di personaggi della tradizione popolare sarda, che il pubblico riconosce e accoglie divertito, quando il dialogo tra Laura e Aldo viene intermezzato dalla lettura di brani scelti. Nel Chiostro, allora, tutti vengono trasportati nella Foresta dell’Oblio tra i dispettosi Pindacci o nella Palude dell’Angoscia dove abita Majalza o nella casa di Celes dea dell’amore quando eventi e personaggi della narrazione si materializzano fuor della cangiante voce di Lella Cucca, accompagnata dal caldo arpeggio della chitarra acustica di Francesco Pais. Il felice duetto conquista applausi sentiti e rende note a chi del pubblico non abbia ancora letto il romanzo alcune delle fasi più emozionanti del libro, come la consegna delle armi divinamente forgiate agli eroi “di una terra libera” e lo sbocciare dell’amore tra il giovane Shardan e la bella Merel.

Il pubblico accoglie con apprezzamento il tentativo del giovane scrittore di fondere elementi storici e mitici di una tradizione ampiamente nota alla maggior parte dei sardi e riconosce in lui la risorsa cui richiedere una snella e gradevole affabulazione intorno a materiali cari all’identità isolana. L’incontro si chiude con il rinnovo da parte del pubblico della proposta già avanzata in apertura dalla Decortes: “Mi piacerebbe che il tuo prossimo libro fosse ambientato a Nulvi e avesse come personaggi i banditi e la nostra Lucia Delitala.”
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