SardiniaIn alla scoperta della Sardegna
Dalla Sardegna millenaria i Giganti di Pietra di Monte Prama
pubblicato il 07/03/2014 12:00:42
Associazione Sarda "Quattro Mori" di Livorno
riferisce Antonio Deias

Sabato 08 Marzo 2014, 16:30 - 18:30

A Livorno, nel Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, in via Roma 234, sabato 8 marzo alle 16.30, il presidente dell’ associazione culturale sarda “Quattro Mori” di Livorno aprirà il convegno sulle sculture di Mont’e Prama di Cabras (Oristano), prima e dopo il restauro: “Dalla Sardegna millenaria i Giganti di Pietra di Monte Prama". L’Heroon che cambia la storia della Sardegna e del Mediterraneo”. Interventi di Carlo Tronchetti, Antonietta Boninu, Ornella Fonzo e Elsa Pacciani. Coordinerà i lavori Luciano Cauli.
Nel marzo del 1974 in località Monti Prama – Sinis/Cabras, in provincia di Roma (Monte e Prama, il luogo del ritrovamento, significa monte per l’altezza di 50 metri e Prama per la palma nana diffusa in questa zona) un contadino durante una semplice aratura del suo terreno, toccò inavvertitamente con la lama qualcosa di anomalo che si rivelò una testa gigantesca di una statua.
Spaventato dal ritrovamento, chiese aiuto alle autorità che fecero intervenire due dei più famosi archeologi sardi dell’epoca, Giovanni Lilliu e Enrico Atzeni, che diedero il via alla più grande ed enigmatica scoperta in territorio sardo. Gli scavi da loro organizzati diedero alla luce trenta gigantesche statue di pietra, alte due metri circa, di almeno 2700 anni fa. Si tratta di 30 guerrieri, tra arcieri e pugilatori, forse a custodia di una tomba proprio come i famosi guerrieri cinesi, l’unica differenza è che questi personaggi non sono la copia esatta di esseri umani, bensì riportano fattezze anomale: hanno occhi come due cerchi sovrapposti e la bocca è una semplice fessura. Hanno una pettinatura in stile celtico fatta a trecce e abiti orientalizzanti. Ma ciò che li rende unici è la loro titanica altezza, che va tra i 2 e i 2,60 metri, oltre al fatto che portano il 52 di piede! Sono statue in pietra arenaria, diritte in piedi e con braccia piegate a tenere scudi o armi.
Dopo quattro campagne di scavo effettuate fra il 1975 e il 1979, i circa cinquemila frammenti rinvenuti – tra i quali quindici teste e ventidue busti – vennero custoditi nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Cagliari per trent'anni, mentre alcune tra le parti più importanti vennero esposte nello stesso museo. Insieme a statue e modelli di nuraghe furono ritrovati anche diversi betili, in genere pertinenti a una o più tombe dei giganti.
Dopo lo stanziamento dei fondi nel 2005 da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Sardegna, dal 2007 a oggi (2012) è in corso il restauro, affidato al CCA, Centro di Conservazione Archeologica di Roma, presso i locali del Centro di restauro e conservazione dei beni culturali di Li Punti a Sassari, coordinato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro, in collaborazione con quella per le province di Cagliari e Oristano.In questa sede dal maggio del 2009, in occasione di vari eventi – e stabilmente dal novembre 2011 – venticinque statue tra guerrieri, arcieri e pugili, insieme a dei modelli di nuraghe, sono esposti in una mostra aperta al pubblico.
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