Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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IL CAPODOGLIO ALBINO NEL CANYON DI CAPRERA
sardegna (olbia-tempio) la maddalena

pubblicato il 06/08/2015 15:34:49 nella sezione "Sub e nautica"
IL CAPODOGLIO ALBINO NEL CANYON DI CAPRERA
L’avvistamento di un esemplare di Capodoglio albino nel Canyon di Caprera all’interno del perimetro del “Santuario Pelagos” nel corso di un’uscita di whale watching rappresenta un’importante occasione di approfondimento scientifico che ripropone ancora una volta il tema della valorizzazione e della tutela dell’enorme patrimonio ambientale custodito nel Mediterraneo, in generale, e nelle acque dell’Arcipelago, in particolare.

Il capodoglio albino avvistato nelle acque del Canyon di Caprera apre la strada ad una fase di significativo approfondimento scientifico. A partire dalle immagini scattate nei giorni scorsi sarà infatti possibile identificare l’animale e compararlo con il precedente avvistamento di capodoglio albino risalente al 2006 al largo dell’Isola di Tavolara. Nell’eventualità si trattasse dello stesso animale, incontrato a distanza di nove anni, sarebbe significativo constatare l’evidenza delle condizioni favorevoli per la sua sopravvivenza. Data la particolare condizione, gli animali albini sono più deboli dal punto di vista immunitario. Si tratta infatti di un’anomalia che porta alla mancanza, totale o parziale, di pigmentazione nell’epidermide e negli occhi, con successivi problemi di vista, fotofobia e ridotto assorbimento di calore. A questo si aggiunge l’aspetto della facile individuabilità dell’animale da parte delle sue prede, seppur a profondità a cui la luce non arriva.

Il Santuario Pelagos è una Area Marina Protetta di 87.500 km² istituita da un accordo internazionale tra Italia, il Principato di Monaco e la Francia per la protezione dei mammiferi marini che lo frequentano. Una stima approssimativa elenca più di 8.500 specie di animali che rappresentano tra il 4% e il 18% delle specie marine mondiali. La concentrazione di biodiversità all’interno dell’area è notevole, in particolare per quanto riguarda il numero dei predatori al vertice della catena trofica, come i mammiferi marini, il Mediterraneo rappresenta solo 0,82% della superficie e il 0,32% del volume degli oceani del mondo.

All’interno del santuario, la Sardegna spicca per la presenza di numerose specie che sono indicatori dello stato di salute del mare. Nell’area di studio al largo delle Bocche di Bonifacio (Canyon di Caprera) i ricercatori del dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio (DIPNET) dell'Università degli studi di Sassari studiano ben sette delle otto specie regolarmente presenti nel Mediterraneo occidentale. Dalla balenottera comune al capodoglio allo zifio, alla stenella striata, sino al delfino comune. È la seconda nelle acque italiane, dopo il Mar Ligure, per densità di mammiferi marini.

«Dal 2011 al 2013 abbiamo fatto oltre 600 avvistamenti – commenta Luca Bittau, ricercatore del DIPNET, che da 5 anni porta avanti un monitoraggio dei cetacei, assieme alla responsabile del progetto, Renata Manconi -. Si vedono con frequenza la stenella striata, la balenottera comune e lo zifio. Quest'ultimo è raro da avvistare, mentre è comune nel Mar Ligure e nell’area di studio del DIPNET. È una specie molto sensibile all'inquinamento acustico. Siamo riusciti a foto-identificarne 65 in soli 4, ormai li riconosciamo uno per uno. Per quanto riguarda invece il capodoglio, abbiamo un catalogo di 40 individui foto-identificati. L’avvistamento di questo esemplare di capodoglio albino fatta dall’Orso Diving di Poltu Quatu rappresenta una curiosità che merita di essere approfondita soprattutto in considerazione della precedente segnalazione risalente al 2006. Grazie alla collaborazione con l’azienda privata abbiamo potuto raccogliere negli anni molti dati importanti per lo studio dei cetacei del Canyon di Caprera e per la loro tutela».

«Siamo davanti a un rilevamento significativo dal punto di vista scientifico, vista la particolarità dell’esemplare – spiega Yuri Donno responsabile dell’Ufficio ambiente dell’Ente Parco – che evidenzia la specificità e le particolarità scientifiche dell’intera area. Un patrimonio ambientale unico che può rappresentare una risorsa inesplorata anche dal punto di vista turistico. Il whale watching offre una proposta turistica qualificata e compatibile con le risorse ambientali del territorio e può rappresentare un contributo allo sviluppo economico del nostro territorio compatibile con la fragilità della sua biodiversità».

Foto di: Corrado Azzali
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IMMERSIONE NELLA GROTTA DI NEREO
sardegna (sassari) alghero

pubblicato il 28/10/2014 19:24:23 nella sezione "Sub e nautica"
IMMERSIONE NELLA GROTTA DI NEREO
Il sito
Ad occidente del Capo la Grotta di Nereo ha un'estensione di circa 350 metri e in alcuni punti l'altezza della volta supera i 10 m. Gli ingressi principali sono tre: uno a 20 m di profondità, uno a 18, il più spettacolare chiamato anche Archi di Nereo, e uno a 32. Solo le zone vicino agli accessi ricevono luce dall'esterno. I cunicoli interni sono completamente bui ed è necessario utilizzare un'organizzazione da immersione in grotta.

I valori
Esternamente, tra i massi che ricoprono il fondo della falesia, si osservano numerose grosse cernie e corvine. Tra le zone esterne e le parti più interne si osserva la completa successione degli organismi che ricoprono le pareti dalla luce al buio. La zona di transizione all'ingresso della cavità è l'ambiente elettivo del corallo rosso che si rinviene ancora oggi con ramificazioni di modesta grandezza, ma pur sempre affascinanti.
Convivono con il corallo le margherite di mare che più all'interno sono sostituite dalle madrepore gialle.
Nelle zone totalmente oscure la roccia è coperta da serpulidi, rade spugne e briozoi, mentre si osservano organismi tipici come il gambero meccanico, le magnoselle, l'astice, il ghiozzo leopardo e, nelle sacche di sedimento, grossi cerianti.
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LA NAVE DELL'ISOLA DEI CAVOLI
sardegna (cagliari) villasimius

pubblicato il 09/10/2014 22:06:04 nella sezione "Sub e nautica"
LA NAVE DELLISOLA DEI CAVOLI
Lungo la costa di Villasimius e soprattutto in quel lembo di mare che costeggia l’Isola dei Cavoli, a giorni particolarmente ventoso, sono molte le navi che nei secoli sono naufragate. Di alcune si conservano relitti oggi particolarmente misteriosi e suggestivi, dimora della tipica fauna e flora sottomarina locale. Il naufragio più noto avvenuto in zona fu quello di una nave romana che nel I secolo d.C., carica di materiali costruttivi, naufragò su un fondale sabbioso ad una profondità di trenta metri.sardegnasudest-relitto-1
Particolarmente famoso anche il relitto della nave che durante il XV secolo naufragò a largo dell’Isola dei Cavoli: per quanto oggi resti poco e niente della nave il suo prezioso carico è stato in buona parte recuperato. Pare si trattasse di una nave aragonese diretta verso la Sicilia dotata di un carico particolarmente prezioso: trasportava cannoni e azulejos, tipiche mattonelle decorate di ceramica e smalto azzurro, dedicate probabilmente al decoro di qualche palazzo nobiliare.
A largo della Torre de su Fenogu invece si conservano ben due relitti: quello della nave Isonzo e della Loredan, entrambe affondate da un sottomarino inglese nel corso dei combattimenti della seconda guerra mondiale.
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DUE FOTO DEL MARE SARDO VINCONO PREMIO INTERNAZIONALE

pubblicato il 29/04/2014 19:56:36 nella sezione "Sub e nautica"
DUE FOTO DEL MARE SARDO VINCONO PREMIO INTERNAZIONALE
di Effe_Pi

Le immagini subacquee scattate dai ricercatori dell'ISPRA hanno vinto due categorie del premio assegnato nei giorni scorsi a Southampton.
Due foto scattate nel mare di Sardegna da ricercatori dell’ISPRA(Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) hanno vinto un premio internazionale associato al workshop Marine Imaging Workshop, che si è tenuto nei giorni scorsi a Southampton, in Inghilterra, presso il National Oceanographic Center. Tra tutte le immagini in concorso, infatti, hanno prevalso in due categorie quelle proposte da Michela Angiolillo e Simonepietro Canese, vincendo il premio per la categoria marine litter (rifiuti in mare) e quello come miglior foto assoluta. Entrambe le fotografie sono state scattate nel Sud Ovest dell’isola nell’estate del 2013 utilizzando la tecnologia ROV (Remote Operating Vehicle), durante una campagna oceanografica condotta in collaborazione con l’Università di Cagliari, per esplorare e descrivere “le comunità bentoniche degli ambienti rocciosi profondi” come si legge sul sito dell’Istituto.
Il concorso fotografico prevedeva che ogni ricercatore potesse partecipare con 4 immagini subacquee scattate negli ultimi due anni durante le operazioni a mare, e ricadenti in 4 categorie: Biota, Underwater Features, Human Footprint, Scientific Instruments/Gear. Il giudice del concorso è stato Alex Mustard, vincitore del “European Wildlife Photographer Of The Year 2013” e del “Wildlife Photographer Of The Year, 2013”.
La prima foto dell’ISPRA, scattata a 400 metri di profondità nei dintorni di Capo Spartivento, rappresenta in maniera chiara il problema del marine litter, vale a dire i rifiuti che si trovano in mare, un fenomeno da cui purtroppo non sono esclusi gli ambienti profondi. La fotografia è emblematica di quello che si è osservato da anni durante tutte le campagne oceanografiche, cioè che non c’è nessuna aerea in Mediterraneo, dai 50 ai 300 metri di profondità, che non presenti segni di impatto antropico, “con la presenza di bottiglie, copertoni abbandonati, lenze, che nella maggior parte dei casi abradono organismi arborescenti, impigliandosi tra i rami di coralli e gorgonie, ma anche reti perse che giacciono sul fondo, ricoprendo organismi e substrato o che si osservano sospese ancora in pesca”.
Quella premiata come “migliore foto” è stata scattata a 100 metri di profondità al largo di Teulada, e rappresenta quello che i ricercatori definiscono “ambiente pristine”, cioè ancora inalterato, dove anche a quella profondità comunità di coralli formano i cosiddetti “coral garden” e “diverse specie si trovano associate, ricoprendo vaste aree”. In particolare, nella foto “è immortalata una colonia del prezioso corallo rosso, di cui si notano le notevoli dimensioni (circa 40 cm): colonie così grandi sono ormai divenute una rarità, a causa dell’eccessivo sfruttamento di questa risorsa”.
Insomma, la Sardegna e il Mediterraneo ancora una volta rivelano perle di straordinaria bellezza anche nei loro ambienti più profondi, ed è sempre una buona notizia sapere che ci sono ricercatori che si dedicano con passione a studiare proprio quel mare che è forse il più grande orgoglio del popolo sardo.

Foto di Michela Angiolillo e Simonepietro Canese (ISPRA)

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Il Relitto del Clan Ogilvie
sardegna (olbia-tempio) santa teresa gallura

pubblicato il 15/01/2014 15:18:52 nella sezione "Sub e nautica"
Il Relitto del Clan Ogilvie
Quel numero 12 scritto quasi al centro della mappa delle immersioni appesa di fianco l’ingresso del diving, chissà perché, stuzzica sempre la curiosità dei subacquei più smaliziati.
Un punto in mezzo al mare, le batimetriche dicono 50mt e la legenda riporta un nome: Clan Ogilvie.
Una sera d’agosto particolarmente afosa, tutti seduti attorno ad un certo numero di bottiglie d’ Ichnusa, si parla come sempre di nuovi punti d’immersione, computer, pesci e di tutto ciò che fa di un sub un malato d’acqua, dipendente da quel liquido ma soprattutto dall’adrenalina che la scoperta dei suoi segreti può dare.
Così ci ritroviamo a discutere di quel 12, di quel relitto che le Bocche di Bonifacio ingoiarono nel 1888, devastato da un incendio e affondato a poche miglia dall’Isola di Spargi.
Come tutti i relitti anche questo esercita sui sub un fascino irresistibile, alimentato dal fatto che sia adagiato su di un fondo sabbioso da oltre 120 anni, in balia di una natura selvaggia e incontrollabile che lo ha trasformato in un paradiso sommerso.
Normalmente tento subito di cambiare discorso, di sviare l’attenzione, infatti chi conosce il mare che separa Sardegna e Corsica sa bene che, non solo la profondità, ma correnti sottomarine e cambi di tempo improvvisi possono rendere difficoltosa qualsiasi immersione: figuriamoci un tuffo che sta sul il limite delle immersioni ricreative, molto vicino a quello delle immersioni tecniche.
Però quella sera mi trovai a riflettere sul fatto che si era formato un bel gruppo di sub, bravi ed esperti e che anche io, da tanto tempo, non facevo visita al mio vecchio amico sommerso.
“Ok domani si va sul Clan, di mattina presto!”
Le parole escono dalla mia bocca inattese anche per me, infatti attiro l’attenzione dei presenti che si stampano subito un sorrisetto sul viso che è tutto un programma. Tre secondi dopo spariscono tutti a preparare attrezzature e macchine fotografiche. Domani ci sarà da divertirsi.
Seresea, la barca del diving, taglia l’acqua calmissima di un blu incredibile, sulla mia schiena il solito brivido che scorre all’inizio di tutte le mie giornate in mare. Ad arrivare sul punto impieghiamo circa 20 minuti, il tragitto è occupato da tutti a rivedere i dettagli dell’attrezzatura e dell’immersione: si tratta d’un tuffo a 50 metri e non si vuol lasciare niente al caso.
Una volta sulle coordinate cominciamo col briefing, in questo caso poco più di una formalità, si è già parlato a lungo del relitto e tutte le coppie di sub hanno programmato il loro tuffo e dichiarato il tempo d’immersione .
Tre coppie scenderanno fino alla caldaia al centro dello scafo per dirigersi a poppa, altre 2 andranno a prua.
La discesa è tranquilla e piacevole senza corrente e l’acqua è calda fino al fondo, limpidissima tanto che la sagoma del battello si intravede quasi subito. Doveva essere una nave bellissima lunga 99 metri e larga 10, spinta da un propulsore a vapore e dalle vele, irrinunciabili sulle lunghe rotte tra Bombay e Marsiglia che in quegli anni venivano solcate da Clan.
La discesa ci porta direttamente sulla caldaia ormai ricoperta da gorgonie rosse di dimensioni sicuramente fuori standard. Qui mi perdo un po’ ad ammirare un panorama il cui rosso cupo è di un fascino irresistibile, non solo per me, perché dopo pochi secondi un branco di dentici viene a controllare chi siano questi rumorosi ospiti.
Ci dirigiamo verso la poppa che ha mantenuto la sua struttura e rimane poggiata sulla fiancata di dritta, l’elica enorme attira la nostra attenzione, tanto che quasi ci sfugge il timone cosi imponente che per vederlo bene siamo costretti a fare qualche pinneggiata indietro. Qui il contrasto tra le gorgonie rosse e il substrato giallo è ancora più marcato, sarà materia dei fotografi farne una descrizione, con le parole è davvero difficile.
Il grosso astice che dimora proprio sotto il timone non sembra intimorito dalla nostra presenza e ci mostra le chele giusto per rimarcare le gerarchie.
Il computer segna 51 metri e 10 minuti di fondo, è il momento di riprendere la strada lungo le lamiere che ci riportano sulla caldaia, diminuiamo la profondità e ci godiamo gli ultimi minuti, il Clan si fa ammirare quasi nella sua interezza e i dentici continuano a girarci intorno.
15 minuti, il tempo è scaduto: puntualissimi riprendiamo la cima e iniziamo la risalita, ci aspettano una ventina di minuti di decompressione. Lì , tra i 9 e i 3 metri, ci ritroviamo tutti, che ci sia una certa euforia è evidente, che sia stato uno dei tuffi più belli della stagione, anche.
Una bella compagnia, meteo impeccabile, belle foto, ricordi di quelli che si stampano nella memoria, difficile sperare di meglio: una giornata da raccontare.
Durante il ritorno, dopo le chiacchiere e il buon Tè caldo di rito, mi estraneo un po’ ripenso ai miei primi tuffi su quel relitto, quando eravamo ancora convinti si trattasse della nave “La Santa”, colpita da una mina durante l’ultima guerra: finché non l’ abbiamo ritrovata …. Ma questa è un’altra storia.
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America’s Cup di vela, Luna Rossa è a Cagliari

pubblicato il 25/11/2013 22:43:18 nella sezione "Sub e nautica"
America’s Cup di vela Luna Rossa è a Cagliari
È approdata al Porto Canale la nave con i container delle due barche, oltre all’attrezzatura del team di Patrizio Bertelli
vela america's cup

CAGLIARI. Comincia ufficialmente oggi l'avventura di Luna Rossa a Cagliari. È approdata infatti ieri poco prima delle 13 al Porto Canale, la nave Hapag Lloyd con i container delle due barche e dell'attrezzatura del team italiano di Patrizio Bertelli, che si allenerà per tre anni nel capoluogo sardo in vista della trentacinquesima edizione dell'Americàs Cup, la manifestazione di vela più famosa al mondo.....Leggi articolo intero

Foto da: cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=90487
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Luna Rossa sceglie Cagliari: richiesta la concessione per il molo sabaudo Luna Rossa sceglie Cagliari: richiesta la concessione per il molo sabaudo

pubblicato il 09/11/2013 18:01:59 nella sezione "Sub e nautica"
 Luna Rossa sceglie Cagliari: richiesta la concessione per il molo sabaudo Luna Rossa sceglie Cagliari: richiesta la concessione per il molo sabaudo
E’ ufficiale: la società Luna Rossa Challenge 2013 srl ha chiesto la concessione demaniale marittima di un’area di 12.100 metri quadri nel molo Sabaudo.

La grande vela internazionale sarà in scena almeno per due anni al porto di Cagliari. A breve si partirà con l’installazione di strutture amovibili da utilizzare come base operativa per gli allenamenti in preparazione della 35/a edizione dell’America’s Cup.....
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Campionato Europeo 2013 Hobie Cat 16
sardegna (cagliari) cagliari

pubblicato il 08/10/2013 19:22:10 nella sezione "Sub e nautica"
Campionato Europeo 2013 Hobie Cat 16
Evento da Venerdì 11 Ottobre 2013 a Domenica 20 Ottobre 2013

Si svolgerà a Cagliari il Campionato Europeo 2013 Hobie Cat 16 e sarà organizzato da Windsurfing Club Cagliari in collaborazione con l'European Hobie Class Association (EHCA) e la Federazione Italiana Vela (FIV). In programma le gare delle classi: Hobie 16 Youth Spi, Hobie 16 Women, Hobie 16 Master, Hobie 16 Open Spi Cup e Hobie 16 Open. Saranno premiati i primi tre calssificati di ogni classe e verrà assegnato il titolo di “European Champion” al miglior skipper in assoluto.


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Campagna Di Monitoraggio Cetacei In Sardegna

pubblicato il 25/09/2013 23:35:16 nella sezione "Sub e nautica"
Campagna Di Monitoraggio Cetacei  In Sardegna
E’ ripartita la seconda campagna di monitoraggio dei cetacei del nord Sardegna, a bordo del veliero “La Reole” i ricercatori percorreranno il tratto di mare tra la Maddalena e Stintino, per studiare lo stato di salute, la densità e il numero dei cetacei presenti.
Il responsabile scientifico della ricerca è il Prof. Salvatore Naitana, Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria, e il coordinatore del progetto è il naturalista Andrea Rotta, specializzato nelle ricerche dei delfini da 15 anni.
Il progetto “Sardegna Nord Cetacei” è realizzato con i contributi dell’Università degli Studi di Sassari, del Dipartimento di Medicina Veterinaria e con la collaborazione delle associazioni “41 Nord” e Join us, ed è patrocinata da tutti i Comuni che accoglieranno l’equipaggio durante la loro campagna di monitoraggio.
Gli appassionati potranno seguire le novità sul blog, sardegnanordcetacei.blogspot.it/
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Immersione nella Secca dei Dotti a Capo Carbonara
sardegna (cagliari) villasimius

pubblicato il 02/09/2013 22:52:12 nella sezione "Sub e nautica"
Immersione nella Secca dei Dotti a Capo Carbonara
Brevetto richiesto: 2' livello
Il sito
La secca è una porzione di un lungo susseguirsi di rilevi granitici che continua verso sud ovest con la Secca di Mezzo e con la Secca di Libeccio. Il fondo supera di poco i 30 m, mentre le rocce si elevano fino a 24-26 m. Dal fondo detritico prima massi sparsi, poi formazioni più compatte si articolano in numerosi rilievi caratterizzati da spaccature, tafoni, forme erosive e passaggi tra i blocchi accatastati, consentendo numerosi percorsi.

I valori
L'elemento che caratterizza l'ambiente della secca è la corrente che, incontrando sul fondo piano il rilievo, accelera, si insinua nelle fessure e negli avvallamenti tra i massi creando un ambiente particolarmente adatto per le gorgonie. Sul fondo detritico crescono con ampi ventagli le eunicelle bianche che alternano una forma a candelabro con altre più articolate, sui massi crescono rigogliose le eunicelle gialle e le paramuricee che in alcuni canali sono così fitte da ostruirli. Tutte le zone in ombra sono coperte da ininterrotti tappeti di margherite di mare, inframezzati dalle protuberanze a forma di tubo della spugna Haliclona mediterranea.
Intorno si incontrano dotti, cernie brune, saraghi, dentici, ricciole in un ambiente molto luminoso nonostante la profondità.
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Tesori subacquei di 1500 anni fa Riapre il sito archeologico dell'Asinara
sardegna (sassari) porto torres

pubblicato il 12/07/2013 16:17:20 nella sezione "Sub e nautica"
Tesori subacquei di 1500 anni fa Riapre il sito archeologico dellAsinara
Da domani, sabato 13 luglio, fino al 15 settembre, si potranno visitare i tesori di 1500 anni fa depositati sui fondali dell’Asinara. Sulla base della sperimentazione effettuata nel 2012, l’amministrazione comunale di Porto Torres, la Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari e Nuoro, l’Ente Parco Nazionale dell’Asinara e il Cala d’Oliva Diving Center hanno deciso di rinnovare la collaborazione, prolungando di un mese, rispetto alla stagione passata, il periodo dedicato alle visite del giacimento di anfore romane a Cala Reale.

Si tratta di un sito unico nel Mediterraneo: circa 39mila reperti sono adagiati sul fondale, a soli sette metri di profondità. Sono ben visibili anche utilizzando solamente maschera e boccaglio, grazie alle trasparenze del mare dell’Asinara.....

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Ad agosto aprirà "Villaggio del mare" Vetrina per la nautica a Golfo Aranci
sardegna (olbia-tempio) golfo aranci

pubblicato il 05/07/2013 23:41:16 nella sezione "Sub e nautica"
Ad agosto aprirà Villaggio del mare Vetrina per la nautica a Golfo Aranci
Nautica, pesca, sport, ambiente e tradizione si fonderanno nel primo 'Villaggio del mare' che dal 28 agosto al 1 settembre verrà allestito a Golfo Aranci.
L'iniziativa Mare e Sardegna, organizzata dal Comune e Star solution in collaborazione con Confindustria, Cna e Camera di commercio, punta a rilanciare i settori trainanti del tessuto produttivo. Questa mattina è stato il sindaco Giuseppe Fasolino a presentare la manifestazione. Sono previsti convegni legati alla nautica, che saranno curati dal Centro servizi della rete di imprese, incontri con i professionisti del settore e momenti di confronto tra gli operatori...

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Foto da: www.yallayalla.it
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Immersioni all' Asinara
sardegna (sassari) stintino

pubblicato il 02/07/2013 23:33:56 nella sezione "Sub e nautica"
Immersioni all Asinara
Immersione a Punta Agnadda
Senz’altro una delle più belle immersioni dell’area marina protetta sia per la quantità, sia per le qualità di fauna presenti. L’immersione si svolge intorno ad una formazione rocciosa che da una profondità media di una quindicina di metri risale sino alla superficie, dando origine a dei veri e propri canyon nei quali concentrano nutritissimi banchi di barracuda anche di grandi dimensioni, occhiate e salpe . Non mancano grosse cernie, murene, aragoste. E’ possibile incontrare un grosso astice e osservare in un piccolo grottino 3 grossi cerianti. Non manca mai la microfauna per gli amanti della macro.
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Immersioni nel Golfo di Orosei con Sardinia Divers
sardegna (nuoro) orosei

pubblicato il 30/04/2013 19:00:00 nella sezione "Sub e nautica"
Immersioni nel Golfo di Orosei con Sardinia Divers
Le immersioni nel mare della Sardegna si caratterizzano per gli ambienti, la vita marina abbondante e i relitti. La visibilità nel Golfo di Orosei varia da 10 a 30 metri con una media di 20 metri a seconda delle correnti e delle (poche) maregiate. La quantità di vita marina in questa zona non dipende solo dal plancton ma anche dalle correnti che ne fanno un habitat ideale. I periodi migliori per le immersioni sono da Giugnio a fine Ottobre quando la visibilità si aggira intorno ai 20 metri e le condizioni meteo sono stabili.
La temperatura dell’ acqua varia da 20° a 30° con una media di 24-26 gradi da Luglio in poi mentre la profondità delle immersioni "normali" va dai 10 ai 20 metri. Per gli amanti delle immersioni in profonditá ci sono alcuni punti dove si puó arrivare ai 35 metri di profondità su secche e relitti. La zona di Orosei e Cala Liberotto e originariamente una zona vulcanica e per questo le immersioni sono caratterizzate da formazioni rocciose e secche anche molto grandi e pareti alte fino a 20 metri. Queste pareti, spesso molto ripide, sono un ottimo habitat per la vita marina e sono ricce di anfratti e canyons, ideali riparii e zone da caccia per i pesci. Il panorama marino da osservare é veramente amplio: Cernie, Barracuda, Ricciole, Dentici, Ombrine, Murene e Gronghi, vari tipi di Razze e innumerevoli "pescetti", Nudibranchi e Gorgonie, falsi Coralli, Granchi e Aragoste per nominare i piu' conoscuti. I relitti dalla seconda guerra mondiale - il KT12 e il Nasello fanno del Golfo di Orosei un luogo ideale per incontri con la (triste) storia della guerra.
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In kayak periplo della Sardegna, ultima tappa giro d'Italia

pubblicato il 24/04/2013 23:16:33 nella sezione "Sub e nautica"
In kayak periplo della Sardegna ultima tappa giro dItalia

Protagonista dal 27 aprile l'atleta mondiale Guido Grugnola
(ANSA) - CAGLIARI, 2 APR - La Sardegna vista da un kayak, caletta per caletta. Un mese e mezzo di navigazione lungo le coste dell'isola, 600 miglia, con la sola forza delle braccia. E' l'ultima tappa del giro d'Italia, iniziato due anni fa, da Guido Grugnola, regatante professionista dal 1976 al 1991, con un curriculum di 21 campionati italiani e 16 mondiali all'attivo. Il viaggio partirà il 27 aprile: una maratona del mare, ma anche un'occasione per raccogliere, grazie alle foto e videocamere installate sull'imbarcazione, tutto quello che accade nel litorale.

Il messaggio è stato ribadito anche durante la presentazione dell'impresa a Milano, al Centro sociale culturale sardo: "scopriamo il patrimonio paesaggistico e naturalistico e salviamolo da ogni forma di abuso e degrado". Tutto il materiale sarà riversato, quasi in tempo reale, sul suo blog www.rounditalycruise.it.

Una vera e propria avventura con un programma già stabilito e collaudato: equipaggiamento essenziale, con un carico complessivo di 80 chilogrammi, compresa la tenda, l'acqua, i viveri e il fornelletto a gas. Sveglia tutti i giorni alle 3, navigazione per 9-11 ore, tappa dove capita e, quando necessario, rifornimento di viveri. "Nessun'altra imbarcazione può consentire una visione - ha spiegato Grugnola - così ravvicinata delle coste dal mare, con i mille anfratti segreti, invisibili dalla terra ferma e anche da poche decine di metri, spiagge, scogliere, approdi e naturalmente, costruzioni, abusi e manifestazioni di degrado". (ANSA). YE6-AR/
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