Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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UN VIAGGIO A TINNURA
Conosciuto come "il paese dell'arte"
sardegna (oristano) tinnura

pubblicato il 06/10/2016 14:56:20 nella sezione "Luoghi da vedere"
UN VIAGGIO A TINNURAConosciuto come il paese dellarte
Tinnura è un paese di 260 abitanti in provincia di Oristano, situato nella regione storica della Planargia, vicinissimo al litorale costiero della Sardegna centro-occidentale.
Da circa un ventennio iniziò progetto di riqualificazione urbana, con la realizzazione di piazze, pavimentazioni stradali in basalto policromo ed i famosi murales.
Oggi il paese mostra una vasta gamma di opere artistiche, che vanno dai murales realizzati da artisti di grande fama come, (Pina Monne, Francesco del Casino, Angelo Pilloni, Giambattista Loi e Fernando Mussone), alle piazze e ai monumenti, tanto da aver ricevuto l'appellativo di "Paese dell'Arte".
Passeggiando per la via principale, sorge la chiesa parrocchiale (d'impianto romanico), del 1600 intitolata a Sant'Anna, il visitatore viene colpito dalla colorazione del campanile bianco con le sue bande orizzontali rosa antico.
Da non perdere la parte archeologica che vanta il nuraghe "Tres Bias", le tombe dei giganti di "Su Crastu Covocadu" e "Su Figante" ed una fontana romana "Funtana e' Giosso" facente parte di un complesso di acquedotti, che portavano l'acqua dalle sorgenti di Scano di Montiferro
alla città di Bosa.

Per qualsiasi informazione è presente un info point aperto tutti i giorni nella stagione estiva in Piazza del Sole, dove si eseguono visite guidate e si fornisce il materiale turistico.
In questo piccolo paese si possono trovare piccoli esercizi commerciali, servizi di ristorazione, pizzerie e bed and breakfast.


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LA MINIERA DI MONTE VECCHIO
sardegna (medio campidiano) guspini

pubblicato il 26/10/2014 18:04:35 nella sezione "Luoghi da vedere"
LA MINIERA DI MONTE VECCHIO
Montevecchio, situata nella provincia del Medio Campidano (a 10 km da Guspini) è stata una tra le miniere più importanti in Europa di piombo e zinco (le stesse coperture della cattedrale di Notre Dame a Parigi sono state realizzate utilizzando i minerali di Montevecchio). L'attività mineraria è stata avviata dal sassarese Giovanni Antonio Sanna nel 1848 e gestita dai suoi eredi fino al 1933, poi passata alla Montecatini. La miniera chiude definitivamente nel 1991, dopo quasi 150 di attività, che ha visto lavorare uomini, donne e bambini, nelle varie fasi di estrazione, cernita, lavaggio e arricchimento.
A Montevecchio sono presenti i pozzi estrattivi, la laveria, le case dei minatori, le officine di riparazione e il palazzo della Direzione costruito per volere di G. A. Sanna
Il villaggio di Montevecchio è raggiungibile sia da Guspini (tramite la SP per Funtanazza e Torre dei Corsari), sia da Arbus, sia dalla Costa Verde.

La miniera è stata dichiarata destinazione d'eccellenza Eden 2011 e fa parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO.

Nella zona mineraria di Montevecchio sono possibili quattro percorsi di visita:

La visita al Palazzo della ex Direzione Mineraria: palazzo su più piani, nel quale si rivivono i fasti della borghesia ottocentesca e nel sottotetto si apre la porta alla vita della servitù.

La visita a Sant'Antonio (ex Deposito Minerali che attualmente ospita un museo nel quale viene spiegata la lavorazione del minerale, Case Operaie e stalle).

Il percorso Officine che comprende la visita a falegnameria, fonderia, officina meccanica, nei quali venivano costruiti e riparati gli attrezzi da lavoro della miniera.

Piccalinna, cantiere ottocentesco dove si può ammirare un maestoso pozzo e un imponente argano.

Un percorso singolo dura circa 50 minuti e il costo è di € 5 a persona; ridotto € 3,50 (bambini 7-12 anni, gruppi min. 20 persone, over 65).
Due percorsi durano circa due ore (inclusi i trasferimenti) ed hanno il costo di € 9; ridotto € 6.
Tre percorsi durano circa 2 ore e mezzo e hanno il costo di € 12; ridotto € 8.
Quattro percorsi durano circa 3 ore e hanno il costo di € 14; ridotto € 9,50.

Ingresso gratuito per bambini 0-7 anni e disabili.

È possibile visitare il sito tutto l'anno, nel periodo estivo tutti i giorni, mattina e sera e nel periodo invernale la domenica mattina (10:00-13:00) e gli altri giorni su prenotazione.


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PERCHE’ VISITARE PATTADA?
sardegna (sassari) pattada

pubblicato il 28/07/2014 21:54:39 nella sezione "Luoghi da vedere"
PERCHE’ VISITARE PATTADA?
Immerso nelle bellezze naturalistiche della regione del Monteacuto, nel Logudoro, in un territorio ricchissimo di nuraghi e altre testimonianze dell'antichità, si trova Pattada, per altitudine il primo paese della provincia di Sassari; famoso per la produzione di esclusivi coltelli a serramanico, sas resolzas, nati qui grazie alla presenza di un ricco giacimento di minerale ferroso sfruttato fin dall'antichità.
Molti gli artigiani che nel paese, ancora oggi, lavorano acciaio e corno per produrre lame e impugnature.
Nel suo territorio boscoso, da segnalare la Foresta Demaniale di Monte Lerno visitabile tutto l’anno. Dopo un progressivo spopolamento, le foreste del Monte Lerno e di tutto il territorio Pattadese sono oggi animate da un gran numero di rari esemplari faunistici. Qui si è cercato di salvaguardare l'ambiente e dunque la flora e la fauna; non è raro imbattersi in cervi, mufloni e cinghiali.
Inoltre, Pattada ha dato i natali a illustri esponenti della poesia sarda, fra gli altri ricordiamo: Pedru Pisurzi o Pesuciu (nato a Bantine nel 1707 che viene indicato come il padre dei poeti sardi), padre Luca Cubeddu e Giovanni Maria Asara meglio noto come Limbudu (morto nel 1907).
Pattada ha un'economia prevalentemente agro-pastorale.
Sono numerosi i caseifici che raccolgono e lavorano il latte per ottenere ottimi formaggi: il pecorino sardo, il fiore sardo, il pecorino romano, le peritas, varie creme e la ricotta fresca o stagionata vengono esportati in tutto il mondo. Altri prodotti agro alimentari tipici di Pattada sono: il pane, i ravioli (di formaggio e di ricotta), gli gnocchetti, su succu maduru e su succu minudu, le seadas, le origliettas, il miele, il torrone, e dolci vari come amaretti, tiriccas, pabassinos e biscottos.
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L'ISOLA DI MAL DI VENTRE

pubblicato il 28/07/2014 21:35:39 nella sezione "Luoghi da vedere"
LISOLA DI MAL DI VENTRE
A circa quattro miglia e mezzo dalla costa di Oristano, si erge, bella e solitaria, una delle più suggestive isole minori di Sardegna e d'Italia, l'isola di Mal di Ventre. Detta anche del "malu entu" (ovvero, del vento cattivo, talvolta il maestrale vi soffia impetuoso) è un isolotto di poco più di un km quadrato di estensione (qui una mappa). Il suo punto più alto sul mare è il faro interno, a 18 m. Insieme allo scoglio detto del Catalano, costituisce l'unico affioramento di una qualche entità al largo della costa oristanese. L'isola di Mal di Ventre è un paradiso ambientale di rara bellezza: ricoperta da una bassa macchia fatta di cisto, lentisco, rosmarino e tamerici è priva di insediamenti umani e popolata unicamente da tartarughe, lepri, e numerosi tipi di uccelli che vi nidificano. L'eccezionalità dei valori naturalistici ha fatto sì che sia stata inclusa nell'Area marina protetta del Sinis.

Un po' di storia: Si differenzia dai vicini litorali sardi per essere costituita non da rocce calcaree ma da granito porfirico, il cui lento disgregarsi ha formato, in un'epoca geologica ormai lontana, i fondali quarziferi delle spiagge di Is Arutas, Mari Ermi, Maimoni. Le uniche testimonianze di presenza umana sull'isola sono individuabili nella presenza dei resti di un nuraghe, presso cala del nuraghe, e dei muretti a secco delle capanne usate durante l'inverno dai pastori per custodirvi le greggi, a cala dei pastori. Invece, a cala del relitto, a meno di un miglio dalla spiaggia, si trova il relitto di una piccola nave da cargo del dopoguerra, che trasportava alimenti. Oggi, chi pratica immersioni può ammirare lo scafo quasi intatto dell'antica imbarcazione (qui un video), sopraffatto dalla vita marina: murene, scorfani, saraghi e flessuose alghe lo abitano. Nel medioevo, l'isola di Mal di Ventre divenne un covo di pirati, si racconta che nel '500 molti sardi furono catturati e rivenduti al mercato degli schiavi di Algeri. Qualche anno fa, ha subito l'occupazione da parte di alcuni indipendentisti sardi, che hanno proclamato in maniera pacifica, ma infruttuosa, la repubblica di Malu Entu.
Come arrivare e cosa fare: numerosi operatori della zona organizzano, specie nel periodo estivo, escursioni giornaliere all'isola di Mal di Ventre. Le imbarcazioni partono dai centri di Mandriola, Putzu Idu, e dal porticciolo turistico di Torregrande. Il viaggio all'isola vi consentirà un'esperienza sensoriale d'altri tempi, nelle numerose piccole spiagge circondate da scogli dalla forma curiosa e scenografiche insenature.

(foto Flickr)
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SARDEGNA IN CAMPEGGIO
Segreti per un viaggio a 5 Stelle

pubblicato il 21/06/2014 23:03:49 nella sezione "Luoghi da vedere"
SARDEGNA IN CAMPEGGIOSegreti per un viaggio a 5 Stelle
La semplicità legata all’idea di una vacanza in campeggio non deve trarre in inganno tutti coloro che per la prima volta sperimentano questa avventura, neanche quando la destinazione d’interesse è la vivace Sardegna con tante località e servizi ad hoc per il campeggiatore.
Se è vero infatti che scegliere una tenda o un camper equivale a rinunciare a una parte di comfort che grandi alberghi e resort possono offrire, il vero campeggiatore è colui in grado di rendere il suo soggiorno esclusivo quanto una permanenza a cinque stelle semplicemente seguendo una serie di accorgimenti base.
A partire dalla scelta del materasso che nel linguaggio comune è chiamato “sacco a pelo”. Oggi sul mercato ne esistono di diversi modelli e di altissima qualità per garantire un riposo perfetto come i materassi gonfiabili per letto matrimoniale dell’altezza di 38 centimetri che dispongono anche di gonfiatore elettrico. Oppure per ridurre lo spazio, il sacco a pelo standard rimane sempre una valida alternativa soprattutto in estate con il modello a coperta meno pesante.
Da non dimenticare la benda per gli occhi: un dettaglio che può essere trascurabile dai principianti ma che assicurerà un riposo più duraturo accanto a un piacevole cuscino.
Chi ha in mente un viaggio in Sardegna, passando dai campeggi più belli come il Villaggio Capo Ferrato situato a Costa Rei, nella parte orientale, o il Baia Blu La Tortuga salendo al Nord o ancora nella selvaggia costa meridionale lungo una delle più belle insenature dove sorge in riva al mare il campeggio Torre Chia, non potrà esimersi dall’acquistare un frigorifero portatile professionale realizzati interamente in polietilene con sistema rotomoulding, adatti a chi ha la necessità di una buona capacità interna, ma con spazi contenuti.
Illuminare è un altro fattore prioritario per coloro che vogliono vivere appieno il campeggio, specialmente per chi parte con una tenda da campeggio a cui appendere (per alcuni modelli anche all’interno) le lampade a gancio disponibili di varie dimensioni e capacita illuminante.
Per assicurarsi il comfort all’aria aperta, meglio prima “viaggiare” su Campingshop.it l’e-commerce leader nelle attrezzature e accessori da campeggio, con un ottimo rapporto qualità/prezzo, perfetto per principianti ma anche per i professionisti del camping che richiedono solo prodotti topclass.
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VACANZE ESTATE 2014
Tra le mete top per chi resta in Italia c’è la Sardegna

pubblicato il 18/06/2014 22:40:38 nella sezione "Luoghi da vedere"
VACANZE ESTATE 2014Tra le mete top per chi resta in Italia c’è la Sardegna
Maiorca e Marsa Alam le destinazioni più cool secondo Yalla Yalla, insieme ad Alghero e Olbia

I viaggi più gettonati dell’estate imminente saranno vacanze a Maiorca e vacanze a Marsa Alam, per chi decide di viaggiare fuori dall’Italia, mentre nel Bel Paese molti opteranno per la splendida Sardegna: questo emerge dalle più recenti statistiche delle prenotazioni alberghiere e dall’esperienza del portale Yalla Yalla, per il periodo estivo 2014.

La bellezza delle Baleari è proverbiale, ma sono anche i costi contenuti a ingolosire i turisti, attratti da strutture ricettive accoglienti e buon cibo a prezzi onesti, il tutto unito a una natura rigogliosa e ad una night life tra le più attive per i più festaioli.

Marsa Alam, fino a poco tempo fa piccola cittadina sulla costa Ovest dell’Egitto, affacciata sul Mar Rosso, è ora una delle destinazioni più raggiunte dai turisti di tutta Europa. A cosa deve la sua fama? Un mare cristallino, ideale per chi ama lo snorkeling, ma anche villaggi all inclusive super-attrezzati e animazione per bambini.

Nel Bel Paese la Sardegna è ai primi posti per gradimento dei turisti: Alghero e Olbia sono due tra le città di maggiore richiamo, soppiantando luoghi ormai troppo costosi come Porto Cervo.

Alghero è anche detta Barceloneta, la piccola Barcellona, e questo fa ben capire lo spirito della città: un luogo magico, sulla costa Ovest della Sardegna, ricco di divertimento ma allo steso tempo anche di cultura e tradizione. Passato e presente si fondono in un tutto unico e completo, un’esperienza di viaggio a 360°. Oltre a godere di un mare meraviglioso che fa invidia alle spiagge più esotiche, infatti, è possibile visitare numerosi musei, tra cui il Museo Naturalistico Mare Nostrum Acquarium, che piacerà moltissimo anche ai più piccoli.
L’enogastronomia locale è ricca di sapori d’antan: il legame con le vicine Baleari è rafforzato da piatti che vedono protagonista l’aragosta, ed esiste persino una varietà di paella all’algherese, appunto.

Olbia, invece, è situata sulla costa Est, ma altrettanto suggestiva e ricca di attrattive. Le spiagge sabbiose si alternano ad alte scogliere, creando scorci spettacolari. Il Parco fluviale del Padrongianus e l’area marina protetta di Tavolara sono attrazioni naturalistiche senza pari, mentre è impossibile tornare a casa senza prima aver assaggiato i sospiri, dolci tipici sardi famosi nella zona, a base di mandorle.

Fonte: www.yallayalla.it
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L'ORSO DI PALAU

pubblicato il 15/05/2014 17:07:22 nella sezione "Luoghi da vedere"
LORSO DI PALAU
Foto di Antonello Zappadu
Di fronte all’Arcipelago della Maddalena sorge la Roccia dell’Orso: spettacolare scultura naturale in forma di plantigrado col capo rivolto verso il mare, essa si erge a 122 m slm a vegliare sul vicino abitato di Palau. La roccia, che ha dato il nome al promontorio su cui sorge, è nota fin dall’antichità, come attesta il geografo greco Tolomeo già nel II secolo d.C.: egli racconta che la roccia incuteva paura ai naviganti perché in grado di attirare le navi con la forza di una grandissima calamita. Gli antichi marinai videro in questo monumento naturale la sagoma di un orso e lo citarono nei portolani come punto di riconoscimento, perché ben visibile dal mare. Il potenziale turistico attribuibile all’Orso di Palau è tra i più elevati dei monumenti naturali individuati in Sardegna e il suo promontorio è meta di escursioni per numerosi visitatori. La sua roccia granitica, scolpita nel corso dei secoli dai venti cui è particolarmente esposta, si presenta alterata in superficie: per questo è caratterizzata da un colore giallo-rosato. Nella zona circostante, per l'alto valore paesaggistico e geologico, è stata istituita una vasta area di tutela con il Parco Marino Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena. Il territorio su cui insiste la roccia granitica dell’Orso di Palau è interessante dal punto di vista archeologico: la presenza umana è testimoniata da alcune tombe in tafone e dall’industria litica di epoca neolitica ritrovata nelle vicinanze. Nel tratto di mare antistante sono stati poi rinvenuti numerosi relitti di navi onerarie di epoche diverse, che testimoniano un intenso traffico commerciale lungo la costa orientale della Sardegna. In particolare in prossimità dell’isola di Spargi, nell’Arcipelago della Maddalena, è stata rinvenuta una nave di epoca romana col suo intero carico, oggi ricostruita all’interno del Museo Navale “Nino Lamboglia” di La Maddalena.
Come arrivare
Il monumento è accessibile attraverso un sentiero pedonale in buone condizioni, lungo circa 500 m, che parte dalla strada carrabile. La distanza dal centro abitato di Palau, che è il più vicino, è di 5,2 km.
Informazioni
Ai piedi della collina su cui sorge l’Orso si trova il Forte militare in disuso, costruito per la difesa delle Bocche. Il progetto di sistemazione dell’area, in via di dismissione da parte del Demanio militare, lo destina a struttura di accoglimento per i visitatori. Vi si potrebbe accogliere materiale didattico sull’erosione nei graniti, il che potenzierebbe l’uso culturale del monumento. Altri interventi (costruzione di muretti a secco e individuazione di un percorso pedonale) completeranno la sistemazione dell’area circostante.
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PARCO CULTURALE GRAZIA DELEDDA
sardegna (nuoro) galtellì

pubblicato il 24/04/2014 22:54:15 nella sezione "Luoghi da vedere"
PARCO CULTURALE GRAZIA DELEDDA
A Galtellì, più che altrove, la naturaha un dolce e persuasivo linguaggio che colpisce profondamente e lascia nell'intimo lunghi ricordi che il tempo non riuscirà facilmente a distruggere. In Canne al vento queste voci, raccolte da Grazia Deledda, palpitano di poesia...
Galte è la tappa fondamentale della ricerca letteraria e umana della scrittrice nuorese e lei stessa lo elegge luogo privilegiato della memoria.
Qui tutti i luoghi narrati continuano a vivere, magari dimenticati, magari manipolati dal silenzio, dai sapori, dai profumi, dai colori di un territorio che suscita grande suggestione. Lo scrittore diviene talvolta pittore della sua storia, dipingendo le proprie emozioni in pagine immortali...
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IL SITO MINERARIO DI PORTO FLAVIA
sardegna (carbonia-iglesias) iglesias

pubblicato il 18/04/2014 20:26:32 nella sezione "Luoghi da vedere"
IL SITO MINERARIO DI PORTO FLAVIA
Porto Flavia è un bellissimo sito minerario, composto da una lunga galleria che spunta sul mare. Per percorrere questo itinerario si parte dalla Spiaggia di Fontanamare. Da questa spiaggia si prende la strada panoramica che passa per Nebida lasciando il golfo di Gonnesa. Arrivati a Nebida si può visitare il Belvedere dove si domina completamente la zona.
Continuando si arriva a Masua (splendida spiaggia della zona) e continuando per una strada bianca si arriva all'ingresso della miniera di Porto Flavia.
La struttura è una delle più belle opere di ingegneria mineraria della Sardegna. Vi si accede tramite visita privata. Verrete dotati all'entrata dell'appositio berretto e potrete visitare tutta la miniera fino ad arrivare alla parte finale della scogliera a picco sul mare.
Inizialmente si percorre una galleria, tra i binari dove un tempo un carrello portava fuori dalla miniera i minerali frutto degli scavi. Lateralmente ci sono delle altre grotte che sbucano nella parete a strapiombo sul mare.
Alla fine della galleria si possono notare delle buche profondissime, dove il materiale veniva lasciato cadere su altri carrelli che servivano per caricare il tutto sulle navi per Carloforte.
La visita è molto bella. La miniera finì il suo lavoro dopo la seconda guerra mondiale. Oggi è possibile visitare il tutto grazie ad un opera di ristrutturazione.

Foto da: www.sardeis.it

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IL VILLAGGIO DI TISCALI
sardegna (nuoro) oliena

pubblicato il 29/03/2014 22:24:22 nella sezione "Luoghi da vedere"
IL VILLAGGIO DI TISCALI
Foto da www.guida-sardegna.it

Abbandonato Carros si prosegue per Tiscali, il massiccio calcareo che chiude la valle di Lanaitto.
Un impervio ripidissimo sentiero attende il visitatore. Salendo lungo i fianchi del monte si penetra in una zona boscosa, selvaggia, quasi intatta. Man mano che la salita procede, l'orizzonte si allarga e lo sguardo può spaziare su una immensa distesa di creste montuose e di fitte foreste. Ivi è il regno dei mufloni e dei cinghiali.
Non è raro scorgere il grifone o l'astore volteggiare alla ricerca della preda. Anche il cervo, ormai scomparso a causa della caccia spietata, doveva trovare rifugio in questi boschi. E questo era pure il regno degli Iliesi, ove per certo i legionari romani giammai riuscirono a penetrare. Prima di giungere al rifugio, percorrendo un sentiero scavato dal vento, si fiancheggia un precipizio della profondità di circa 200 metri.
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ARMUNGIA
La sua storia e il suo territorio.
sardegna (cagliari) armungia

pubblicato il 05/03/2014 16:17:01 nella sezione "Luoghi da vedere"
ARMUNGIALa sua storia e il suo territorio.
di Alberto Cabboi

Armungia è un caratteristico centro situato su un colle a 365 metri sul livello del mare, appartenente alla regione storica del Gerrei, parte interna della Sardegna sudorientale al confine con il Sarrabus, la Trexenta e l’Ogliastra. Tutta l’area si costituisce di altipiani, rilievi collinari e profonde vallate, ricoperti di boschi e macchia mediterranea. Le tracce più antiche della presenza umana nel territorio sono riferibili all’età del Rame (III millennio a.C.). In località Ilixi Durci si trova una vasta aerea di tombe a circolo nascoste dalla vegetazione, segnata da diversi “menhirs” in roccia arenaria, posti probabilmente ad indicare la sacralità del sito. I resti di diversi nuraghi, già menzionati dall’Angius nel 1830, si conservano in più parti (Turrigas, Scandarinu, Campu ‘e domus ed altri), spesso su alture in punti panoramici e in vista l’un dell’altro.

Centro di origine protostorica, edificato in posizione di controllo sul fondovalle, Armungia dovette verosimilmente svilupparsi intorno al nuraghe omonimo, che ancora oggi si innalza in mezzo ai tetti delle case, inglobato nel tessuto urbano. Alcune emergenze archeologiche sembrano testimoniare la continuità dell’insediamento nei lunghi secoli della dominazione romana e bizantina. E si può ritenere che anche nel suo territorio, come in tutto il Gerrei, fosse stanziata in età romana la popolazione dei Galillenses, menzionati nella ben nota tavola di Esterzili.
Durante il Medioevo il paese appartenne alla curatoria del Gerrei (o Galilla, dal nome dei suoi antichi abitanti) del regno giudicale di Cagliari. Compreso nella medesima curatoria, a poca distanza dall’abitato doveva trovarsi il villaggio di Lantini, cui una Composizione pisana del primo Trecento attribuisce una ventina di famiglie e del quale si conserva oggi il toponimo. Nel 1258, con la fine del giudicato, Armungia passò al Regno di Arborea e nel 1298 divenne un possedimento coloniale oltremarino della Repubblica di Pisa. A seguito della conquista aragonese della Sardegna (1324) fu infeudato prima a Ximenez Perez de Cornel, barone di Alfajarin, e successivamente a Ramon Zatrilla. Dopo la parentesi della rioccupazione del Gerrei da parte delle truppe arborensi, Armungia tornò nel 1409 sotto il controllo degli Zatrillas che conservarono il feudo fino al 1814, quando passò ai Vivaldi Pasqua per poi riscattarsi nel 1839.

Il paese conserva numerosi esempi di abitazioni costruite in pietra, tipiche di un’economia in prevalenza agropastorale. Tra gli edifici di maggior interesse si incontrano la Chiesa parrocchiale dell’Immacolata, del XVI secolo, il vecchio palazzo comunale, oggi sede del museo etnografico, e la Casa del segretario, edificio padronale del XIX secolo i cui spazi ospitano il museo dedicato a Emilio e Joyce Lussu.
L’abitato, chiuso a sud-ovest dall’altura su cui si innalza la chiesa campestre dedicata alla Madonna di Bonaria, si apre verso nord-est sull’ampia valle del Flumendosa. Il corso del fiume caratterizza in modo peculiare il territorio, separando fin dai tempi antichi la parte del villaggio con le sue pertinenze – le vigne, i coltivi, gli orti terrazzati – dallo spazio dell’oltre fiume, disabitato e tuttavia segnato dalla frequentazione costante dell’uomo per utilizzi pastorali ma anche agricoli, a lungo praticati in modo precario sottraendo lembi di terra alla foresta.
I boschi d’alto fusto della zona di "Murdega", tra i più belli ed estesi di tutto il Gerrei, s'incontrano risalendo il corso del fiume omonimo. Percorrendo i sentieri in mezzo alla foresta non è difficile imbattersi ancora oggi nelle tracce dell'attività di segantini e carbonai, un tempo impegnati nel taglio del legname e nella produzione del carbone di legna. A questa attività rimandano inoltre alcune strutture stabili in muratura, le "dispense" di Carradori e Scartabelli, costruite per consentire ai carbonai l’approvvigionamento dei generi di prima necessità. In quest’area vasta, immersi nel verde della campagna, sono ancora visibili i ruderi del sito minerario di “Sa lilla”, attivo nella seconda metà del XIX secolo e destinato all’estrazione di galena e blenda.
Nell'oltre fiume, nella parte più elevata del territorio comunale, verso nord-est, s'incontra poi l'area degli altipiani di Sa perda Lada, Campu ‘e domus e Pranu ‘e lettus, con i suo tavolati in roccia arenaria, segnati da erosioni che nel corso dei millenni hanno lentamente prodotto anfratti e monumenti naturali di suggestiva bellezza.
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Il Bastione di Saint Remy, nel cuore della vecchia città di Cagliari.

pubblicato il 15/02/2014 19:54:48 nella sezione "Luoghi da vedere"
Il Bastione di Saint Remy nel cuore della vecchia città di Cagliari.
Il Bastione di Saint Remy, nel cuore della città vecchia, rappresenta uno dei monumenti più importanti di Cagliari e uno degli spazi espositivi più prestigiosi del centro storico.

Il Bastione di Saint-Remy costituisce uno dei complessi monumentali di maggior pregio della città di Cagliari. Costruito sulle antiche cortine difensive del circuito fortificato della città medievale, il suo nome ha origine dal primo Vicerè Piemontese, il Barone di Saint-Remy, che lo fece costruire alla fine del XIX secolo. La passeggiata coperta e la maestosa terrazza Umberto I, furono progettate nel 1896 da Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti. L'imponente struttura, realizzata in stile classicheggiante e composta da colonne in calcare di colore bianco e giallo con capitelli in stile corinzio, venne inaugurata nel 1901. Nel 1943, la scalinata a doppia rampa e l'arco di trionfo furono gravemente danneggiati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; tuttavia, qualche tempo dopo, le parti distrutte vennero fedelmente ricostruite. Durante il corso degli anni, gli ampi spazi della passeggiata coperta furono adibiti a molteplici utilizzi. Inizialmente utilizzata come sala banchetti, in epoca bellica divenne un'infermeria e successivamente rifugio per gli sfollati durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1948 ospitò la prima edizione della Fiera Internazionale della Sardegna. La passeggiata coperta, abbandonata per molti anni, venne poi restaurata, riaperta al pubblico e rivalutata come spazio culturale della città, dove attualmente ospita mostre temporanee di grande richiamo e interesse culturale.
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Castello di San Michele
sardegna (cagliari) cagliari

pubblicato il 16/12/2013 19:05:15 nella sezione "Luoghi da vedere"
Castello di San Michele
Eretto sull'omonimo Colle, il Castello di San Michele sovrasta la Città di Cagliari. Il primo impianto del Castello risale al X secolo e la tradizione ci ha tramandato come il castello fosse stato costruito nel XII secolo e potenziato nel XIII secolo a difesa della capitale del regno di Cagliari, Santa Igia. Nel 1324 re Giacomo II il Giusto concesse in feudo la Villa di Sinnai ad uno dei suoi nobili, Berengario Carròs, dietro promessa da parte del Carròs di realizzare il castello di San Michele con i denari provenienti dalla donazione. I documenti d'archivio riportano però come il Carròs abbia spogliato la chiesa di San Saturnino di Cagliari per abbellire le sue residenze; tra queste, probabilmente, vi era anche il castello di San Michele, dimora di famiglia fino al XVI secolo. Il castello oggi si presenta con tre torri angolari a pianta quadrata, raccordate da mura in parte diroccate e l'intera struttura è realizzata in calcare delle cave di Bonaria. La parte più antica è costituita dalle torri di N/E e S/E, poste in opera con conci di media pezzatura perfettamente squadrati, mentre la torre di S/O, eretta in una fase successiva, è realizzata con una tecnica muraria più grossolana, tramite l'utilizzo di pietrame misto sommariamente lavorato. L'ingresso al castello, come tutta la fortificazione, è preceduto da un fossato valicabile solo per mezzo di un ponte levatoio, di cui attualmente si trovano tracce nelle scanalature in uno degli ingressi. A lato del castello si notano le tracce di due ingressi affiancati, corrispondenti ad un edificio a due navate, denominato dalla tradizione "oratorio di San Michele Arcangelo" e avente funzione di cappella del castello. Non è chiaro se la chiesa, oggi inglobata nella struttura, fosse stata edificata anteriormente o contemporaneamente a San Michele.
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Le antiche terme di Fordongianus
sardegna (oristano) fordongianus

pubblicato il 06/12/2013 23:19:00 nella sezione "Luoghi da vedere"
Le antiche terme di Fordongianus
Le terme sono nell'alto Oristanese, sulla riva sinistra del Tirso. Il complesso termale, tra i più importanti della Sardegna, gravita sul sito urbano di "Forum Traiani". L'abitato, di fondazione tardorepubblicana, fu costituito da Traiano come centro di mercato tra le comunità dell'interno e le popolazioni romanizzate dell'entroterra del golfo di Oristano.
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La Casa delle fate di Sedini

pubblicato il 11/11/2013 16:39:34 nella sezione "Luoghi da vedere"
La Casa delle fate di Sedini
La Domus de Janas "La Rocca" è il monumento più noto di Sedini e uno dei i più importanti della Sardegna.

Il complesso si presenta oggi come una serie di ambienti di varie epoche (dal Neolitico al Medioevo all'Ottocento) ricavati nella roccia viva, separati e integrati
fra loro con solai e muratura, per un totale di 129 mq distribuiti su tre livelli. Tutte le trasformazioni che ha subito nel corso dei secoli l'hanno resa parte viva del paese:
è stata prigione, negozio, sede di partito e abitazione privata, oggi ospita il Museo tradizioni etnografiche dell'Anglona.
Il museo è costituito dal patrimonio di reperti etno-culturali e naturalistici, che la Cooperativa Setin ha raccolto in anni di studi e ricerche, ed è articolato in modo da rendere fruibili tutti gli ambienti a disposizione, facendo spiccare la caratteristica unica del sito, cioè la straordinaria continuità di utilizzo, che si estende nell'arco di 5000 anni.
La raccolta e il monumento offrono spunti molto interessanti per gli appassionati, in quanto una parte conserva intatta la struttura medievale, con il focolare scavato al centro della stanza nel pavimento roccioso, scale a chiocciola ricavate nella viva roccia. Un’ altro spazio espositivo è riservato alle mostre permanenti: una mostra fotografica sul territorio di Sedini (paesaggio, siti archeologici, flora e fauna), una mostra etnografico-antropologica di oggetti e utensili di uso quotidiano, domestici e da lavoro, a partire dal 1700, tra cui spiccano gli amuleti e gli scapolari, specchio di un'esistenza fatta di credenze e superstizione.
La parte più antica è costituita dalla tomba neolitica, in cui si può ammirare la ricostruzione di una sepoltura con il suo corredo funerario.

Il sito oltre ad offrire la unicità del monumento, la straordinaria stratificazione della storia nella pietra, la possibilità di visitare in un unico monumento la cultura materiale e l’ambiente del territorio, diventerà sicuramente negli anni a venire vetrina turistica del territorio Anglona, infatti si sta cercando di operare recuperando la tradizione storica e materiale non solo Sedinese ma anche dei centri vicini.

Ottimo è l’apprezzamento dei turisti che hanno potuto usufruire delle “ricostruzioni ambientali” del museo etnografico, con oggetti di ottimo pregio espositivo della vita quotidiana anglonese, della tomba neolitica, il tutto supportato dalle visite guidate fornite giornalmente dalle guide della coop. Setin, alla quale appartengono gli oggetti e l’esposizione del museo e che nel corso degli anni ha adottato e mantenuto livelli elevati di qualità nei servizi offerti e registrati nei registri del museo con notevoli apprezzamenti per il lavoro svolto.

La cosa che rende particolarmente felici è che finalmente non è più un caso incontrare “turisti” che girano nel centro storico armati di macchina fotografica riprendendo gli scorci più suggestivi, forse incuriositi dalle caratteristiche costruzioni all’interno e sopra la roccia calcarea che rendono l’architettura di Sedini unica in Sardegna,o fermi a scambiare quattro chiacchiere con i nostri anziani nelle piazzette del paese, o ancora visitando le nostre chiese campestri, splendidi gioielli d’architettura che arricchiscono la nostra campagna dando la sensazione di un tempo che probabilmente scorre più lento che altrove.
di Sanna Domenico
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