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Strumenti tradizionali della musica sarda


pubblicato il 09/01/2014 23:21:03 nella sezione "Musica e poesia"


Strumenti tradizionali della musica sarda
di Maria Lucia Meloni

La tradizione sarda è intrinsecamente legata alla musica e agli strumenti musicali che rappresentano assieme alle sonorità da essi prodotte una delle presentazioni più maggiore impatto sul pubblico e anche sui turisti che visitano l’isola. Anticamente erano considerati essenziali per scandire occasioni particolari della vita del Paese o momenti importanti nell’esistenza delle persone. Questi strumenti, della tradizione musicale sarda vengono spesso impiegati oggi in nuovi contesti sonori; è in corso del resto, anche sulla scia del crescente interesse per le musiche etniche, una valorizzazione in chiave moderna di questo patrimonio, grazie ad interessanti contaminazioni con stili e strumenti non tradizionali. Prima di andare a vedere i veri e propri strumenti musicali sarebbe il caso di produrre una classificazione degli stessi per rendere meglio capibili le sonorità che si ottengono suonandoli. Gli strumenti idiofoni sono a percussione e realizzati con materiale capace di produrre un suono senza ausilio di corpi estranei. In quelli membrafoni la percussione è prodotta da pelli o membrane tese servendosi delle mani o di bacchette. Sono invece strumenti a corda i cosiddetti cordofoni. Gli aerofoni strumenti a fiato.

Fatta questa semplice classificazione possiamo iniziare descrivendo gli strumenti della tradizione sarda:

- “Campanas” = strumenti idiofoni in bronzo a forma di vaso rovesciato il cui suono si produce attraverso un batacchio collocato all’interno.

- “Triangulu” = formato da un’asta di metallo ripiegata a forma di triangolo con un angolo aperto. Sostenuto verticalmente sospeso con uno spago è percosso da una bacchetta anch’essa di metallo.

- “Trunfa” = viene così chiamato lo scacciapensieri; ha la forma di una tenaglia aperta ed è di ferro, acciaio, rame o argento. Al centro vi si fissa una sottile lamina di acciaio la cui punta ricurva passa tra i rebbi della tenaglia. Si suona tenendo fermo lo strumento con i denti e con la mano sinistra, mentre con la mano destra si tocca delicatamente la lamella nella parte terminale. Si produce un tipico suono molto melodioso.

- “Trumbitta” = rappresenta il progenitore delle launeddas. Si tratta di un semplice strumento costruito da una canna.

- “Launeddas” = Si tratta del più rappresentativo strumento della tradizione musicale sarda. E’ una sorta di flauto composto da tre canne di varia lunghezza e diametro. La prima canna che è la più lunga e grossa viene chiamata “Tumbu” o “Basciu”; la canna centrale è detta “Mancina” e ciò deriva dal fatto che su essa si poggiano le dita della mano sinistra; la terza canna che è anche la più corta e sottile si chiama “Mancosedda” ed è sorretta e suonata dalla mano destra. Le prime due canne sono legate da un particolare spago, la terza, la “Mancosedda” è libera. Ciascuna canna è poi formata da due parti, il bocchino (“Cabizzinu”) e il tubo di risonanza (“Calamo”). Il suono prodotto dall’utilizzo contemporaneo delle tre canne è denominato “Su Conzertu”, mentre le launeddas sono custodite in un apposito astuccio di pelle detto “Staccasciu”.

- “Benas” = Sono canne a bocchino. A differenza delle launeddas per la loro costruzione si può usare qualsiasi tipo di canna con nodi distanziati a sufficienza. Ne esistono varie specie: semplice, “cun corr’e boe”, “cun sa croccoriga ‘e isterzu”, doppie e triple.

- “Su Pipiolu” = Si tratta dello zufolo; è uno strumento a fiato del quale esistono due versioni: “Su Pipiolu ‘e linna” (costruito con legno di sambuco), “Su Pipiolu ‘e canna” (realizzato con la canna), “Su Pipiolu ‘e ossu” (anticamente esisteva questo tipo di zufolo ormai scomparso ricavato da un osso, generalmente da uno stinco di agnello o volatile, opportunamente forato).

- “Su Sulittu” = è uno zufolo con tubo cilindrico in legno aperto e tre fori laterali.

- “Su Flaut’e canna” = realizzato usando un tubo di canna e una foglia, oppure una membrana essiccata di intestino di bue o della carta velina; questi materiali servono a coprire l’estremità della canna da cui viene asportato il nodo. L’altra estremità è chiusa dal nodo naturale e vicino ad essa si pratica un foro sul quale viene insufflata l’aria.

- “Su Tumbarino” = tipico strumento del Carnevale di Gavoi è un cilindro di legno alto 20 e largo 40 centimetri; sui lati vengono cucite due pelli di animale ripiegate e cucite attorno a del fil di ferro su cui fanno leva i tiranti di una funicella. Delle bacchette di legno (“Mazzuccos”) si usano per percuotere questo tipo di tamburo.

- “Serraggia” = Si tratta di uno strumento a corda formato da una grossa canna, da una vescica di maiale rigonfia ed essiccata, da una cordicella ricavata dall’intestino essiccato di bue. Si suona con un archetto costituito da un bastoncino di lentisco teso ad arco da una treccia di crine di cavallo.

- “Ghitarra” = strumento di legno con cassa armonica piatta accessoriato con sei corde metalliche; sembrerebbe avere origine araba.

- “Organetto” = si tratta dell’armonica, inventata nel 1829 e diffusasi presto anche in Sardegna. Si compone da parti metalliche che vibrano grazie a un mantice azionato dal suonatore con un movimento delle braccia; ci sono anche due tastiere una per il canto, l’altra per l’accompagnamento.

- “Fisarmonica” = strumento inventato nel 1822, è entrato subito a far parte degli strumenti musicali in Sardegna.

- “Sonetto” = è l’armonica a bocca inventata nel 1821.

Questi strumenti che abbiamo visto sono ancora oggi più o meno utilizzati in occasione di eventi folcloristici, nelle danze locali, a corollario di riti religiosi e feste popolari.

Ultimo interessante riferimento si può fare a tre strumenti che venivano usati durante i riti della Settimana Santa: “Sa Matracula” (si tratta di un pezzo di legno con battenti metallici), “S’Arranedda” (congegno costruito con canne che riproduce un rumore simile al gracidio delle rane), “Is Tauleddas” (si tratta di tre tavolette legate tra loro, la centrale delle quali presenta un manico; produce un rumore simile alle nacchere).

foto da: www.sardegnadigitallibrary.it
Website:www.sardinianetwork.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=209:strumenti-tradizionali-della-musica-sarda&catid=53:storia-e-tradizioni&Itemid=61
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