Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
Ultime Notizie:
Strip Sinistra
Strip Destra
STORIE E LEGGENDE
Condividi nei social network   

Rivivere la storia


pubblicato il 20/01/2014 17:31:19 nella sezione "Storie e leggende"


Rivivere la storia
disegno di Angela Sanna

scritto da Sebastiano Mariani

Partirono da Badu'e sole, da Monte tiria, Su Nuratholu, Erthola, da Lavra, da ogni collina, da ogni valle assolata e ventosa ci fu qualcuno che scelto dalla sorte dovette abbandonare suolo e affetti natii per andare verso speranze di futuro. Il gregge, su lantzone, socas e roncole, insieme ai fidi sorgolinos e lapados con i quali avevano condiviso notti insonni di guardia e di ascolto e suppuzadas piovose e ghiacciate, costituivano il capitale che si incamminava verso un camion che li avrebbe consegnati ad un vagone di treno e infine ad un traghetto delle ferrovie dello stato. Asini e cavalli, compagni di fatiche e di turveras premonitrici di gelide nevicate e di estati torride e siccitose compivano anche loro l'ultima di queste transumanze, inconsapevoli compagni di destino.
Un esodo senza guerra e senza poesia li avrebbe portati nelle provincie di Roma, Viterbo, Macerata, Siena, Arezzo... in un altro mondo.
Erano gli anni '50, '60, '70 di un secolo e di un millennio indietro.
Fuggivano dalle difficoltà, dal bisogno, dalla paura.
Ardeddhu, Frantzischeddhu, Carmineddu e tutti gli altri partivano, ma con un unico grande sogno e obiettivo: tornare al più presto e per sempre ai luoghi dai quali strappavano i loro corpi ma non le loro anime. Il destino quasi per tutti ha deciso diversamente.
Il silenzio ha coperto quelle valli di partenza. Sor mellos, su erru 'e sas robas, i latrati dei cani pian piano si sono diradati. E non si sentono le accorate o festose melodie di giovani che dietro al gregge a gama isparta davano alle bestie sicurezza e tranquillità e invogliavano il gioco e la corsa dei giovani agnelli.
Quelle partenze non sono state colmate da altri arrivi, pasturas e fruttos non sono stati sufficienti neanche a coloro che la forza di partire non l'hanno avuta. E quegli ovili senza fumo e senza fuoco aspettano con tristezza il silenzio e le ombre della sera per chiudere la infinita giornata di attesa per ritorni promessi e mai mantenuti.
Con quegli uomini e quelle greggi è partito un mondo intero, una cultura, il suo seme, i suoi riti, le sue regole e le sue leggi. Quanto è rimasto di quel mondo pastorale, separato e distinto dal mondo urbano, insieme ai suoi protagonisti ha visto diradarsi quelle regole, i suoi riti sacri, le sue devozioni millenarie, le promesse e minacce che valevano l'onore e la vita di intere famiglie.
Quel mondo cammina sempre più di corsa verso la propria metamorfosi tanto simile alla sua fine. Coloro che sono partiti sono sbarcati a loro volta in una terra dalla quale altri erano appena scappati per cercare salario di fabbrica e scampo alle fatiche di terre esauste, lasciando casali vuoti e filari di uve che da qualche anno non vedevano né l'uomo né la forbice. Dalle rocce e dalle capanne della Sardegna arrivavano uomini e bestie a ridare vita a prati collinari e antiche stalle. Ognuno di loro tagliava un pezzo della propria storia per risalire un gradino sociale, in un baratto simile ad un ricatto cinico e crudele.
“Imus un'amprulla in su mare” - dice Gesuina Giacu rievocando con una malinconica metafora quel viaggio, per poi chiudere - “grascias a deus ja semus annados vene, ma da binn'at cherfidu...”.
In due frasi un'odissea di vita.
È da quando l'uomo è nato che ha desiderato più di ogni altra cosa rivivere la propria storia, almeno per un giorno, un'ora un solo minuto. Un desiderio che è sempre apparso impossibile ma che non ha mai scoraggiato gli uomini dal tentare l'impresa, a volte con la finzione, altre volte col racconto, oppure con la riproposizione di figure, eventi e luoghi dove ripetere ciò che la storia ha chiuso nella scatola della memoria. È questo il desiderio che è iniziato maturare dal giorno che quei pastori hanno solcato il mare: in loro per poter ritornare almeno un attimo a ciò che erano e sono stati e in noi per convincerci forse che loro non sono mai partiti, per pagare un debito di riconoscenza a chi ha sacrificato affetti, luoghi e ricordi per lasciare a chi rimaneva una opportunità di vita migliore...
Il vuoto si è trasformato in debito e il debito in colpa ma le colpe collettive, a differenza dei meriti, sono sempre colpe di nessuno, rimangono sepolte sino a quando qualcuno non ne sente per intero il loro peso e lo assume in proprio e inizia un percorso di riscatto e di purificazione in nome dell'intera comunità.
È quanto credo sia accaduto a Gianluca Bardeglinu col suo Gruppo Folk Santu Sidore, ideatori e protagonisti di questo progetto straordinario. Andare presso le persone emigrate, nei luoghi dove loro hanno trovato nuova vita dando prova di laboriosità, di ingegno, di ospitalità, portatori di una civiltà antica che andava a trovare nuovo terreno da seminare. È stato un atto di coraggio e di altissimo valore culturale: conoscere persone di cui avevano solo sentito parlare, rendere merito alla loro scelta di vita, registrare le loro voci, ascoltarli raccontare e cantare le loro melodie, riprodurre per un giorno il passato è stato il “rivivere la storia”.
Dietro all'amore per il canto, per il ballo, per la propria gente, credo sia maturata in questo gruppo di ragazzi la consapevolezza che rivivere per un giorno la presenza, il rito, il canto con quelle persone, fosse non solo l'appagamento di un gusto estetico e musicale, ma anche una espiazione, una catarsi, per un paese che tanto aveva fatto per allontanare quei figli e che così poco ha fatto per farli ritornare.
Con il Gruppo Santu Sidore sono partiti altri uomini che in gioventù con quegli emigrati avevano condiviso amicizie, sogni, avventure e notti di canto e di serenate romantiche.
Non è stato semplice convincerli a partire per il Lazio e la Toscana ma il pensiero di riuscire a rivedere persone che non vedevano da 50 anni ha superato gli steccati e i freni che l'età e qualche acciacco potevano opporre.
È accaduto il miracolo: (Matheu), Babore Bardeglinu, Pascaleddu Pala...
l'intero Gruppo Folk Santu Sidore... con un carico di giovinezza, di allegria e di cose da raccontare un giorno si sono trovati pronti e frementi per la partenza.
Il Paese andava a trovare i suoi figli lontani .
Il CD allegato ci racconta di questi momenti di convivio e di ricordo. Le voci arrochite o appena stemperate dall'età non hanno perso niente della melodia e del sentimento che avevano dietro alle greggi in su Cumonale, ma si sono caricate di colori, di vibrazioni, di suggestioni che solo chi ha vissuto il prima e il dopo di quelle lontane partenze riesce a capire.

Risentire versi che hanno resistito dentro le memorie di persone che ormai hanno superato gli 80 anni ancora carichi di melodia può essere persino commovente e ci dice che quel pezzo di umanità partita si era portata dentro anche un pezzo del loro paese. L'incontro può essere visto anche come verifica di quanto quegli antichi moduli canori siano cambiati e quanti siano i nuovi gemmati nelle colline laziali o toscane. Registrarli non è stato sempre facile, la ritrosia ad apparire o a prestare la propria voce ad un microfono è rimasta quella di 50 anni fa, confermando che per loro ha valore ciò che si è, non quanto viene trasmesso. La miscellanea di canti e di voci presenta valori assoluti del canto orunese, sia sotto il profilo stilistico che armonico musicale, nonostante la scelta obbligata dei rilevatori di non utilizzare strumenti altamente professionali, ma ritornando al mondo ritual-conviviale nel quale i cantadores trovavano il miglior humus per esibirsi.
In apertura sono le parole di Zessuina Giacu ad introdurre il brano che suo marito, Frantziscu Zizi, oggi ottantenne, inizia con voce quasi flebile e che gira quasi immediatamente a boch'e ballu, come a scaricare un peso dell'anima che si portava dentro da lunghissimi anni. La voce seppur indebolita dall'età è calda, sicura, memore di antiche suggestioni e di una sapiente melodia arcana che Frantziscu sapeva produrre da giovane, quando cantava in tzilleri o in serenate. Il tenore lo accompagna con una armonia grave e quasi cupa, per poi adeguarsi al ritmo cadenzato del ballo . Al commento di Predu Carai, (- Andrieddu e Antoneddu Chessa ),segue la preziosa voce di Antonio Pittalis “Totale” da anni scomparso, tratta da una vecchia registrazione amatoriale. Totale è stato uno dei primi a prendere la via dell'emigrazione verso la Germania, per andare a fare il duro lavoro delle fabbriche e dei cantieri. Ad Orune è tornato per viverci e la sua passione per il canto è andata persino crescendo potendola esercitare nel bar che lui gestiva. Nel brano dà una personalissima dimostrazione della sua bravura modulando pochissimi versi con intonazioni che man mano progrediscono nella melodia e invitano il tenore a raggiungere sempre più la perfezione armonica. Il tenore Santa Lulla – (Antonello Bardeglinu, Fedele Sanna e Zosseppe Mula) – che lo accompagna, dà una ennesima prova di capacità interpretativa e di perfetta sincronia nel tono e nel ritmo.

Un frammento del racconto dei grandi cantadores dalla voce di Micheli Adda introduce il canto di Frantzischeddu Buffa che va invece a pescare nella memoria di quel mondo pastorale che celebrava o dissacrava se stesso nelle sue radici più profonde della balentìa bardanera. I versi sono di Antoneddu Tola che in una sorta di bando pubblico, in undicine corrosive, chiamò tutti i presunti ladri del paese a rispondere della loro condotta. La voce di Frantzischeddu è sempre potente e il suo canto è racconto e rivissuto insieme.
Anzilinu de Baillone attinge a Pippinu Mereu, icona poetica struggente, nei versi di A Nugoro per proseguire con le cantate del sempreverde Padre Luca di “Chentumizza e sordados ispartanos ...”
Il brano è a buon titolo da antologia del canto orunese. La grazia di questa voce è accompagnata da un tenore e una mesu voche perfetti in ogni sfumatura, che creano una atmosfera idilliaca di ascolto e la svolta nel canto a ballu seriu avviene senza soluzione di continuità, in un crescendo di rara armonia . È difficile trovare melodia pura in una voche 'e ballu, eppure Anzilinu ci riesce allungando l'ultima sillaba di ogni verso e andando a sovrapporsi all'armonia delle altre voci. La mezza voce in questo brano recita un ruolo delicatissimo di guida festosa del canto, che sapientemente concede alle altre tre voci, ad intervalli regolari, gli spazi per mostrare da sole la loro armonia per poi reinserirsi con le sue eleganti fioriture mai fuori schema, mai fuori tono. È uno di quei brani che l'ascoltatore vorrebbe che non finisse mai.
Nei brani successivi ritorna una preziosa figura del canto orunese, Predu Carai, anche se non più nel ruolo di mesu voche che lui ha ricoperto in uno dei gruppi più famosi e affiatati che Orune ricordi. Predu aveva un voce bella e melodiosa e avrebbe certamente potuto essere lui il solista di quel gruppo, ma destino volle che facesse anche mesu-voche e che in quel ruolo non avesse rivali per timbro, intonazione e melodia e ciò fu per lui quasi una condanna che lo costrinse a rinunciare, salvo sporadiche volte, al ruolo di prima voce. In entrambi i brani inizia a corfos per girare poi a ballu lestru in cui si alterna col nipote Giammauro Contena, nel più classico modulo orunese e cioè a boche leada con un ritmo coinvolgente e man mano sempre più frenetico. Giammauro è cresciuto fuori dalla Sardegna ma lui il canto lo ha respirato già nel ventre materno e canta come se non si fosse mai mosso da Orune. A coaiduvare Predu Carai nel ruolo di prima voce è anche Joseph Calia che nell'alternanza a boche leada dà modo Predu di tornare al suo antico amore di mesu voche.
Il ritorno della voce di Ardeddu Bardeglinu è il regalo più grande al paese e al canto a tenore orunese, perché si tratta di un interprete di grande talento interpretativo e con uno stile originale che il tempo ha consolidato e migliorato. La sua voce oggi appare leggermente patinata rispetto alle sue prime registrazioni di oltre cinquanta anni fa, ma continua ad essere uno dei punti di riferimento per chi vuole conoscere il canto orunese. Il suo stile di cantare a corfos, con le intonazioni che “partono da lontano” rimangono esemplari e in sa boch'e ballu resta ancora inimitabile .
Una novità del canto orunese è la voce di Babore Bardeglinu al quale 40 anni di emigrazione in terre del sud non hanno tolto la volontà di tornare alla sua terra, volontà concretizzata stabilendosi definitivamente a Nuoro. Babore, maestro nel ballo, leader indiscusso nel gruppo Folk Studio e a buon titolo nel paese, canta con voce antica, con una melodia pacata ormai dimenticata dai giovani cantadores eppure tanto cara agli orunesi. Il racconto di anni felici di canto, di serenate e di amori giovanili precedono il secondo brano che Babore canta con quelli che furono il tenore rimasto più famoso degli ultimi 50 anni : Pascaleddhu Pala basciu e Pietro Sanna-Limbeddhu contra, che nonostante i lunghi anni di interruzione del canto armonizzano con tono grave e potente. È un altro tassello prezioso del mosaico multicolore che man mano si ricompone in archivi preziosi di studio e di consultazione.
A questo rivivere la storia non poteva mancare Remigio Gattu, nel cui nome risiede anche un destino, quello di rimanere simbolo del canto orunese nelle sue migliori espressioni. L'età e una salute bizzosa non gli hanno impedito di assolvere al dovere di salutare coloro che come lui hanno lasciato il paese per cercare e creare lavoro in altre contrade. Egli canta con il suo stile inconfondibile, stile che i giovani hanno quasi paura ad adottare o semplicemente ad imitare per un sacro rispetto alla persona che va oltre gli aspetti musicali.
Ad accompagnare queste magnifiche voci sono stati chiamati dal Gruppo Folk Santu Sidore interpreti di assoluto valore del tenore orunese, primo tra tutti Francesco Sanna che è stato uno dei fondatori del gruppo Folk Studio di Orune e il suo basciu è una garanzia per timbro, colore e ritmo.
Gli altri sono tutti figli e nipoti d'arte che hanno scelto di identificarsi semplicemente come Su Tenore, coprotagonisti di questa magnifica avventura.
Il materiale prodotto da questa encomiabile iniziativa si completa con le foto, i filmati, i dialoghi, i ricordi, le promesse che in nome di un popolo e della sua storia sono stati realizzati, rievocati e rinnovati. Un gruppo di fantastici ragazzi, animati da un'idea impossibile, rivivere la storia, ci lasciano la speranza che questo sia possibile per tutti. Loro ci sono riusciti.
E per coloro la cui vita si è spezzata o è terminata in quelle strade e colline sconosciute il viaggio ha reso il doveroso onore alla loro memoria.
Indicaci il tuo apprezzamento nei social network   
Leggi articoli simili
Sas dies imprestadas ed i giorni della merla
PERCHE I SARDI BEVONO COSI TANTA BIRRA?
Accabadores
CRAS SISPERDET SU MUNNU    (. e i bambini si vendicano...)
sardegna (cagliari) isili
Friorosa e la fonte miracolosa di Isili
La breve emigrazione della mia famiglia. Stralci di ricordi
La Carta de Logu
Rivivere la storia
toscana (siena)
Incontro di due civiltà: sardi sulle colline toscane
Argia tra mito e realtà
Offerte Sardinia In scopri la sardegna in vacanza
Cerca negli articoli

ULTIME NEWS PER CATEGORIA
News e curiosità
ETIMOLOGIA DEL NOME DELLASINARA
SARDEGNA E TIRRENIA La suggestione storico-linguistica allinterno della questione etrusca.
LA VICENDA DELLE CARTE DI ARBOREAUnappassionante caso dellottocento sardo.
SARDI E SICILIANI A CONFRONTO.Comportamenti socio-linguistici nelle due maggiori isole mediterranee.
ALLA RICERCA DEI SECOLI PIU FULGIDI DELLA STORIA SARDADalla preistoria neolitica ai Giudicati.
Sport e natura
TREKKING NEL CUORE DELLA SARDEGNASei giorni immersi nella natura del Supramonte
YOGA AL TRAMONTO SULLA GRANDE GIARAUna giornata di cultura e rilassamento
ESTRAZIONE DELLE ESSENZE: ACQUA AROMATICA DI INULA
SCUOLA DI VELA SECONDO IL METODO VELAMARE
AUTUNNO ED INVERNO IN SARDEGNA
Luoghi religiosi e musei
IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GONARE
Chiesa di SantElia
Il museo del bisso
Il museo del vino a Berchidda
La via dei Santuari
Enogastonomia
I LABORATORI KOENDILa cucina le ricette ed i racconti.
BIRRE ARTIGIANALI DELLA SARDEGNAPresentata la guida sabato 26 Novembre
LA GALLURA DAI VINI DOROIl 7 Giugno a San Quirico dOrcia
TASTE OF EXCELLENCE ACCENDE LA MARINA DI PORTO CERVOContinuano le degustazioni gratuite e le cene stellate nel cuore della Costa Smeralda
CULINGIONIS DE MENDULA
Circoli Fasi
QUARTA EDIZIONE DI VISIONI SARDEIl bando di concorso per corti e documentari sardi.
L’ARTE DI BONARIA MANCA DAI NURAGHE ALLA TERRA ETRUSCA Il 21 e il 22 Maggio a Tuscania.
LA CAMPAGNA DI CROWFUNDING PER SALVARE LISOLA DI BUDELLISu Nuraghe incontra Max Zegna
EL VAGN E PER ANNA VINCONO I PRIMI PREMI DEL CONCORSO VISIONI SARDE
SVELATI I FINALISTI DI VISIONI SARDESono nove e saranno distribuiti nel Continente a cura della FASI
Spiagge
CALA DOMESTICAUna delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
SPIAGGIA DI MANGIABARCHE
IS PRANEDDAS
SPIAGGIA DI TUEREDDA
SPIAGGIA DI CALA BANANA
Eventi e feste
L’ARTE NERA. IMPRIMATUR ET REPRIMATURDal 7 ottobre al 19 novembre 2017 al Museo Naturalistico del Territorio G. Pusceddu
SAGRA DELLE MANDORLEA Baressa Sabato 9 / Domenica 10 Settembre 2017
PRIMAVERA NEL MARGHINE A BORTIGALIDue giornate ricche di tradizioni cultura delizie gastronomiche e... primati!
A TUSCANIA CON BONARIA MANCA
CAGLIARI SUONARassegna di musica da cameradal 27 al 30 dicembre 2015
Arte e artigianato
100 ANNI NEL SEGNO DI GALEPA Casale di Pari si ricorda la figura di Galep celebre fumettista di origini sarde.
LASSA SAS BRULLAS DI LORENZO VACCA Il 5 Agosto a Lodine
MAGIA E POESIA DEL VINOConcorso di pittura estemporanea
SCORCI DI SARDEGNALa mostra fotografica di Fabio Corona dal 27 Febbraio al 20 Marzo
CASA LUSSU DIVENTA IL CENTRO DELLARTIGIANATO DEL TAPPETOTommaso e Barbara dalla città ad Armungia per un bel progetto di sviluppo locale.
Mangiare
RISTORANTE LOUNGE BAR AND DELIUn mix di eccellenze targate Sardegna per l’Aqua Lounge
SA MANDRA AGRITURISMO
Ristorante trattoria Balcana
Seadas e ravioli sardi di patate formaggio e menta in Indonesia
Il ristorantino di Bosa VerdeFiume
Dormire
OLIVASTRI E LENTISCHI MILLENARIPer una vacanza in pieno relax sul lago di Liscia.
IL MIGLIOR RESORT MEDITERRANEO 2014Chia Laguna Hotel premiato al World Travel Awards
HOTEL RIVIERA
LA NOSTRA TERRASardigna
Settimana del Baratto 18-24 Novembre 2013. Ecco tutti i B&B aderenti in Sardegna
Archeologia
IDEE INNOVATIVE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE E GITE SCOLASTICHELaboratori didattici per le scuole e per le famiglie
BENTORNATI A CASANurnet  e il gruppo Archeologia della Sardegna acquistano quattro bronzetti alla vergognosa asta di Londra.
A MONTE PRAMA UN ALTRO GIGANTEStraordinario: stavolta è intero
GIGANTI DI PRAMA TRA TOMBAROLI E NUOVE STATUE
ALLA SCOPERTA DELLA GIARA ARCHEOLOGICA
Storie e leggende
PERCHE I SARDI BEVONO COSI TANTA BIRRA?
SU TIRAZZU
Sas dies imprestadas ed i giorni della merla
La breve emigrazione della mia famiglia. Stralci di ricordi
Rivivere la storia
Musica e poesia
TUTTO PRONTO PER IL PREMIO ANDREA PARODI 2015Un fitto programma dall8 al 10 Ottobre a Cagliari.
AL VIA IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODILunico concorso italiano di World Music
FABRIZIO DE ANDR CANZONI NASCOSTE STORIE SEGRETE.Il libro di Walter Pistarini
SCADE IL 31 LUGLIO IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODILunico concorso Italiano di World Music
TRACCE DI TE VIAGGIO NELLA MUSICA DI FRANCESCO RENGAIl legame del cantautore alla Sardegna nel ricordo della madre.
Luoghi da vedere
UN VIAGGIO A TINNURAConosciuto come il paese dellarte
LA MINIERA DI MONTE VECCHIO
PERCHE’ VISITARE PATTADA?
LISOLA DI MAL DI VENTRE
SARDEGNA IN CAMPEGGIOSegreti per un viaggio a 5 Stelle
Sub e nautica
IL CAPODOGLIO ALBINO NEL CANYON DI CAPRERA
IMMERSIONE NELLA GROTTA DI NEREO
LA NAVE DELLISOLA DEI CAVOLI
DUE FOTO DEL MARE SARDO VINCONO PREMIO INTERNAZIONALE
Il Relitto del Clan Ogilvie