Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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100 ANNI NEL SEGNO DI GALEP
A Casale di Pari si ricorda la figura di Galep, celebre fumettista di origini sarde.

pubblicato il 01/08/2017 16:17:44 nella sezione "Arte e artigianato"
100 ANNI NEL SEGNO DI GALEPA Casale di Pari si ricorda la figura di Galep celebre fumettista di origini sarde.
Casale di Pari è il paese dove Aurelio Galleppini,
"Galep nacque in Toscana, da genitori sardi di Iglesias, e visse la sua infanzia e adolescenza a Cagliari, dove imparò da autodidatta il disegno.
il creatore grafico di Tex, nacque il 28 agosto 1917. Quest’anno, dall’11 al 15 agosto, il piccolo borgo sulle colline toscane tra Siena e Grosseto celebra il centenario della nascita di Galep con un evento che ne ripercorre la vita e la carriera di artista.

Il fulcro della manifestazione sarà una mostra antologica dei lavori di Galep, concessi dal Fondo Nerbini della Biblioteca Marucelliana di Firenze e dalla famiglia Galleppini, che spazia dai primi anni ’40 al 1994 — anno dell’ultima copertina realizzata per Tex e della scomparsa del disegnatore. Si potranno inoltre ammirare una serie di rare immagini degli affreschi che Galep realizzò in due chiese di Cagliari e finora sconosciute al grande pubblico; una collezione di copertine di Tex provenienti da WOW Spazio Fumetto di Milano e una galleria di disegni del ranger più amato d’Italia realizzati da Fabio Civitelli, che sarà anche ospite della manifestazione.

Un’occasione unica per riscoprire l’opera di un grande disegnatore italiano, dalle tavole impresse nella memoria di tutti gli appassionati di Tex ai lavori finora patrimonio di appassionati e collezionisti.

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"LASSA SAS BRULLAS" DI LORENZO VACCA
Il 5 Agosto a Lodine

sardegna (nuoro) lodine

pubblicato il 03/08/2016 22:31:45 nella sezione "Arte e artigianato"
LASSA SAS BRULLAS DI LORENZO VACCA Il 5 Agosto a Lodine

"In occasione della giornata iniziale della manifestazione "Giornate per l'Arte", Venerdì 5 agosto alle ore 21.30 in piazza San Giorgio a Lodine, Lorenzo Vacca in
"Lassa Sas Brullas"
Accompagnamento musicale di Fabio Calzia.
Con la partecipazione di Gisella Vacca

Lorenzo Vacca, nato ad Ovodda, architetto, disegnatore, pittore, scultore.
Per curiosità, voglia di conoscere, piacere personale e lavoro ha soggiornato in vari luoghi del mondo come Bolivia e Tunisia e d' Italia, Roma, Cave, Orvieto. Attualmente vive a Grotte di Castro (Vt), "ri-dente" paese che si affaccia sul Lago di Bolsena.
In questo infinito viaggiare in luoghi distanti e diversi, ha sognato e cercato, anche con le sue opere il RITORNO...

Il RITORNO " a bidda", alla Terra, alle case dei suoi affetti... Per cercare cosa? Le radici, le origini, l'appartenenza, per ritrovare dentro di sé le tracce di un remoto passato modificato dal trascorrere del tempo... e trasformarlo in arte visiva.
Tutto questo Lorenzo lo trasferisce nei suoi segni e disegni e nelle pitture. La sua produzione si è sviluppata all'insegna della contaminazione fra generi, indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a inquadrare in schemi prestabiliti la creatività. E crea personaggi inventati dal giogo dei buoi "sos juvales" che narrano di una vita agro-pastorale antica e ora in disuso. Le sue "tzias" con i fazzoletti in testa, le cui punte assumono forme diverse a seconda dei diversi umori. ... Ed ancora donne che sedute nelle stuoie lavorano su "pane fressa", in "su tazeli". E "tzias" che cantano le ninne-nanne a "sos pitzinnos" ed altre che vegliano i loro morti. Ed ancora... "massaias" che si scambiano il saluto in strada, ricorrendo a modi di dire arcaici ed onomatopeici dove l'attuale "ciao" ci fa provare afflati di nostalgia per un mondo che non c'è più.
E' il mondo dell'importanza del saluto, "dell'ei là", di un gesto, appena accennato col capo o con il braccio che vale come cento parole, perché richiama all'incontro una relazione, un'amicizia.... E' una sorta di comunicazione ecologica contrassegnata da pause, silenzi, dal non detto, dal molto intuito e dal tanto percepito.
E' l'ironia del segno che si nasconde dentro alla malinconia!

Se da un lato i disegni di Lorenzo rimandano ad un periodo antico, dall'altro ci mostrano con il sorriso tipico della satira di costume un mondo in evoluzione con la tecnologia... Ed allora " sas tzias" sono alle prese con il telecomando del televisore, con il computer, e con il Whatsapp degli smartphone... E "sos mucadores" s'inalberano stupiti ed irati di fronte ai "misteri" dei vari congegni tecnologici!
Nei disegni di Lorenzo c'è tutto questo e molto altro ancora... Basta soffermarsi a vedere per guardare... per dare spazio nel tempo ai ricordi, alle riflessioni e ai commenti.
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MAGIA E POESIA DEL VINO
Concorso di pittura estemporanea

pubblicato il 24/05/2016 23:10:12 nella sezione "Arte e artigianato"
MAGIA E POESIA DEL VINOConcorso di pittura estemporanea

Sono già numerose le adesioni all’ edizione del Concorso di pittura estemporanea, bandito dalla Onlus Dorgali-Brasile, che a Dorgali organizza eventi finalizzati alla raccolta di fondi per sostenere la Missione di Padre Giovanni Battista Erittu, in Brasile.
Da oltre 50 anni, il missionario dorgalese è impegnato nella dura realtà delle favelas di Curitiba, metropoli del sud-ovest del Brasile, dove cerca di garantire accoglienza, cibo e istruzione ai bambini abbandonati o in condizioni di estrema povertà.



La Rassegna pittorica, prevista per giovedì 2 giugno, giorno di festività nazionale, nell’intenzione degli organizzatori, ha anche lo scopo di promuovere il notevole patrimonio ambientale, culturale e le tradizioni di Dorgali. Questa edizione, che coincide con il decennale della Rassegna Enologica “Sulcalis”, non poteva non avere come argomento il vino e l’antica tradizione vitivinicola della comunità dorgalese.
“Magia e poesia del vino” è il tema proposto agli artisti, invitati a scoprire scorci suggestivi di campagne coltivate a vite e a cercare angoli caratteristici del centro storico con le sue antiche cantine, e a cogliere e a fissare nella dimensione dell’arte, aspetti significativi legati al vino e al piacere e all’allegria che riesce a regalare il berlo in compagnia.
Un tema così stimolante darà sicuramente modo agli artisti di spaziare e trovare le forme più originali per celebrare questo prezioso dono della natura e del lavoro dell’uomo.
Saranno ammessi al Concorso i primi trenta artisti che avranno dato la loro adesione alla segreteria dell’Associazione a Dorgali, in via Galileo 4, o che avranno fatto pervenire la scheda di adesione entro il 28 maggio via fax al n° 0784 96689 o via mail all’indirizzo info@missionepadregberittu.it.
Ogni artista potrà partecipare al Concorso con una o due opere realizzate con tecnica pittorica prescelta, con supporto in tela, in cartone o tavola, della misura non inferiore a cm 40x30.
Particolarmente ricchi sono i premi previsti per questa edizione: 900 € al primo classificato e 400 € al secondo. A giudicare le opere in concorso sarà una qualificata giuria, nominata dall’Associazione che organizza la Rassegna.
Tutte le opere presentate saranno esposte per l’intera stagione estiva, presso la sede dell’Associazione, un’importante vetrina che consentirà agli artisti di farsi conoscere e apprezzare da cultori dell’arte e dei numerosissimi turisti che frequentano Dorgali e Cala Gonone.
Considerate le finalità benefiche dell’iniziativa, tutte le opere in concorso rimarranno di proprietà della Onlus e quindi destinate al recupero di fondi per la realizzazione dei progetti solidali della Missione di Padre Erittu in Brasile.
Il Regolamento del concorso e ogni altra informazione utile sulla Rassegna sono a disposizione nel sito della Onlus Dorgali Brasile www.missionepadregberittu.it oppure sulla pagina del profilo Facebook “Sulcalis”.
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SCORCI DI SARDEGNA
La mostra fotografica di Fabio Corona dal 27 Febbraio al 20 Marzo
sardegna (carbonia-iglesias) carbonia

pubblicato il 25/02/2016 16:11:49 nella sezione "Arte e artigianato"
SCORCI DI SARDEGNALa mostra fotografica di Fabio Corona dal 27 Febbraio al 20 Marzo
"Un'esplosione di colori, contrasti, luci e tonalità: questo traspare dallo sguardo attento e appassionato di Fabio Corona, capace di catturare gli aspetti al tempo stesso travolgenti e delicati di una Natura che pietrifica gli occhi davanti alla sua bellezza mozzafiato. Un mare scultore di paesaggi liquidi, vedute su prospettive inattaccate dal tempo, intimi colpi d'occhio sul particolare inusuale; e così, ogni immagine è quasi una trasposizione di un piccola storia che è infusa del fascino della Natura isolana senza filtri e condizionamenti di sorta"

Fabio Corona, fotografo di Carbonia, ha da sempre avuto una grande passione: la natura. La curiosità lo ha stimolato ad approfondire la conoscenza di ciò che lo circondava e la fotografia si è dimostrata il mezzo ideale per congelare i momenti vissuti: “Alla fine credo di aver trovato il giusto connubio tra la Natura e la Fotografia: il risultato sono le mie immagini naturalistiche che spero siano pervase dall'amore per tutto ciò che ho potuto vedere e percepire.”

La mostra sarà visitabile dalle 10.00 alle 17.00 dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì) nello spazio espositivo delle Docce della Lampisteria del Museo del Carbone.





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CASA LUSSU DIVENTA IL CENTRO DELL'ARTIGIANATO DEL TAPPETO
Tommaso e Barbara dalla città ad Armungia per un bel progetto di sviluppo locale.
sardegna (cagliari) armungia

pubblicato il 08/01/2016 19:02:48 nella sezione "Arte e artigianato"
CASA LUSSU DIVENTA IL CENTRO DELLARTIGIANATO DEL TAPPETOTommaso e Barbara dalla città ad Armungia per un bel progetto di sviluppo locale.
Tommaso Lussu, archeologo, laureato a Roma, ha deciso di tornare in Sardegna, ad Armungia, nella casa di famiglia di Emilio Lussu, suo nonno, e dare un contributo alla memoria storica e allo sviluppo del paese. Armungia è un paese a grave rischio di spopolamento, dove nascono pochi bambini e i giovani vanno via. Tommaso ha cercato ‘fisicamente’ di invertire la tendenza, di mostrare che dalla città si può ‘tornare’ al paese e che qui si può creare lavoro. La Casa Lussu è stata segnalata dalla Soprintendenza ed è una casa di famiglia di possidenti rurali, con camino al centro, pavimenti in terra battuta, stalla. Dalla fine della guerra Emilio Lussu e Joyce Lussu la hanno riabitata rispettandone l’edilizia tradizionale. Ora Tommaso Lussu, e Barbara Cardia, sua compagna anche lei tornata in paese dopo una esperienza cittadina, hanno avviato una complessa attività per rivitalizzare la casa, creare sviluppo intorno all’artigianato, in rete con altri giovani di paesi vicini, anche con l’Associazione di promozione sociale Casa Lussu: www.casalussu.org/.Tommaso e Barbara sono diventati artigiani tessitori salvaguardando il sapere pratico di Giovanna Serri , nonna di Barbara, e tessitrice esperta e originale www.facebook.com/Tappeti-di-Armungia-Casa-Lussu. Gestiscono corsi di tessitura, collaborano con il museo locale Sa domu de is ainas (la casa degli attrezzi) www.armungiamusei.it. Cercano di aprire spazi per il turismo (agriturismo, bed and breakfast, reti di produttori di cibi locali). Il loro lavoro pratica la tutela attiva del patrimonio materiale e immateriale, la salvaguardia dei saperi e della socialità, l’impegno civile a creare lavoro e sviluppo sostenibile per i giovani nelle comunità locali di grande qualità storica e ambientale, ma in crisi demografica.
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PAUL KLEE ED I MONDI ANIMATI
Al museo MAN di Nuoro dal 30 Ottobre al 14 Febbraio 2016
sardegna (nuoro) nuoro

pubblicato il 27/10/2015 18:39:25 nella sezione "Arte e artigianato"
PAUL KLEE ED I MONDI ANIMATIAl museo MAN di Nuoro dal 30 Ottobre al 14 Febbraio 2016
30 ottobre 2015 – 14 febbraio 2016

A cura di Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno
Coordinamento scientifico: Raffaella Resch

“L’iniziale disorientamento di fronte alla natura si spiega con ciò, che si comincia con lo scorgerne soltanto le ultime ramificazioni, senza risalire alla radice. Una volta però che uno se ne sia reso conto, può riconoscere anche nella più lontana fogliolina la manifestazione dell’unica legge che regola il tutto e trarne vantaggio” (Paul Klee, Diari, n. 536).

Dopo la mostra dedicata al rapporto tra l’opera di Alberto Giacometti e la statuaria arcaica, il MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro prosegue la propria programmazione rivolta ad analizzare aspetti poco indagati della produzione dei più importanti artisti del XX secolo con una mostra dedicata a Paul Klee (1879-1940).

Inedito in Sardegna, Klee è uno degli autori più complessi e originali del secolo scorso. Con questa rassegna, realizzata dal Museo MAN con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna,
della Provincia di Nuoro e della Fondazione Banco di Sardegna, con il patrocinio dell'Ambasciata di Svizzera in Italia, curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch, si intende esplorare un elemento fondamentale nell’opera dell’artista, ovvero la percezione della presenza di un principio vitale, generativo, insito nella materia delle cose.

In senso specifico Klee non ha mai parlato di “animismo”, tuttavia la sua opera appare permeata di uno spirito animato avvertito in tutta la realtà materiale ed evocato dall’azione creativa dell’artista. “Creatura superiore” (Diari, n. 660), l’artista, attraverso il proprio sguardo vivificatore, porta alla luce l’elemento generatore presente nei diversi mondi che popolano il cosmo, nascosto
sotto la superficie delle cose. Che siano uomini, bambini, animali, oggetti, paesaggi o
architetture, i mondi di Klee obbediscono tutti alla medesima legge della natura, che l’artista
indaga e imita.

Un unico principio vitale governa l’intero ordine naturale, dalle cose grandi a quelle
infinitesimamente piccole. Questo principio sembra palesarsi in molte opere dell’artista, in
particolare nei disegni e negli acquarelli degli anni Venti e Trenta. Opere come Feigenbaum
(Fico), del 1929, o Im Park (Nel parco), del 1940, presenti in questa mostra, o ancora l’importante dipinto Wohin? (Dove?) del 1920, proveniente dalle collezioni della Città di Locarno, esposto nel 1937 all’interno della mostra “Arte degenerata”, organizzata dal regime nazionalsocialista tedesco.

La rappresentazione del mondo animale offre una serie di parabole, di favole morali, dove
l’animale è innalzato al ruolo di essere umano, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ecco che nel disegno Tierfreundschaft (Amicizia tra animali) del 1923, ad esempio, un cane e un gatto si accompagnano bonariamente in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani.

Lo studio delle opere architettoniche rivela
l’interesse di Klee verso la percezione della forma e
la comprensione dell’elemento organico, vivo, dentro di essa, evidente in alcuni acquarelli
come Americanisch - Japanisch (Americano - giapponese), realizzato nel 1918, dove a svettanti palazzi stilizzati è affiancata l’icona dell’occhio. “Una volta che si è compreso l’elemento numerico
del concetto di organismo”, scrive Klee, “lo studio della natura procede più spedito e con maggiore esattezza” (Diari 536).


Ma il principio generativo insito in tutte le cose è ravvisabile soprattutto in quelle opere che, in maniera dichiarata, evocano o imitano il mondo dell’infanzia, come in Hier der bestellte Wagen!
Ecco la carretta richiesta, del 1935, ma anche nel finissimo dipinto Getrübtes – Turbato, del 1934, proveniente dalle collezioni della GAM di Torino, o ancora in quei lavori dove le figure sono rappresentate con tratti semplici, stilizzati, alla maniera dei bambini, come nel dipinto Gebärde eines Antlitzes (Espressioni di un volto), del 1939, proveniente dalla collezione del Museo del
Territorio Biellese.

Forme di vita organiche e spiriti della materia animano i diversi soggetti presenti nelle opere di
Klee. Un’immagine che sembra trovare una sintesi formale in un’opera come Figurale Blätter
(Foglie figurate), un lavoro del 1938 dove alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all’interno di foglie–incubatrici.

Artista immerso nello spirito del suo tempo, dove si avvicendano eclatanti scoperte scientifiche,
Klee recepisce gli sconvolgimenti provocati dalle teorie della relatività e della fisica quantistica, così come le evoluzione degli studi psicoanalitici, rielaborandoli in maniera indipendente
all’interno di una visione magico-fenomenica dell’universo.

***
L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Magonza Editore con saggi di
Pietro Bellasi, Guido Magnaguagno e Raffaella Resch, oltre alla riproduzione completa delle opere
in mostra e un apparato bio-bibliografico.
Pietro Bellasi è uno studioso di antropologia dell'arte, ha insegnato all'Università di Bologna e alla Sorbona, è curatore di diverse mostre e cataloghi, tra le quali "Giacometti e l'arcaico", Nuoro 2014; "Corpo, automi e robot", Lugano 2010, "I Giacometti. La valle e il mondo", Milano e Mannheim, 2000-2001; "Un diavolo per capello", Bologna 2005; Tinguely e Munari, La Spezia, 1994 Guido Magnaguagno, storico dell'arte svizzero; è stato vicedirettore del Kunsthaus di Zurigo e per lunghi anni direttore del Museo Tinguely di Basilea. Ha curato numerose mostre di arte contemporanea ed è esperto di elvetica.
Raffaella Resch ha organizzato e coordinato numerose mostre e cataloghi presso la Fondazione
Antonio Mazzotta. Attualmente collabora con diverse istituzioni e artisti come free lance.
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DEDICATO A MIA MADRE E ALLA MIA TERRA.

pubblicato il 12/05/2015 15:44:30 nella sezione "Arte e artigianato"
DEDICATO A MIA MADRE E ALLA MIA TERRA.


"Questo gioiello nasce dall'Amore
L'amore per la propria madre, per la propria terra, per le proprie origini e tradizioni, l'amore per la Sardegna".


"Potrete ammirare la collezione Elisabetta Canzoneri estate 2015, alla manifestazione "Artigianato a Palazzo", che si terrà da 14 al 17 Maggio presso Giardino Corsini di Firenze



Elisabetta Canzoneri è nata ad Iglesias nel 1934 ultima di 15 figli, ha trascorso l'infanzia con una madre troppo forte per una struttura piccola e fragile di salute come Elisabetta, eppure nonostante questo ha anche Lei regalato alla vita e al Suo Efisio otto figlie femmine e due maschi... capolavoro!
Fin da bambina ha appreso le fatiche e la durezza dell'esistenza, ma amava tanto la cultura e le tradizioni della sua Sardegna anche se non ha potuto studiare, ha visto la guerra e bisognava ricostruire; amava stare con le altre donne, specie quelle che sapevano cucire o ricamare o qualsiasi cosa potesse nascere dalle proprie mani, così da loro imparava e modellava con ferri, uncinetto o aghi, capi da far indossare alle figlie, e come le sue amiche, gestiva figli, casa e lavoro.
Le responsabilità ha reso il carattere delle donne sarde forte e temprato, Elisabetta non mancava di temperamento forte, che univa alla sua profonda sensibilità per il bello, raffinato, leggero ed elegante, così nasce la rivisitazione dei tradizionali gioielli sardi.
Racconta attraverso i Suoi bijoux la sua terra, dei suoi contrasti e di chi ad essa ritorna e dal racconto nasce la speranza, la speranza di ripartire da se stessi, evidenziando la passione per le proprie origini e tradizioni oltre all'estro creativo.
Considero un privilegio essere nati in Sardegna, qui sono sbarcati Fenici, Greci, Bizantini, Arabi, Catalani e tutti hanno lasciato tracce; la mia Sardegna celebrata, esaltata, amata, odiata, violata, cercata, tradita, chi nasce in un isola sente il bisogno di partire per poi tornare... la voglia di andare restando e difendere la propria identità.
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IL COSTUME SARDO – L’ARTE CHE ISPIRA L’ARTE
“L’abbigliamento tradizionale della Sardegna nelle incisioni di Guido Colucci”
sardegna (oristano) samugheo

pubblicato il 03/03/2015 22:14:52 nella sezione "Arte e artigianato"
IL COSTUME SARDO  L’ARTE CHE ISPIRA L’ARTEL’abbigliamento tradizionale della Sardegna nelle incisioni di Guido Colucci
dal 07 al 22 marzo 2015

Inaugurazione 07 marzo
ore 17:00
Sala convegni Museo

Proiezione documentario dell’Istituto Luce dal titolo: “ La Sardegna del 900”
ore 18:30
Sala convegni Museo

IL COMUNE DI SAMUGHEO E IL MUSEO MURATS, IN COLLABORAZIONE CON LA CARLO DELFINO EDITORE PRESENTANO LA MOSTRA DI INCISIONI, DELL’ARTISTA GUIDO COLUCCI, REALIZZATE NELLA PRIMA METÀ DEL ‘900 SULL’ABITO TRADIZIONALE SARDO.

La mostra, che avrà una durata di due settimane, racconta una parte del grande lavoro svolto da Guido Colucci negli anni 30’ del 1900, durante una serie di soggiorni in Sardegna. Infatti durante queste visite nell’Isola il Colucci si appassionò al costume sardo, tanto da riuscire nel breve tempo, a realizzare le incisioni di 43 costumi.
Nei sui spostamenti riuscì a venire a diretto contatto con una grande varietà di tipologie del vestiario dei numerosi centri delle diverse zone della Sardegna, quali Samugheo, Bitti, Bono, Orgosolo, Ittiri, Sennori, Cagliari, Iglesias, Milis etc. Di questo importante lavoro, sono state tirate dalle lastre originali, solo 90 esemplari per ciascun incisione, punzonate e autenticate dal Maestro incisore Enrico Piras, e di queste una selezione di 43 esemplari verranno esposti nella mostra. Questi lavori ci consegnano una ampia testimonianze di come erano fatti gli abiti tradizionali, visto la grande attenzione nella rappresentazione dei dettagli che va oltre a qualsiasi testimonianza fotografica. Consegnandoci così un interessante “spaccato” da cui poter attingere per la conoscenza storica di questo importante simbolo di identificazione culturale qual è l’abito sardo.
Il giorno dell’inaugurazione, oltre all’apertura della mostra si terrà la proiezione di alcuni estratti dei filmati dell’Istituto Luce dal titolo: “ La Sardegna del 900”, un’opera racconta in quattro dvd che propone filmati girati tra il 1928 e la fine dello scorso secolo, pazientemente recuperati dagli archivi, principalmente dell’Istituto Luce, ordinati per sezioni, ripuliti e trasferiti, con le più moderne tecniche, su dvd. Una iniziativa realizzata dopo anni di studi e di ricerche, grazie alla collaborazione di autori e ricercatori di grande preparazione e passione.
In occasione della mostra, inoltre, verrà realizzato un punto vendita, nel bookshop del Museo, con alcuni testi selezionati e in sconto della Carlo Delfino editore.
All’inaugurazione interverranno Antonello Demelas, Sindaco di Samugheo, Baingio Cuccu, Direttore Museo MURATS, Carlo Delfino, Editore della Carlo Delfino e Lorenzo Porcu, responsabile per le relazioni esterne della Carlo Delfino editore che racconterà il viaggio di questa mostra e il rapporto tra la casa editrice e i comuni.

Giudo Colucci nasce a Napoli nel 1877, figlio di un diplomatico studiò a Lucca e a Genova. Nel 1902 il padre andò in riposo trasferendosi a Firenze, dove Guido si laureò in Scienze Sociali e Politiche, preparandosi alla carriera consolare. Frequentava lo studio di Giovanni Fattori, dal quale apprese i primi rudimenti di tecnica della incisione. Aprì uno studio a Firenze, ingombro di vasi e incisioni giapponesi e di antiche armi orientali, dove disegnava e incideva. Partecipò alle Esposizioni del 1908 e del 1909 della Società delle Belle Arti di Firenze. L’anno dopo la sua arte di incisore fu “scoperta” dal critico Francesco Sapori che gli dedicò un lungo articolo su “Vita d'arte” . Dopo alcune mostre collettive a Firenze e la partecipazione alla Biennale di Venezia, Colucci debuttò a Parigi nel 1913, al Salon di primavera. Da un soggiorno a Tripoli tornò con visioni di case arabe, accecate dal sole. Volontario nella Grande Guerra e ferito a un occhio, fu degente all’Ospedale di Siena. Divideva i suoi giorni tra Firenze, Bastia in Corsica _ nella casa una volta abitata da Domenico Guerrazzi _ e Siena, dove suo fratello Carlo Waldemar Colucci era vice Prefetto. Disegnava e incideva ponti di Firenze, stradine di Siena e paesaggi della campagna toscana con contadini a lavoro. Incise vedute di piccoli porti della costa ligure, con barche e pescatori. Nel 1919 espose a Firenze, a Palazzo Antinori, ceramiche, mobili intagliati e dipinti, incisioni colorate, oli e arte applicata, proponendosi come artista “totale” e meritando la medaglia d’argento per la puntasecca Follia.

















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“CONTRAPPUNTI MATERICI”
Personale di Marcello Simeone

pubblicato il 25/09/2014 18:53:18 nella sezione "Arte e artigianato"
CONTRAPPUNTI MATERICIPersonale di Marcello Simeone
Può uno scampolo di tessuto, un filo di lana parlare di una terra e diventare arte? Con le sue opere, Marcello Simeone cattura lo sguardo su intrecci e tessuti di lana sarda che richiamano un intenso sentimento identitario. Ed è proprio con la lana che forma, in una contaminazione di elementi plastici, metallici e oggetti rinvenuti casualmente, una “trama” di storie sconosciute mai raccontate e di misteriose musiche ancora da suonare.

L’inaugurazione della personale “CONTRAPPUNTI MATERICI” si terrà venerdì 26 settembre alle ore 18.00 presso il Museo Naturalistico del Territorio “G. Pusceddu” e si potrà visitare fino al 26 ottobre 2014. Alla vernice si accompagnerà la conclusione di “mamai”, personale di Paoletta Dessì.

Contrappunti materici, ovvero la lana naturale, sarda, tessuta e intrecciata con materiali eterogenei, inaspettati, talvolta oggetti trovati sulla spiaggia e giunti da chissà dove. Ogni materiale ha una storia, che Marcello Simeone ha la sensibilità di scoprire e il talento di raccontare attraverso raffinati equilibri compositivi, di ascendenza musicale. Così le storie, in queste composizioni, diventano trame inedite e affascinanti orditi di contemporaneità.

Simona Campus, storica dell’arte e curatrice
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ANCORA UN MESE CON MARIA LAI
Ripartono le attività didattiche del MAN

pubblicato il 17/09/2014 15:46:43 nella sezione "Arte e artigianato"
ANCORA UN MESE CON MARIA LAIRipartono le attività didattiche del MAN
Con la riapertura delle scuole ripartono anche le attività di mediazione e didattica del museo MAN, quest’anno con nuovi e appassionanti percorsi.
Il dipartimento educativo del MAN organizza visite guidate, laboratori e progetti speciali di mediazione e didattica per i diversi livelli di utenza. Le metodologie adottate incoraggiano il coinvolgimento diretto dei partecipanti stimolando lo sviluppo del pensiero critico e la crescita delle capacità creative. In una prospettiva multidisciplinare, i percorsi di visita sono concepiti come occasioni di conoscenza e riflessione sulla storia dell’uomo e sul presente attraverso il contatto diretto con i prodotti materiali della cultura visiva, esaminati in relazione ai cambiamenti della società e allo sviluppo dei diversi linguaggi. I laboratori didattici pongono le forme dell’arte moderna e contemporanea al centro di attività operative orientate allo stimolo delle facoltà di lettura e di analisi e all’accrescimento delle capacità manuali e costruttive.
Tranne i laboratori per adulti e i corsi di informatica, tutte le attività didattiche del MAN sono gratuite.

Laboratori per le scuole

Appassionanti percorsi di visita, variabili nei contenuti e nelle modalità di trattazione a seconda delle diverse età degli utenti, a cui fanno seguito laboratori manuali ispirati alle tecniche, ai linguaggi e ai temi trattati all’interno delle mostre.
Tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, su prenotazione. A richiesta anche il pomeriggio.

Laboratori per adulti

Laboratori innovativi, di livello specialistico, tenuti dal personale del museo oppure realizzati in collaborazione con operatori esterni (artisti, fotografi, insegnanti, esperti di vario genere) su aspetti diversi della produzione artistica contemporanea o su specifiche tecniche di produzione.
In occasione delle diverse mostre, su prenotazione.

Visite guidate per tutti

Percorsi guidati di visita alle mostre e alle collezioni, di durata variabile, tenuti dagli operatori alla ricezione.
Tutti i giorni, tranne la domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

Conversazioni per adulti, scuole superiori, enti e associazioni

Dialoghi aperti tra il pubblico e gli operatori del museo su tematiche di vario genere trattate all’interno dei percorsi museali.
Tutti i fine settimana su prenotazione.
A richiesta anche negli altri giorni della settimana per classi e gruppi.

Progetti speciali per enti e associazioni

Speciali progetti di affiancamento per gli educatori carcerari o per gli operatori dei centri di igiene mentale. Progetti di supporto a condizioni di handicap fisico o mentale, anche in collaborazione con soggetti terzi.
Tempi e modalità da concordare con i diversi soggetti

Corsi di informatica di base

Speciali corsi di alfabetizzazione informatica sviluppati su diversi livelli a seconda delle conoscenze e degli interessi dei partecipanti.
Durante tutto l’anno, previa iscrizione ai corsi.

LABORATORI SPECIALI E CONVERSAZIONI IN OCCASIONE DELLA MOSTRA DI MARIA LAI. RICUCIRE IL MONDO

“Geometrie”

Un laboratorio dedicato alle forme geometriche e alla rielaborazione creativa. Partendo dall’osservazione dell’opera “L’alveare del poeta”, i ragazzi realizzeranno un esagono in cartoncino al cui interno inseriranno la loro creazione, sperimentando l’utilizzo delle tecniche artistiche usate da Maria Lai.
A cura di Gianluca Mele
Età: 7-10 anni

“I GiocoLai e i Giocolieri”

La visita guidata ripercorrerà le tappe più importanti della vita artistica di Maria Lai. I ragazzi si ispireranno alle sue opere per realizzare i tasselli del ”gioco dell'oca”, costruendo lo schema e le pedine. Un laboratorio che stimola la creatività e la fantasia partendo dall’osservazione delle opere in mostra.
A cura di Gianluca Mele
Età 11 – 13 ann

“Linguaggi di-versi”

Lo scrittore e poeta Salvatore Cambosu, fondamentale riferimento culturale per Maria Lai, sarà il punto di partenza del laboratorio. L’operatore leggerà un suo racconto e inviterà i bambini a rappresentarlo attraverso l’utilizzo di tecniche differenti e materiali di riciclo.
A cura di Pasqualina Schintu
Età: 5 – 7 anni

Conversazioni per ragazzi della scuola Secondaria di II grado

Tutti i giorni su prenotazione.
“T’essere nello spazio”
I dialoghi tra l’operatore e i ragazzi saranno incentrati sull’analisi di alcune opere in mostra, evidenziando i processi di assimilazione e rielaborazione dei temi della tradizione sarda, e il confronto con alcuni importanti artisti di cui Maria Lai ha condiviso scelte formali e concettuali: Picasso, Duchamp, Pollock, Arman, Christo, Mertz.
A cura di Gianvincenzo Monni
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L'ISOLA E LE CREAZIONI DELL'ARTIGIANATO SARDO
sardegna (cagliari) cagliari

pubblicato il 23/08/2014 16:24:56 nella sezione "Arte e artigianato"
LISOLA E LE CREAZIONI DELLARTIGIANATO SARDO
L’I.S.O.L.A. ha 50 anni e non li dimostra.

Le creazioni dell’Artigianato Sardo sono insieme macchine del tempo e capolavori, la loro forza consiste nella novità del legame con i tempi antichissimi.
L’attività artigiana ha una doppia natura perchè coniuga arte e quotidianità, praticità e creatività, sistematicità nel creare oggetti irripetibili. Dentro l’artigianato c’è il valore del dettaglio che solo ciò che è fatto a mano può avere, c’è la passione per le cose uniche, non riproducibili in modo identico. Nell’artigianato sardo c’è però qualcosa di incomparabile e singolare, c’è l’anima longeva del manufatto connaturata con la storia millenaria di un’isola. Perchè gli oggetti dell’Artigianato Sardo nascono già antichi.
I.S.O.L.A. promuove, difende e garantisce quest’immenso patrimonio di tradizioni e cura del particolare, il recupero della manualità artigiana, l’utilizzo in chiave moderna di simboli antichi e tradizioni arcaiche. L’artigianato sardo vive di vita propria, la sua è un’esistenza che ha avuto origine nella notte dei tempi e che gode oggi di ottima salute.
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APERITIVO CON IL GRANDE MAESTRO PINUCCIO SCIOLA
sardegna (cagliari) san sperate

pubblicato il 16/07/2014 18:15:41 nella sezione "Arte e artigianato"
APERITIVO CON IL GRANDE MAESTRO PINUCCIO SCIOLA
Lunedì 21 luglio alle ore 20 nella splendida cornice del Giardino Megalitico del Maestro Pinuccio Sciola verrà presentato il nuovo libro “Genesi della Turandot”, un’immersione nel backstage di tutto quello che è stato il lavoro prima della monumentale apertura al pubblico al Teatro Lirico di Cagliari.

Un libro che è un documentario fotografico, con una descrizione dell’artista nuova, finora mai messa nera su bianco.

Scritto e realizzato in collaborazione con Sardinia Fashion e SED+ Comunicazione.

La cantina Su’entu fornirà i vini per l’aperitivo che precederà la presentazione del libro e la rappresentazione mistica del fuoco tra le opere megalitiche del parco di Pinuccio Sciola.

L’incontro prevede le letture del libro attraverso le parole di un attore professionista, l’aperitivo al chiaro di luna immersi nel “rito sciamanico” del fuoco che balla attorno alle sculture e l’immersione spirituale nelle musiche delle sculture sonore.

Questa prima edizione ha già registrato il tutto esaurito.

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"RICUCIRE IL MONDO"
La mostra di Maria Lai al museo Man di Nuoro.

pubblicato il 12/07/2014 22:40:17 nella sezione "Arte e artigianato"
RICUCIRE IL MONDOLa mostra di Maria Lai al museo Man di Nuoro.
Da Cagliari a Nuoro, passando per Ulassai.
Il viaggio eccezionale di una donna straordinaria che non ha mai smesso di abbracciare il mondo. Con gli occhi di una bambina.

Fili che uniscono. Fili che si intrecciano. Fili, per creare legami, incontri, relazioni. Fili per far battere il cuore.
Da Cagliari a Nuoro, passando per Ulassai, la Sardegna tributa la vittoria dell’arte sulla morte, l’illuminismo dell’intelligenza contro la dittatura dell’apatia del cuore e l’inedia della ragione. La vittoria dei legami tra i popoli, contro il nichilismo delle divisioni. Maria Lai Chilometri di fili, materici come il cotone, risonanti e metallici come corde d’arpa.
«Credo che questa iniziativa piacerebbe molto a Maria Lai», racconta Claudia Firino, assessore alla cultura della Regione Sardegna. «Questa mostra è importante per tanti motivi. Innanzitutto è una mostra che, come avrebbe voluto Maria Lai, unisce il nostro territorio. È dislocata in tre siti. Questo rappresenta un forte simbolo di unione per la nostra terra, ma è soprattutto un importante simbolo di collaborazione tra diversi enti e diversi territori. Questo modo di “ricucire” il territorio credo che sia di buon auspicio per la nostra isola. Spero davvero che questo sia solo l’inizio di un processo che porterà a tante altre collaborazioni di questo tipo»

Maria Lai era una donna dal cuore immenso. Una donna generosa. Gran parte delle sue opere, così magnificamente ricomposte, sono state donate da privati. Maria Lai regalava a vicini e amici il frutto della sua creatività.

Barbara Casavecchia, giornalista, critica d’arte e curatrice anche di questi allestimenti ci introduce in questi spazi fluttuanti e leggeri. «In questa mostra del MAN, che parte dai primi anni ottanta, abbiamo cercato di ricucire il rapporto tra Maria Lai e il mondo, ovvero di raccontare tutta la parte pubblica del suo lavoro. Il lavoro all’interno dei paesi, nel teatro, la messa in scena. Il lavoro coi bambini. Il mondo dei libri e della scrittura. Il rapporto di Maria con le fiabe, che era il modo in cui lei si raccontava e amava parlare di arte, soprattutto ai bambini, ai ragazzi. Una mostra che è anche un omaggio alle energie spese, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, per il mondo della scuola. Maria Lai Perché per lei giocare e il gioco erano un’espressione di creatività».
«Maria mi diceva: dobbiamo imparare ad ascoltare la voce delle cose che apparentemente non parlano» Creatività e intrecci, trame e tessuti nel mondo delle fiabe. Antonio Marras che già a L’ISOLA DELLE STORIE ci ha parlato del suo legame profondo con Maria Lai, visibilmente emozionato racconta: «Mi sento molto fortunato a essere qui. Questo è uno spazio straordinario. Credo sia uno dei pochi spazi, che si possano chiamare museali, di tutta la Sardegna. Questa è stata l’occasione per conoscere Lorenzo Giusti, che è uno alto, e a noi sardi non è che questa cosa piaccia molto», il pubblico ride, «ma soprattutto è uno alto in tante cose. È uno attento alle persone, rispettoso e molto riservato. Tutte caratteristiche nelle quali noi sardi ci ritroviamo. Io non volevo fare questo lavoro perché non ho metabolizzato la partenza di Maria. Sono stati Claudia, Lorenzo e Barbara a insistere e infine a darmi il "la" per accettare questo incarico. Sono sicuro che questa è solo la tappa di un altro viaggio nel quale Maria va e poi ritorna. Perché per lei non era tanto la vita in se a essere importante, quanto il viaggio alla ricerca dell’infinito. Ci vorrà un po’ di tempo per noi per capire questo importante messaggio di Maria. In questa mostra abbiamo scelto le cose meno belle, meno eclatanti, un po’ bruttine di Maria. Cose molto bric-à-brac che poi invece hanno un sapore e un contenuto molto forte e personale.
Maria Lai Arrivati qui ricordo che scartavano cose meravigliose. Nella mia stanza c’erano tanti pacchi da aprire. Man mano che li scartavo, aiutato da Patrizia, vedevo delle cose che mi inquietavano abbastanza. Io sono molto incosciente e molto animale in questo e sono anche molto istintivo. Ma come mi ha insegnato Maria, “dobbiamo imparare ad ascoltare la voce delle cose che apparentemente non parlano”, ma che in realtà ci comunicano tante cose. E mi ha insegnato ad aspettare il momento in cui un muro o una stanza parlano. Quella stanza ha parlato. Quelle cose, in qualche modo, per magia si sono ricomposte, anzi, composte da sole. Ed è nata questa stanza al terzo piano. Una stanza dove si fa veramente un viaggio. E si arriva ad una meta che è ancora una volta un nuovo punto di partenza per partire verso un altro viaggio. È una stanza affollata, ma nonostante l’affollamento che è tipico delle mie cose, quella stanza ha una sua leggerezza. Perché quegli oggetti e quelle cose, anche nel loro insieme trovano un’armonia, un senso e galleggiano nelle pareti sino ad arrivare a quell’opera meravigliosa che c’è in fondo nella stanzina. Tutto questo è delimitato da fili, da corde. Quasi fosse un pentagramma, o una sorta di arpa che ha un suono meraviglioso che credo a Maria piacesse molto.
Tutto questo per invitarci a cantare e a giocare ancora una volta con lei».
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SA BURRA
Tappeti di Sardegna

sardegna (nuoro) sarule

pubblicato il 29/06/2014 18:07:16 nella sezione "Arte e artigianato"
SA BURRATappeti di Sardegna
Il “Sa burra” è il tappeto tradizionale Sarulese, eseguito con il telaio verticale che veniva dato in dote dalle donne al figlio primogenito.

Descrizione prodotto
Il colore per il tappeto si otteneva da erbe diverse, mentre oggi si utilizzano tinture chimiche. I tappeti elaborati durante il corso 96/97 sono tessuti interamente con lana colorata con le erbe. Il colore predominante nel tappeto sarulese è il giallo, che si ottiene facendo bollire rami e foglie di "erimeri". Il nero, altro colore classico de "sa burra", è il nero naturale della lana, anticamente ottenuto dal mallo delle noci e da un altro tipo di "erimeri". "S'alino" dava un colore rossastro, e la corteccia dello stesso albero, usata da sola, dava l'avana. Da "su madicu", la fuliggine, fatto bollire con l'acqua e la lana si otteneva una colorazione marrone. Per intensificare e rafforzare il colore, si aggiungeva una miscela di acqua e cenere detta "sa lessia" (lisciva). Mentre i disegni dei tappeti in genere, e soprattutto quelli de "sa burra", nascevano dall'ispirazione che le donne prendevano dalle cose con cui venivano a contatto quotidianamente. "Sa burra" viene iniziata con "su cordone", un intreccio di lana a due colori, che serve per rinforzare l’inizio del lavoro e per abbellirlo; lo stesso motivo si ritrova a chiusura del tappeto.
Motivi caratteristici de "sa burra" sono:
• "SAS RIGHICHEDDAS", piccole righe, tre gialle e tre nere;
• "SOS TOCCHICHEDDOS", righe più strette delle precedenti, due rosse e due nere;
• "SAS DENTEDDAS", che si dice siano ispirate alla dentatura umana;
• "SAS MENDULEDDAS", trovano riscontro nei dolci tipici sarulesi: "s'aranzada" e
"sas menduleddas";
• "SOS PIRICCHEDDOS", sono ispirati a "sos mojos", recipienti di sughero che venivano usati per far lievitare il pane ed in sostituzione delle arnie per le api.
Tutti questi motivi, in sequenza, compongono la parte iniziale e terminale del tappeto, dette "sas codas”.
• "SA CIAI", che si esegue ai bordi del tappeto, deriva dalle grandi chiavi usate nei tempi antichi ed ha il compito di chiudere il lavoro ai lati;
• "S'ARC'HIZZONE" è copiato dal costume sardo.
Al centro del tappeto venivano e vengono tuttora riportati vari disegni, tra cui:
• "SA ROSA”;
• "SU PUZONE";
• "S'ESSERE”, copiati dagli intarsi de “sa cassia”, una cassapanca che rappresentava un mobile multiuso mentre oggi è considerata un prezioso pezzo d'antiquariato;
"SU CALICHE", disegno ispirato alla clessidra;
"SU LIBRU", fatto di piccoli quadretti ognuno dei quali rappresenta una pagina.
Ma il più classico dei tappeti sardi è quello lavorato a punto Pibiones, una lavorazione che produce rilievi, come rombi, stelle e fiori, di solito dello stesso colore del fondo, ma anche in bianco e nero.
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I CARNEVALI SARDI IN UNA MOSTRA. A SIENA

pubblicato il 07/06/2014 08:08:50 nella sezione "Arte e artigianato"
I CARNEVALI SARDI IN UNA MOSTRA. A SIENA

di Annalisa Coppolaro

"E' stata inaugurata martedì 3 giugno presso la Conad di Piazza Matteotti, Siena, la mostra di quattro fotografi senesi , Mauro Agnesoni, Mauro Guerrini, Giulia Brogi e Laura Lazzeretti.
I fotografi hanno viaggiato tra i carnevali della Sardegna tra Nuoro e Oristano.
Manifestazioni davvero uniche e poco conosciute , antichissime e dalle influenze culturali difformi. La mostra è allestista presso il CONAD CITY di Piazza Matteotti in occasione della promozione “Speciale Sardegna” dedicata ai prodotti tipici sardi. Ogni artista ha scelto una diversa città con un evento specifico: Agnesoni ha fotografato il Carnevale di Lula, Borgi quello di Ottana, Guerrini il Carnevale di Santu Lussurgiu e infine Lazzeretti il carnevale di Oristano.
Le manifestazioni sono spettacolari e splendide: quello di Santu Lussurgiu ad esempio include una corsa di cavalli con audaci acrobazie, e con la partecipazione in massa della popolazione, corse a pariglia chiamate Sa Carrela 'e nanti, La strada davanti. A Oristano invece il carnevale include la Sartiglia, parola di origine castigliana e catalana, ma anche collegata al latino ''sors'', fortuna. Si pensa che questa manifestazione abbia origini antichissime, intorno al 1200. La giostra equeste infondo è legata strettamente all'idea della fortuna e della sorte. ''Cassagare de Otzana'', Carnevale di Orzana, invece, affonda le sue radici nel mondo arcaico e nei suoi valori agropastorali, e vede la partecipazione della popolazione intera che mostra un profondo senso di appartenenza alla propria cultura. Vi sono anche spontanee rappresentazioni teatrali come l'aratura, la semina, il raccolto, basati su una sorta di canovaccio improvvisato. Il carnevale lulese infine ha come protagonista Su Battileddu, la ''vittima'', vestito di pelli di pecora e con il volto sporgo di sangue e fuliggine. Riguardo all'origine della maschera molte teorie riportano ai riti dionisiaci, con la rappresentazione della passione e la morte del dio, e più in generale ai riti agrari arcaici di fecondazione della terra con il sangue.
Le immagini esposte hanno un valore quindi non solo di impatto e di fascino storico, ma anche di testimonianza e racconto di una realtà di cui noi sappiamo pochissimo, che affonda le sue radici in un mondo ancestrale di riti antichissimi e radicati nella fisionomia della terra e della popolazione sarda.

La mostra rimane aperta fino al 16 giugno. Assolutamente da non perdere.
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