Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
Ultime Notizie:
Strip Sinistra
Strip Destra
Indicaci il tuo apprezzamento nei social network   
Condividi nei social network   

IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GONARE
sardegna (nuoro)

pubblicato il 12/07/2015 16:22:58 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GONARE
Il Santuario dedicato a Nostra Signora di Gonare sorge sul Monte Gonare, a 1100 metri s.l.m., fra i territori di Orani e Sarule. La leggenda vuole che il Santuario sia stato costruito dal giudice di Torres Gonario, il quale, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, trovatosi in pericolo di vita per una violenta tempesta, promise alla Madonna, in cambio della salvezza, di costruire una chiesa a lei dedicata nel primo sito che avrebbe avvistato. Una volta in salvo avrebbe appunto posato lo sguardo sulla cima del monte Gonare e qui avrebbe deciso di realizzare l’edificio sacro. L’edificio, databile al principio del XVII secolo, ospita le feste che vengono celebrate il 25 marzo, l’ultima domenica di maggio e l’8 settembre. Il 25 marzo, festa liturgica dell’Annunciazione, è occasione di una festa caratterizzata dalla preparazione di “Su pane e vintichimbe”, il caratteristico pane votivo che viene distribuito ai fedeli ed ai pellegrini che arrivano sul monte. A maggio, ricorrenza dell’Incoronazione della Madonna di Gonare, avvenuta il 28 maggio 1972, vengono celebrate nel Santuario numerose funzioni religiose, con la messa solenne officiata dal Vescovo di Nuoro. L’8 settembre, invece, ha luogo la “festa grande”, che viene preparata ad anni alterni da Orani e Sarule. I giorni che precedono l’8 settembre la novena celebrata nel santuario attira un gran numero di persone che arrivano a piedi seguendo gli antichi sentieri. Seguono manifestazioni ed eventi che contribuiscono a richiamare visitatori e turisti da tutta l’isola.

Foto da: wikimapia.org/4869550/it/Santuario-di-Nostra-Signora-di-Gonare
Leggi per intero >

Chiesa di Sant'Elia
sardegna (carbonia-iglesias) nuxis

pubblicato il 16/03/2014 11:05:25 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Chiesa di SantElia
Conosciuta come Sant'Elia di Tattinu, allo stato attuale nulla si conosce riguardo le origini. Unico documento, inedito è del 1560 e propone l'immagine di un eremo nel bosco, affidato verosimilmente alla custodia di un eremitano. Nel 1909 a causa del crollo della cupola, ci fu un primo restauro e dal 1968 il Sant'Elia fu oggetto di studio da parte di Renata Serra. Grazie inoltre alla relazione storico-artistica allegata al progetto di restauro del 1987 dell'architetto Augusto Garau, fu riaperta al culto.
L'edificio è chiaramente riconducibile all'architettura cruciforme della Sardegna Bizantina, ma per apprezzarlo nelle sue forme originarie bisogna ricorrere a vecchie fotografie, poichè il restauro moderno ne ha stravolto i dettagli. La pianta è cruciforme, con bracci uguali sormontati nel punto d'incrocio da un tiburio quadrangolare sovrastato da ciò che appare la parte più alta della cupola molto allungata, completamente intonacata. Nella facciata, sormontata da un campanile a vela, si apre il portale principale del tipo ad architrave monolitico, gravante sulle murature perimetrali. I quattro bracci sono voltati a botte ed esternamente coperti da tetti a spioventi con tegole. Unico altare è quello maggiore, in pietra, ripristinato con l'ultimo restauro

La festa
Il 22 settembre

Come si raggiunge
E' ben segnalata e si trova a qualche chilometro da Nuxis

Coordinate satellitari
39° 7' 29" N - 8° 44' 19" E

foto di Antonella Serra
Leggi per intero >

Il museo del bisso
sardegna (carbonia-iglesias) sant'antioco

pubblicato il 04/01/2014 16:17:09 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il museo del bisso
Il Museo vivente come Laboratorio ha lo scopo di trasmettere all’Ospite informazioni vive di una Lavorazione Millenaria che ancora oggi è fruibile all’ospite in visita come Patrimonio delle Genti Mediterranee.
Nasce nel 2005 la necessità di utilizzare una Maestria capace di illustrare dal vivo un’Arte Unica come quella della Tessitura del Bisso, che accompagni l’ospite in un viaggio vivo, che si Perde nella notte del Tempo delle Donne del Mediterraneo, che offra la possibilità di riscoprire un patrimonio Gestuale di tessitura, capace di raccontare e suscitare in diretta Emozioni che trasferite attraverso il racconto di chi ha visitato il Museo, produce e anima un indotto Turistico di eccellente portata, capace di aumentare il flusso Turistico Indispensabile alla creazione di attività collaterali di interesse economico generali, che servano ai giovani per utilizzare al meglio le risorse Umane come forma nuova di lavoro e benessere pur mantenendo intatti gli equilibri Storici e Ambientali di una città culturale come Sant’Antioco. Oggi a distanza di 4 anni di attività si è raggiunto un ottimo livello di pubblicità Televisiva dell’Arte del Bisso che ha Portato la Città nel Mondo, e che ha favorito il ritorno dei Turisti nel Paese, ma ha anche fatto sì che nuove persone avessero la curiosità di visitarlo per la prima volta. Inoltre si sono fatti passi avanti con l’attuazione di conferenze all’Estero e in Italia, che hanno contribuito a che si creasse una catena di collegamenti Universitari interessati alla Specialità Marina alla fotografia subacquea e ad eventuali studi futuri su questo nuovo modo di condurre un Museo-Laboratorio. Dare in mano una Struttura a un Maestro e lasciarlo Libero di Esprimersi a suo modo, ha prodotto la costruzione di una piattaforma di interesse che si può utilizzare per creare attorno ad essa una molteplicità di attività economiche che possano aiutare i giovani del Territorio a creare a loro volta attività collaterali di servizio utili a soddisfare la domanda dell’utenza attenta a questo Tema unico nel suo genere. Es.( passeggiate marine di visita dei banchi di Pinna Nobilis; Nuclei di Studio per esperti Nazionali e Internazionali di Biologia Marina; postazioni di fornitura di locazioni per fotografia subacquea; Attivazione di collegamenti veloci dall’ Aereoporto e per L’aereoporto; Visite Botaniche e Studi delle Specialità autoctone Tintorie; Studi sui Vari Tessuti antichi da Museo; ecc..). Oggi insomma sarebbe maturo il Tempo perché le Amministrazioni colgano il messaggio e rinnovino il modo di utilizzo dei Musei, che qualche volta viene bloccato dal fatto che la loro conduzione è gestita da persone preparate ma non capaci di trasmettere messaggi forti .
La Collezione delle Tele del Maestro Chiara Vigo è Stata messa a disposizione dell’utenza prima di tutto come dono Della propria Persona, e si tratta di tele di difficilissima fattura, per le quali è necessario un tempo di costruzione faticoso e Lunghissimo. Dovendo utilizzare un Materiale Tagliato in subacquea (Studio di Chiara Vigo anni 80) non più ricavato dalla pesca di questa specie, è stato necessario creare una tipologia di filatura della fibra e una sua cardatura e dissalatura che sono brevetti del Maestro. Ogni tela è legata ad una emozione e a un pregare antico che trasmette emozione. Su Forti, Il Leone delle Donne, La vela degli Uomini, La Natività dei Bambini, Emozioni di Mare e Terra, Cervi e Albero della Vita, la Tela dei Re (in utilizzo all’Archeologico), Mare e Terra, I gioielli del Bisso, sono tutte presenti nella sala del Bisso. Oltre a tutte quelle costruite e donate alle Amministrazioni e ai Vari Musei D’Europa e Del Mondo, utili a fare vetrina continua della Città di Sant’Antioco e della Sardegna. Per adesso parte delle Opere, per volontà del maestro, sono state catalogate dai Musei e dalla Sopraintendenza alle Arti facente capo alla Dott.ssa Lucia Arbace.
La Porta del Museo è sempre aperta e nessuno ti fa pagare il biglietto di quello che è già Tuo. Spesso il biglietto è un ostacolo a conoscere e acquisire consapevolezza di rispetto come bene proprio e dei propri figli. Chi viene cerca il maestro Chiara Vigo e la Vuole incontrare e conoscere, provare emozioni, poiché per lunghi anni, lei ha voluto fortemente rendere partecipe il mondo e le genti della forza della cultura intesa come bene di tutti e a cui tutti devono rispetto e partecipazione alla sopravvivenza.
La visita comincia Tutte le volte in maniera diversa poiché viene Modificata in base all’esigenza e dei bisogni dei visitatori e non è legata certo alle esigenze del Maestro che, peraltro, ritiene la sua dedizione al mondo una Scelta libera di Vita. Solitamente vengono fatte vedere la cardatura la filatura, la torsione e la tessitura della fibra. Viene illustrato l’Habitat marino e le sue altre peculiarità. Durante la visita è possibile incontrarsi e scambiare pensieri e culture. Trasmettere un’Arte è una delle esigenze, e per farlo bisogna che la curiosità verso un’Arte non si spenga mai. E’ possibile frequentare la sala del Maestro per imparare tecniche semplici di filatura e tessitura. A richiesta vengono tenute lezioni a studenti che scelgono questo tema per la loro tesi di Laurea ( finora in 4 anni le tesi presentate sono 9 di cui due Estere, a Zurigo e Danzica ). La forma di visita dipende quindi dalla richiesta dell’utenza e non dall’imposizione di un percorso che è ormai sorpassato e noioso. Le leggi di Esposizione utilizzate nei Musei d’Arte sono rigide e non danno spazio alla fantasia e alla logica. La Libera richiesta di informazioni porta l’Utenza a partecipare più profondamente all’incameramento di dati culturali che, proprio perché partecipati, resteranno impressi nella memoria e verranno raccontati e produrranno l’effetto catena di ritorno di altre visite successive. L’utenza è libera di chiedere al Maestro quanto gli è necessario di conoscere, sia sulla tecnica di manifattura, sia sulla forza che accompagna quest’Arte. Di volta in volta la sala cambia aspetto e offre al visitatore un movimento che serve a creare la voglia di frequentazione. Si predilige un allestimento da performance Artistica.
Il Maestro, il suo Patrimonio Gestuale, la sua capacità di esposizione della Materia e dei suoi collegamenti fanno vivere l’Arte. Senza l’Anima quest’Arte non vive e senza Anima e partecipazione Il Bisso e la sua Lavorazione non hanno senso nè economico, nè artistico, nè turistico, e nè di Indotto. Le Arti come questa devono essere lasciate alla Libera conduzione di chi le ama e quindi conosce gli elementi di comunicazione giusti per poterle rendere vive e fruibili. I Tesori dell’Umanità non sono le Arti o le tele, ma i Maestri che hanno in mano il patrimonio Storico e Gestuale di un Popolo, e che conoscono la via e il sistema per tramandarlo direttamente e consegnarlo nelle mani giuste. I maestri che, come in Giappone, vengono sostenuti finanziariamente perché possano al meglio condurre la loro Arte, senza ingerenze che sono ad essi poco gradite, e ne impediscono la massima funzionalità e beneficio.
Il Museo dispone di Tutta l’Attrezzatura che ci può essere dentro una vecchia cara affascinante bottega di un Maestro. Il Suo accogliente fare e la sua Anima fuori dal Tempo che viaggia a diversa dimensione fuori da quella Magica stanza che accoglie il mondo.
Leggi per intero >

Il museo del vino a Berchidda
sardegna (olbia-tempio) berchidda

pubblicato il 29/10/2013 23:20:58 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il museo del vino a Berchidda
Il Museo del Vino, con il suo percorso enologico-etnografico, illustra l’aspetto culturale della produzione del vino in Sardegna. Un viaggio semplice ma significativo nel mondo delle tradizioni, raccontate da rudimentali attrezzi da lavoro, dove è ricostruita la filiera partendo dalla lavorazione della terra, la cura della vigna, la spremitura delle uve, la lavorazione del sughero e l’imbottigliamento.
Attraverso uno scorcio della mostra Thyrsos, ci si immerge in un mondo antico, fatto di viaggi nel Mediterraneo, attraverso i quali, su navi onerarie, il vino raggiungeva i porti in affascinanti anfore vinarie.
Lungo il percorso, una tappa supportata dalla tecnologia di un totem, ci permette di approfondire i principali argomenti sulla viticoltura dell’Isola, attraverso la visione del Cd Rom “Su Inu” (Il Vino).
Una selezione di vecchie etichette è abbinata agli oggetti in esposizione. La grafica delle etichette, il tipo di bottiglia, le stesse scritte ci portano in un contesto temporale vitivinicolo molto diverso da quello di oggi, anche se non molto lontano, mostrandoci un cambiamento a volte radicale, sul concetto di immagine, informazioni e tecnologia.
Leggi per intero >

La via dei Santuari

pubblicato il 27/10/2013 16:29:16 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
La via dei Santuari
“Ultreya! Suseya!”. Fin dal Medioevo, questo grido d’incoraggiamento (“Sempre più avanti! Sempre più in alto!”) accompagna i passi del pellegrino lungo il Cammino di Santiago di Compostela, che si snoda per 800 chilometri attraverso Francia e Spagna per concludersi ai piedi della tomba di Giacomo il Maggiore, apostolo ed evangelizzatore delle terre d’Iberia.

Ogni anno, la foltissima partecipazione di migliaia di pellegrini (quasi 200.000 nel 2012) rinnova una testimonianza di fede e devozione che unisce le genti di ogni parte d’Europa e del mondo.

La suggestione senza pari di questa esperienza, unita alla passione per le escursioni all’aria aperta a contatto con la natura, è alla base della creazione di Camminantes Onlus, associazione costituita da un gruppo di amici da tutta l’Isola con l’intenzione di realizzare anche in Sardegna – e precisamente in Barbagia – un cammino le cui tappe siano rappresentate dai santuari più importanti dell’Isola per storia, tradizioni e culto.

Camminantes-Barbagia ha così visto la luce “La Via dei Santuari”, un tragitto a piedi, a cavallo o in bicicletta all’insegna non soltanto della religiosità e dell’esigenza di rinnovamento del proprio spirito e delle relazioni col nostro prossimo, ma anche della semplice passione per l’escursionismo. Sacco a pelo, borraccia, scarpe da trekking e tanta voglia di andare avanti e di stare assieme circondati dai colori, dai profumi e dai panorami mozzafiato di una delle zone più belle della Sardegna: questo l’essenziale per affrontare La Via dei Santuari.
Leggi per intero >

Il museo Etnografico di Fluminimaggiore
sardegna (carbonia-iglesias) fluminimaggiore

pubblicato il 07/10/2013 20:23:23 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il museo Etnografico di Fluminimaggiore
L’edificio, conosciuto come Mulino Licheri e trasformato dal Comune in Museo Etnografico, sorge sulla riva sinistra del Rio Mannu ed è costituito da 11 ambienti; la sua costruzione risale alla metà del settecento, quando si pensò di costruire dei mulini sfruttando un’importante risorsa del territorio: l'acqua.
Il restauro dell’edificio ha conservato le caratteristiche originali della muratura fatta di mattoni crudi di fango e paglia, e della copertura a "cannitzada" cioè con le canne.
Sotto il fabbricato sono sistemate le ruote idrauliche che mettono in funzione i due mulini di cui è dotato l’edificio, l’acqua giunge attraverso un canale ottenuto da un rudimentale sbarramento del fiume.
La storia della macinazione è raccontata da alcuni esempi di macine di vari periodi, da in pietra appartenenti al nuragico e al romano a quelle in ferro, di fine Ottocento utilizzate sopratutto per la molitura delle fave, alimento molto importante per l'allevamento di buoi e maiali.
Il funzionamento del mulino è molto semplice: l'acqua deviata dal fiume mette in movimento la ruota a raggi che a sua volta è collegata con la macina interna, così ad ogni giro di ruota equivale ad un giro di macina.
Il grano inserito nella tramoggia, scende gradualmente all’interno dei due palmenti, dove viene trasformato in farina.
Leggi per intero >

Il museo del carbone
sardegna (carbonia-iglesias) carbonia

pubblicato il 07/10/2013 19:10:34 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il museo del carbone
Il Centro Italiano della Cultura del Carbone (CICC), nella Grande Miniera di Serbariu, è stato inaugurato il 3 Novembre 2006 . Il sito minerario, unico in Italia e attivo dal 1937 al 1964, ha rappresentato la più importante fonte nazionale di combustibile fossile nel periodo storico di autarchia fascista. Protetto dall'UNESCO, è stato ora recuperato e ristrutturato a fini museali e didattici, dando vita al Museo del Carbone.
Per la sua posizione geografica, la visita al sito minerario può essere agevolmente inserita in qualsiasi itinerario di viaggio attraverso il Sud Sardegna e il Sulcis, come parte di un tour precostituito o come opzione in caso di giornata libera. Il sito risulta interessante, per tipologia e dinamicità della visita, sia per i visitatori sardi che per i turisti italiani ed esteri che visitano l' isola. In meno di 7 anni di apertura il museo ha accolto oltre 100.000 visitatori.

La visita al Museo del Carbone include:
la lampisteria, sede dell’esposizione permanente
sulla storia del carbone, della miniera e della città di
Carbonia. Accoglie una preziosa collezione di lampade da miniera, attrezzi da lavoro, strumenti,
oggetti di uso quotidiano, fotografie, documenti, filmati d’epoca e videointerviste ai minatori;
la galleria sotterranea, che mostra l’evoluzione delle tecniche di coltivazione del carbone utilizzate a Serbariu dagli anni ’30 alla cessazione dell’attività, in ambienti fedelmente riallestiti con attrezzi dell’epoca e grandi macchinari ancora oggi in uso in miniere carbonifere attive;
la sala argani, da cui si manovrava la discesa e la
risalita delle gabbie nei pozzi per il trasporto dei minatori e delle berline vuote o cariche di carbone.
Le visite alla galleria e alla sala argani si svolgono
con guida, massimo 20 persone per volta.

Vi segnaliamo inoltre che nello stesso sito minerario è stato trasferito e ampliato il nuovo Museo PAS Paleoambienti Sulcitani E.A.Martel.
I quattro siti museali di Carbonia sono ora visitabili anche con un Biglietto Unico, utilizzabile nel corso dell'anno ed estremamente conveniente dal punto di vista economico (€10.00).
Leggi per intero >

Geo museo monte Arci
sardegna (oristano) masullas

pubblicato il 04/10/2013 10:54:24 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Geo museo monte Arci
“ La mineralogia di Masullas è delle più ragguardevoli
dell’Isola”
(Angius/Casalis 1838)

Il GeoMuseo è dedicato ai minerali, rocce e fossili del Monte Arci e viene raccontata, per la prima volta in Sardegna, la storia più antica della nostra
Isola, quella geologica.
E’ nato così un percorso museale dove vengono raccontate le tappe
dell’evoluzione del Monte Arci, attraverso ricostruzioni paleo ambientali e numerosi reperti, alcuni unici nel loro genere come minerali , diaspri variopinti e lastre con pesci fossili.
Oltre all’esposizione tradizionale, è presente la “Sala flù” una sala oscurata dove vengono mostrati i minerali nei loro spettacolari colori fluorescenti.
L’edificio che ospita il GeoMuseo è quanto di meglio può presentare l’intero territorio dell’Alta Marmilla dal punto di vista architettonico, storico e
culturale. Si tratta dell’ex Convento dei frati Cappuccini, la cui costruzione risale ai primi del 1600, recentemente ristrutturato e sede di mostre
temporanee.
Leggi per intero >

Siddi, Chiesa di San Michele Arcangelo
sardegna (medio campidiano) siddi

pubblicato il 28/08/2013 17:26:11 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Siddi Chiesa di San Michele Arcangelo
Come arrivare

Si lascia la SS 131 imboccando a d. la SS 197 fino a Villamar, che bisogna attraversare. Percorrendo poi tratti della SP 46 e della SP 50 si arriva a Siddi.

Il contesto ambientale

Il paese di Siddi è ubicato ai piedi dell'altipiano di Pranu o Giara di Siddi, ricco di testimonianze archeologiche.
"In Sardegna le giare, sono alcuni altopiani basaltici di origine vulcanica, in totale sono tre; quella di Gesturi, quella di Siddi e quella di Serri.
La chiesa intitolata a San Michele Arcangelo è su un piccolo rilievo, in zona Santu Miali alla periferia del paese. È poco distante dalla parrocchiale dedicata alla Visitazione di Maria Vergine.

Descrizione

Nel medioevo la "villa" di Siddi era compresa nel giudicato di Arborea e dipendeva dalla curatoria della Marmilla e dalla diocesi di Usellus (Ales). Quando, nel 1206, Guglielmo I-Salusio IV de Lacon-Massa, giudice di Cagliari, e Ugone I de Bas-Serra, giudice di Arborea, precisarono i confini dei loro giudicati, Siddi rimase all'Arborea.
L'edificio romanico fu eretto nella seconda metà del XIII secolo. Ha pianta a due navate, divise da pilastri a sezione ottagonale, e un'unica abside, piuttosto tozza, rivolta a N/E, che conclude la navata S, di dimensioni maggiori rispetto all'altra. Probabilmente anche la navata minore doveva essere absidata, come si presume osservando i fianchi dell'edificio, entrambi rimaneggiati. Nell'abside si apre una monofora strombata, con centina a tutto sesto.
La chiesa subì lavori di restauro nel 1960; l'originaria muratura in arenaria bruna si conserva nella facciata, nel setto divisorio e nell'abside. Nella piccola facciata (7,27 m) è interessante il fregio scolpito sull'architrave del portale s., che mostra, entro quattro riquadri, cinque figure antropomorfe dalle larghe spalle e dagli arti esili, separate da bande verticali con motivo a rombi, stilizzazione del motivo classicista a nastro intrecciato. La prima figura, capovolta, forse indica Lucifero, l'angelo caduto; le ultime due, che non sono separate tra loro dalla banda, ma anzi sono allacciate, potrebbero essere Adamo ed Eva. Le restanti potrebbero rappresentare una l'arcangelo Michele, a cui la chiesa è dedicata, e l'altra, di maggiori dimensioni, Dio padre.
Leggi per intero >

Il tesoro di Saccargia
sardegna (sassari) codrongianos

pubblicato il 01/07/2013 08:38:32 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il tesoro di Saccargia
Una delle piu antiche e preziose testimonanze del medioevo in Sardegna.

La chiesa di Saccargia, nel territorio di Codrongianus, è la più importante e conosciuta basilica in stile romanico-pisano del nord Sardegna. Unico edificio rimasto in piedi di un intero complesso monanstico andato in sfacelo.
Questo gioiello di architettura fu edificato all’inizio del XII sec. per volontà di Costantino I, giudice di Torres e della sua consorte Marcusa Lacon de Gunale, la quale, durante un soggiorno fortuito in quell’area presso alcuni monaci camaldolesi, ebbe in sogno la promessa di un figlio in cambio della costruzione di un edificio consacrato alla Ss.ma Trinità.
Successe così che arrivata la grazia di un discendente il giudice fece dono alla congrega Benedettina della basilica e del convento annesso, facendoli consacrare da tre cosmopoliti alla santa Maria la prima e alla Santissima Trinità il secondo (nome che poi rimarrà ad indicare anche la chiesa). Citiamo di seguito un documento che descrive questo episodio, scritto sul condaghe detto di Saccargia, redatto probabilmente verso il XVII sec:

« Currende su Annu de su Segnore nostru Iesu Christu Milliquentu et seygui, indictione nona, quinta octobris. In su tempus qui papa Paschalis Segundu regiat sa sancta Ecclesia de Roma,.. in sa insula de Sardigna regnabat pro Iuyghe et Segnore de su Regnu de Logudore su Christianissimu Constantinu, figiu qui fuit de Juyghe Mariane quondam, una cum sa prudente de Deu devota Donna Marcusa mugiere sua, sa quale fuit de Arvarè de su Samben de Gunale…. Et regnande ambos unipare… faguende iusta e sancta vida in servissiu de Deus, apisint figios e figias; et in quo piaguiat a Deus, non de lis podiat regnare, qui totu morian. Inhue deliberaint de andare a visitare sa Ecclesia de sos tres gloriosos Martyres, zo est sanctu Gavinu, Proptu et Ianuariu de Portu de Turres, su quale fuit habitadu dae mercantes Pisanos, et altera gente assay, et inivi faguer devotas oraciones, et humiles pregarias cum officios et missas, et luminarias mannas, pregande a Deus, et a sos gloriosos martyres, qui lis concederent unu figiu o figia pro herede inssoro. Et in ipso facto, fata sa deliberacione, si tucaint, e partidos qui furunt dae sa habitacione cum grandissima gente a pee e a caddu, cum piaguere mannu et triumphu, essendo in camminu, apisint a faguer nocte in sa Ischia de Saccargia. Et inivi per virtude de Deus et de sa gloriosa virgine Maria lis fuit demostradu visibilmente, qui si issos queriant sa gracia, qui in cuddu logu edificarent una Ecclesia a honore et laude de sa sanctissima Trinidade, zo est de su Padre, de su Figiu, et de su Spiridu Sanctu, et inivi faguerent unu monasteriu de sanctu Benedictu de su Ordine de Camaldulense. Inuhe, vistu su dictu Juyghe Constantinu, et donna Marcusa mugiere sua sa visione angelica, detisirunt recatu de grande moneda gasi comente aviant su podere, et apisirunt mastros Pisanos, et edificarunt sa ecclesia et monasteriu de sa Trinidade….».

Le facciate dell’edificio, dallo spiccato gusto pisano-lucchese, sono adornate da fasce bicrome bianche e nere alternate, donando alla basilica un aspetto miracoloso, come si trattasse di un favoloso ed esotico gigante zebrato, rimasto solitario nella campagna brulla.
Un gigante slanciato appunto, con il robusto campanile che si staglia squadrato sull’altipiano, con una facciata dal gusto orientale, ricca di decorazioni radiali, come altrettanti mostruosi occhi bagnati di rosso.Un guardiano con nove occhi, alto e possente, che anche nel minuto particolare delle decorazioni colonnarie conserva il suo carattere fantastico e irreale di guardiano mitologico: figure alate e demoniache fanno la guardia alle bestie da pascolo.
Una fila di sette colonne regge il porticato di costruzione Ottocentesca, grazie al quale l’ingresso è celato: quasi un azzardo nel buio, un rischio. Varcata la porta il mistero di questo luogo è presto svelato: l’interno spoglio ed irregolarmente macchiato di bianco è tutto concentrato in un unico punto, oltre il crocevia absidale che segna il centro geografico dell’edificio: lì, arroccato nell’ombra dell’abside centrale, sta uno dei piu antichi affreschi conservati in Sardegna. Un enorme pittura muraria ricopre interamente la parete convessa del coro, proprio nell’angolo più nascosto: una vera e propria esplosione di colori e forme dal sapore bizantino, conservata per quasi mille anni in maniera eccellente nell’angolo più buio del ventre del gigante.
La meraviglia dello sguardo non lascia spazio a commenti, se non per un paio di particolari: nella fascia mediana, tra il Cristo “in mandorla” accompagnato da angeli ed arcangeli del catino superiore e le scene neotestamentarie della fascia inferiore stanno in fila i dodici apostoli, con al centro San Paolo e la Vergine. Quest’ultima insolitamente raffigurata con le braccia alzate al livello del petto e le palme rivolte all’ osservatore, in una posa tipica delle madonne pentecostali di retaggio mozarabico-catalano. L’atteggiamento in questione è probabilmente riferito alla madre di Cristo, quindi la Donna, come Chiesa, fondamento della civiltà oltre che luogo della fede e della società cristiana.
Un altro particolare interessante, in questo splendido esempio di pittura muraria eseguito probabilmente da maestranze sarde formatesi in ambiente umbro-laziale, è il ritratto dell’imperatore Costantino I che alcuni studiosi sembrano riconoscere nell’uomo in cotta di maglia inginocchiato di fronte a S.Benedetto, nell’ultimo pannello a sinistra del registro inferiore.
La mia attenzione è attirata poi da un altro personaggio, situato proprio a lato della madonna (dalla quale è diviso dalla feritoia): è il tredicesimo apostolo, Paolo di Tarso, noto per la sua conversione sulla via di Damasco ed il suo successivo ingresso nel consesso apostolico. Quella di s Paolo è certamente una figura molto particolare nella storia della proto cristianità, a lui sono riferite alcune delle piu antiche testimonianze di canto liturgico, quando, imprigionato a Filippi insieme con Sila cantava durante la notte, mentre gli altri prigionieri li ascoltavano (Atti 16, 25). E sul rapporto tra musica e religione, nel medioevo Sardo, si sa purtroppo molto poco. Quello che possiamo certamente supporre, vista la documentata consistenza musicale della liturgia orientale – precedentemente assai diffusa nel nord Sardegna-, unita alla spiccata sensibilità dei camaldolesi per i canti sacri (basti solo citare Guido d’Arezzo, monaco camaldolese e tra i piu importanti teorici musicali del periodo, riformatore del canto e dell’insegnamento musicale) che i monaci abbiano cantato per lungo tempo tra le mura di Saccargia. Li dove ora rimane solo il silenzio e lo stupore ammutolito di chi si trova al cospetto di uno dei più importanti monumenti della Sardegna medievale.

Stefano Aresu
Leggi per intero >

La bellezza corre sul filo di una lama

pubblicato il 21/06/2013 13:35:40 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
La bellezza corre sul filo di una lama
A Pattada apre un museo tutto dedicato a “sas resolzas”

La lama, affilatissima e dalla forma “a foglia di mirto”. Il manico, in corno, privo di qualsiasi molla o fermo. Quello della lavorazione de “sa resolza”, il magnifico coltello prodotto a Pattada, è un segreto custodito gelosamente che si tramanda da generazioni. Oggetto da collezione per intenditori oggi, ma strumento indispensabile nella vita agropastorale in passato, a questo utensile è dedicato il Museo del coltello e del ferro battuto che domani mattina, nel cuore di Pattada, aprirà i battenti.
Si tratta di un museo unico nel suo genere in Sardegna, e forse unico anche in Italia, ispirato com’è dalla voglia di raccontare un pezzo di storia che non è solo quella del coltello a serramanico diventato il simbolo della Sardegna nel mondo, ma di un’intera cultura che per secoli ha accompagnato la vita di un paese.
«Un museo del coltello esiste già da noi _ ha spiegato ieri l’assessore alla Cultura di Pattada, Filippo Corveddu, durante una conferenza stampa _. E’ il Culter, che ospita lame provenienti da tutto il mondo. Domani, invece, andremo ad aprire un discorso diverso». Soprattutto, un discorso tutto locale perché il nuovo museo, continua Corveddu, «è imperniato sulla storia della metallurgia e della lavorazione del ferro battuto, che nei secoli a Pattada ha segnato la storia».

LEGGI ARTICOLO COMPLETO
Leggi per intero >

Basilica di San Saturnino
sardegna (cagliari)

pubblicato il 10/06/2013 20:52:34 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Basilica di San Saturnino
La prima menzione documentata della basilica di San Saturnino, risale agli anni 533-34.La basilica esisteva già all'epoca e gli storici ritengono che la sua fondazione risalga alla metà del quinto secolo. Essa sarebbe sorta come martyrium del martire cagliaritano Saturnino, decapitato secondo la Passio sancti Saturni il 23 novembre del 304 d. C. per non aver voluto rinnegare la sua fede cristiana. Nel 1089 il giudice di Cagliari Costantino Salusio II de Lacon-Gunale fece dono della basilica ai monaci benedettini di San Vittore di Marsiglia che vi istituirono la sede del priorato sardo dell'Ordine e ne ristrutturarono la chiesa, secondo modi protoromanici. Il convento, gravemente danneggiato già nella prima metà del 1300 durante l'assedio catalano, cadde del tutto in rovina un secolo dopo. La chiesa fu restaurata nuovamente intorno al 1484. Nel 1614 ebbero inizio, per volontà dell'arcivescovo Francisco Desquivel, i celebri scavi per la ricerca de los cuerpos santos. Due disegni dello studioso Francisco Carmona del 1631 ci mostrano la pianta ed una veduta esterna dell'edificio che risulta ancora integro. Nel 1669 la basilica fu in parte smantellata per ricavarne materiali utili alla ristrutturazione della Cattedrale di Cagliari. Concessa nel 1714 alla corporazione dei Medici e degli Speziali, fu reintitolata ai santi Cosma e Damiano. Agli inizi del nostro secolo la chiesa subì vari restauri. Nuovi interventi furono necessari dopo i bombardamenti del 1943. Chiusa al pubblico nel 1978, è stata riaperta nel luglio del 1996. L'area circostante, oggetto di scavi archeologici, ha restituito numerose sepolture di età romana e bizantina.
Leggi per intero >

Il Museo delle Launeddas
sardegna (medio campidiano) barumini

pubblicato il 08/06/2013 20:44:50 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il Museo delle Launeddas
Il Museo delle Launeddas, inserito nella sezione Etnografica del Polo Museale di “Casa Zapata”, è stato realizzato con materiale donato dal Maestro Luigi Lai. Il complesso museale è allestito in quella che è stata dal XVI sec. l’abitazione della nobile famiglia Zapata d’origine aragonese.
Il museo è costituito da tre sezioni: la sezione Archeologica allestita dentro l’abitazione, al cui interno è stato riportato alla luce il nuraghe trilobato “Nuraxi ‘e Cresia”; la sezione Storico-archivistica all’interno della quale è custodito il patrimonio
documentario e fotografico che racconta la storia della famiglia Zapata; e infine la sezione Etnografica con una esposizione di oggetti di antico uso che raccontano la quotidianità nell’abitato di Barumini nel secolo scorso.
Durante la visita è possibile visionare il video nel quale il maestro Luigi Lai spiega e illustra tutte le fasi per la realizzazione dell’antico strumento musicale sardo, realizzato con semplici canne di fiume, spago e cera.

Foto da: tottusinpari.blog.tiscali.it
Leggi per intero >

Il Museo del Pane Rituale
sardegna (nuoro) borore

pubblicato il 14/05/2013 23:15:37 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Il Museo del Pane Rituale
Il Museo del Pane Rituale di Borore nasce con l'intento di far conoscere tutte le tradizioni legate a questo alimento così centrale per la cultura gastronomica mediterranea.
Ma l'importanza nutritiva del pane si riflette anche nel posto di riguardo che gli viene assegnato in occasione delle feste, con produzioni differenti di paese in paese, specialmente in occasione dei matrimoni, ma anche di altre celebrazioni.
Il Museo è stato aperto al pubblico nel giugno 2006 e mette in mostra già un cospicuo numero di esemplari, oltre 300.
La struttura museale è circondata da un piacevole giardino dalla ricca vegetazione, nel quale sono presenti strutture che consentono la sosta dei visitatori e addirittura un piccolo parco giochi per i più piccoli.
Leggi per intero >

Santa Maria di Bubalis
sardegna (sassari) siligo

pubblicato il 03/05/2013 23:12:52 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Santa Maria di Bubalis
Conosciuta con il nome di terme di “Mesumundu” (in quanto ha riutilizzato una struttura termale romana) in regione Biddanoa , è una costruzione a fasce di mattoni e di trachite scura costituita da una base circolare centrale, sormontata da una cupola semisferica e da corpi laterali che si aprono sui singoli lati.
Nella chiesa, di costruzione bizantina, si notano dei lucernai, aperti verso i quattro punti cardinali: anni fa i più anziani del paese raccontavano che nel lucernaio che guarda verso Siligo, ora chiuso, vi fosse ubicata l’antica statua bizantina della Madonna che porta il Bambino che tiene tra le mani il Mondo. La statua risale forse al 1600; di fattura popolaresca è in materiale ligneo ed è alta un metro circa.
Santa Maria di Bubalis donata ai Benedettini di Montecassino assieme alla chiesa di S. Elia di Monte Santo. Nel 1065, il giudice turritano Barisone I di Torres scriveva all’abate Desiderio per chiedere l’invio in Sardegna di un gruppo di monaci cassinesi, che giunsero in loco per prendere possesso delle due chiese con tutte le pertinenze insite nella donazione.
Tale donazione risulta da un importante documento dell’XI secolo tra i pochi ritenuti autentici per la Sardegna e dice:
“In nomine Dei eterni miserator et pii rennante domino Barossone ………… Sic tradidimus atque concedimus basilica Sancte Maria Dei genitricis domini, de loco quod diccitur Bubalis, deinde Sancto Elias de Monte Sancto …”.
Tale avvenimento è accennato sul portale della cattedrale dell’abbazia di Montecassino, nel nono pannello della valva destra:
“… item in Sardinia
ecclesia Sanctae Mariae
in loco qui dicitur Bubalis
Sancti Heliae de Monte Santo”.
Nel 1147, il 24 giugno, il giudice sardo Gonario II di Torres confermò ai monaci la donazione.

Foto da: www.aboutsardinia.it
Leggi per intero >
Clicca sui numeri per scorrere le news
1 - 2
Offerte Sardinia In scopri la sardegna in vacanza
Cerca negli articoli

ULTIME NEWS PER CATEGORIA
News e curiosità
ETIMOLOGIA DEL NOME DELLASINARA
SARDEGNA E TIRRENIA La suggestione storico-linguistica allinterno della questione etrusca.
LA VICENDA DELLE CARTE DI ARBOREAUnappassionante caso dellottocento sardo.
SARDI E SICILIANI A CONFRONTO.Comportamenti socio-linguistici nelle due maggiori isole mediterranee.
ALLA RICERCA DEI SECOLI PIU FULGIDI DELLA STORIA SARDADalla preistoria neolitica ai Giudicati.
Sport e natura
TREKKING NEL CUORE DELLA SARDEGNASei giorni immersi nella natura del Supramonte
YOGA AL TRAMONTO SULLA GRANDE GIARAUna giornata di cultura e rilassamento
ESTRAZIONE DELLE ESSENZE: ACQUA AROMATICA DI INULA
SCUOLA DI VELA SECONDO IL METODO VELAMARE
AUTUNNO ED INVERNO IN SARDEGNA
Luoghi religiosi e musei
IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GONARE
Chiesa di SantElia
Il museo del bisso
Il museo del vino a Berchidda
La via dei Santuari
Enogastonomia
I LABORATORI KOENDILa cucina le ricette ed i racconti.
BIRRE ARTIGIANALI DELLA SARDEGNAPresentata la guida sabato 26 Novembre
LA GALLURA DAI VINI DOROIl 7 Giugno a San Quirico dOrcia
TASTE OF EXCELLENCE ACCENDE LA MARINA DI PORTO CERVOContinuano le degustazioni gratuite e le cene stellate nel cuore della Costa Smeralda
CULINGIONIS DE MENDULA
Circoli Fasi
QUARTA EDIZIONE DI VISIONI SARDEIl bando di concorso per corti e documentari sardi.
L’ARTE DI BONARIA MANCA DAI NURAGHE ALLA TERRA ETRUSCA Il 21 e il 22 Maggio a Tuscania.
LA CAMPAGNA DI CROWFUNDING PER SALVARE LISOLA DI BUDELLISu Nuraghe incontra Max Zegna
EL VAGN E PER ANNA VINCONO I PRIMI PREMI DEL CONCORSO VISIONI SARDE
SVELATI I FINALISTI DI VISIONI SARDESono nove e saranno distribuiti nel Continente a cura della FASI
Spiagge
CALA DOMESTICAUna delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
SPIAGGIA DI MANGIABARCHE
IS PRANEDDAS
SPIAGGIA DI TUEREDDA
SPIAGGIA DI CALA BANANA
Eventi e feste
L’ARTE NERA. IMPRIMATUR ET REPRIMATURDal 7 ottobre al 19 novembre 2017 al Museo Naturalistico del Territorio G. Pusceddu
SAGRA DELLE MANDORLEA Baressa Sabato 9 / Domenica 10 Settembre 2017
PRIMAVERA NEL MARGHINE A BORTIGALIDue giornate ricche di tradizioni cultura delizie gastronomiche e... primati!
A TUSCANIA CON BONARIA MANCA
CAGLIARI SUONARassegna di musica da cameradal 27 al 30 dicembre 2015
Arte e artigianato
100 ANNI NEL SEGNO DI GALEPA Casale di Pari si ricorda la figura di Galep celebre fumettista di origini sarde.
LASSA SAS BRULLAS DI LORENZO VACCA Il 5 Agosto a Lodine
MAGIA E POESIA DEL VINOConcorso di pittura estemporanea
SCORCI DI SARDEGNALa mostra fotografica di Fabio Corona dal 27 Febbraio al 20 Marzo
CASA LUSSU DIVENTA IL CENTRO DELLARTIGIANATO DEL TAPPETOTommaso e Barbara dalla città ad Armungia per un bel progetto di sviluppo locale.
Mangiare
RISTORANTE LOUNGE BAR AND DELIUn mix di eccellenze targate Sardegna per l’Aqua Lounge
SA MANDRA AGRITURISMO
Ristorante trattoria Balcana
Seadas e ravioli sardi di patate formaggio e menta in Indonesia
Il ristorantino di Bosa VerdeFiume
Dormire
OLIVASTRI E LENTISCHI MILLENARIPer una vacanza in pieno relax sul lago di Liscia.
IL MIGLIOR RESORT MEDITERRANEO 2014Chia Laguna Hotel premiato al World Travel Awards
HOTEL RIVIERA
LA NOSTRA TERRASardigna
Settimana del Baratto 18-24 Novembre 2013. Ecco tutti i B&B aderenti in Sardegna
Archeologia
IDEE INNOVATIVE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE E GITE SCOLASTICHELaboratori didattici per le scuole e per le famiglie
BENTORNATI A CASANurnet  e il gruppo Archeologia della Sardegna acquistano quattro bronzetti alla vergognosa asta di Londra.
A MONTE PRAMA UN ALTRO GIGANTEStraordinario: stavolta è intero
GIGANTI DI PRAMA TRA TOMBAROLI E NUOVE STATUE
ALLA SCOPERTA DELLA GIARA ARCHEOLOGICA
Storie e leggende
PERCHE I SARDI BEVONO COSI TANTA BIRRA?
SU TIRAZZU
Sas dies imprestadas ed i giorni della merla
La breve emigrazione della mia famiglia. Stralci di ricordi
Rivivere la storia
Musica e poesia
TUTTO PRONTO PER IL PREMIO ANDREA PARODI 2015Un fitto programma dall8 al 10 Ottobre a Cagliari.
AL VIA IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODILunico concorso italiano di World Music
FABRIZIO DE ANDR CANZONI NASCOSTE STORIE SEGRETE.Il libro di Walter Pistarini
SCADE IL 31 LUGLIO IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODILunico concorso Italiano di World Music
TRACCE DI TE VIAGGIO NELLA MUSICA DI FRANCESCO RENGAIl legame del cantautore alla Sardegna nel ricordo della madre.
Luoghi da vedere
UN VIAGGIO A TINNURAConosciuto come il paese dellarte
LA MINIERA DI MONTE VECCHIO
PERCHE’ VISITARE PATTADA?
LISOLA DI MAL DI VENTRE
SARDEGNA IN CAMPEGGIOSegreti per un viaggio a 5 Stelle
Sub e nautica
IL CAPODOGLIO ALBINO NEL CANYON DI CAPRERA
IMMERSIONE NELLA GROTTA DI NEREO
LA NAVE DELLISOLA DEI CAVOLI
DUE FOTO DEL MARE SARDO VINCONO PREMIO INTERNAZIONALE
Il Relitto del Clan Ogilvie