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La leggenda di un sardo che sarebbe diventato Juan Peròn


pubblicato il 22/10/2013 18:31:51 nella sezione "News e curiosità"


La leggenda di un sardo che sarebbe diventato Juan Peròn
Un enigma sardo nella storia dell’Argentina

E’ uno dei casi più misteriosi ed affascinanti della storia moderna. Il mitico Generale Juan Perón, tre volte presidente dell’Argentina, sarebbe in realtà un italiano, più precisamente della Sardegna.
La pretesa ha dell’incredibile ma molti elementi concorrono, in tutti i casi, in direzione di un Perón sardo. Sul fatto se ne parlava timidamente negli anni ‘40 e verso l’inizio dei ‘50 solamente a Mamoiada (piccolo centro in provincia di Nuoro), teatro iniziale di questa fantastica vicenda, ma esplose poi con fragore nel 1951 dopo la comparsa di due articoli scritti dall’avvocato giornalista Nino Tola sul quotidiano “L’Unione Sarda” e qualcosa anche su “Il Giornale d’Italia”. In quel periodo il Tola svolse incredulo le prime indagini ed incuriosì tutti. Naturalmente anche negli ambienti culturali sardi a quei tempi la notizia venne ampiamente commentata fra stupore e perplessità.
Il caso fu ripreso oltre vent’anni dopo dal giovanissimo mamoiadino Peppino Canneddu e pubblicato nel 1984 in un libro dal titolo “Juan Peron-Giovanni Piras, due nomi una persona”, edito da Antonio Lalli – Poggibonsi –.
Le prime ricerche insinuavano che Giovanni Piras, un umile contadino di Mamoiada emigrato giovanissimo ai primi del secolo scorso in Sud-America, sarebbe diventato nientemeno che il mitico presidente Juan Perón. La questione affascinò per tanto tempo un terzo ricercatore, Raffaele Ballore, che dal 1993 in poi iniziò ad indagare ulteriormente e a raccogliere materiale deciso a trarre un soggetto cinematografico da questa storia (soggetto finito di scrivere nel 1996, registrato e depositato alla SIAE – Roma – nel 1998-). La ricerca doveva però necessariamente essere approfondita e trovare documentazione probatoria pro o contro questa fantastica tesi e verificare argomenti e fatti che hanno viziato alcune coincidenze in passato.
Cosa è cambiato dal 1984 ad oggi? Si sono trovate novità sul caso? Si è arrivati a supportare questa inverosimile affermazione con documenti di un certo peso e a compiere indagini circostanziate? Una miriade di nuovi elementi si sono aggiunti a migliorare (e complicare) le cose, e in base alla documentazione hanno fatto cambiare percorso iniziale al Ballore pur mantenendo la stessa “rotta”. I dubbi sul Piras sono stati affrontati e risolti dalla sua meticolosa ricerca riportata nel libro “El Presidente” – Il caso Piras-Perón -, con sottotitolo “La leggenda di un sardo che sarebbe diventato Juan Perón”.
L’indagine, oltre a sfatare il caso finora conosciuto, evidenzia efficacemente le tantissime contraddizioni di Perón e le lacune degli storici argentini con documenti e fotografie ed è caratterizzata dal forte desiderio della conoscenza e della verità.
Troppo spesso le voci di popolo hanno avuto qualche fondamento, ma è anche vero che talvolta la “cassa di risonanza” popolare amplifica più del dovuto i fatti ed arriva persino a stravolgerli. Una seria verifica era necessaria senza lasciarsi trasportare o coinvolgere emotivamente anche quando moltissime testimonianze giocavano a favore della ipotesi di Mamoiada e che per una lunga serie di micidiali coincidenze (alcune forzate) sembrava non lasciare alternative.
E’ stato fatto uno studio accurato andando alla ricerca del Piras emigrato da Mamoiada nel 1910 e indagando su particolari fasi della vita di Perón e dei suoi documenti personali. La pista del Perón mamoiadino è stata poi trascurata dal Ballore quando sono stati analizzati importanti documenti della prima moglie del Generale e i dati antropometrici nel foglio Matricolare Militare del Piras confrontati con quelli di Perón. Infine è stata lasciata definitivamente alla leggenda popolare dopo il risultato di una perizia che non lascia dubbi.
L’autore riporta le voci popolari e le testimonianze in Sardegna che fanno letteralmente rimanere a bocca aperta per il contenuto delle rivelazioni e le tante coincidenze che avvalorerebbero la versione del Perón mamoiadino ma che, in tutti i casi, contribuiscono indubbiamente ad un fondo di verità poiché importanti elementi fanno ritenere che Perón sia stato un sardo vero. Che il tre volte presidente argentino nasconda qualcosa di serio nel libro emerge in maniera chiara ed inequivocabile. Fondamentalmente i punti di maggior forza sono: la più volte dichiarata “sardità” del Generale e l’inesistenza dei suoi avi nell’isola; il ritrovamento di documenti ufficiali riguardanti il politico argentino chiaramente sospetti; le fotografie da giovane e da maturo militare non corrispondenti a quelle del bambino e adolescente; le minacce avute dall’avvocato Tola e l’importante testimonianza inedita raccolta dal giornalista Franco Siddi (attuale presidente della Federazione Nazionale della Stampa). Seguono una serie di anomalie e stranezze nella documentazione ufficiale del militare Perón e della famiglia.
Raffaele Ballore ha seguito e crede in una pista sarda pur non essendo riuscito ad individuare località di provenienza, infatti scriverà “Piras-Perón” sino alla fine del libro ma con questo gioco di cognomi vuole significare più generalmente il caso, appunto, di un Perón sardo.
Ormai sono tanti ad essere colpiti dalla “peronite”, questa storia affascina chiunque: chi procura scritti, chi una piccola testimonianza, altri suggeriscono un indizio. In questo caso chi più ne ha più ne metta, la verità storica si raggiunge con il contributo di tanti.
Per mettere definitivamente la parola fine al caso del Perón sardo, manca solo la prova genetica, prova che, secondo le risultanze riportate sul libro “El Presidente”, dovrebbe essere fatta ai resti di Juan Perón e di sua madre Juana Sosa. Il perché si capisce leggendo questo volume che argomenta il caso con documenti, foto e testimonianze.
Tomás Eloy Martínez, grande scrittore e biografo indipendente di Perón, scrive:

«…insieme a Joseph Page ho scoperto che narrare di Perón è un’impresa senza fine e nessuno potrà mai scrivere il libro definitivo».

In Sud America non è stato facile indagare su una storia del genere: troppe difficoltà, troppe porte chiuse, troppo tempo trascorso e, perché no, troppi interessi dello Stato Argentino.
Alcuni scrittori hanno segnalato delle stranezze anagrafiche circa le origini del Generale, chi le giustifica con l’imbarazzo di Perón non legittimato dalla nascita e chi non sa spiegarsene i motivi. Pochi però hanno osservato attentamente le sue vicende, soltanto con un’attenta analisi ci si accorge che tutta la vita di questo illustre personaggio è piena di misteri e sorprese che pongono seri interrogativi sopratutto perché ci sono ora elementi non trascurabili da sottoporre all’attenzione degli storici.
Bisogna dire che questo caso ha meritato la difficile e approfondita ricerca di cui è stato oggetto. Indagare sulla vita di Perón per chiarire la vera identità non vuole assolutamente essere un atto scortese nei confronti del popolo argentino ne’ sminuire la figura del loro ex Presidente.
L’autore non valuta il Perón politico perchè non ha approfondito la conoscenza del suo operato e le sue idee, all’interno di questa ricerca accenna solo un piccolo profilo. Esprime però la personale considerazione dicendo che se é stato eletto democraticamente per tre volte vuol dire che per gli argentini qualche merito l’avrà pur avuto anzi, ancora oggi, lui ed Evita, la famosa venerata e dissacrata sua seconda moglie, rimangono due figure mitiche nell’intero panorama latino-americano. Ma non ha intenzione di celebrare o demolire nessun “mito”, vuole soltanto mettere in discussione una verità di interesse storico perché se tutto corrisponderà a verità un suo conterraneo, con il nome di Juan Perón, nel bene e nel male, è stato un protagonista della storia del 1900.
In uno dei libri di Enrique Pavòn Pereyra, biografo personale di Juan Perón, spicca in maniera enigmatica una frase dettata allo scrittore dall’esule argentino nella casa madrilena su come ha conservato gelosamente l’origine della sua natalità, si legge:

«…Io ho giocato con il mio destino una magica scommessa, sono riuscito fino ad oggi a conservare le mie origini come profondo segreto».

Al di là della fantastica storia che propone il libro “El Presidente” di Raffaele Ballore, un fatto importante accomuna i destini della Sardegna, dell’Argentina e le loro capitali: la città di Buenos Aires prende il nome dalla chiesa della Vergine della Buona Aria, patrona di Cagliari e venerata in tutta la regione sarda.

Foto da: www.logos.info
Website:www.mamoiada.org/paese/mamoiada/piras-peron-ita/
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