Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
Ultime Notizie:
Strip Sinistra
Strip Destra
Indicaci il tuo apprezzamento nei social network   
Condividi nei social network   
ARCHIVIO




"MIGRANTES PER L'EUROPA"
Dopo il grande successo a Cagliari, la mostra itinerante toccherà altri comuni della Sardegna

pubblicato il 28/06/2018 00:57:11 nella sezione "Arte e artigianato"
MIGRANTES PER LEUROPADopo il grande successo a Cagliari la mostra itinerante toccherà altri comuni della Sardegna
“Un momento di approfondimento necessario per capire e ampliare la sfera delle conoscenze di tutti sul fenomeno migratorio in un periodo delicato, attraversato da false verità e notizie infondate che alimentano paure ingiustificate e atteggiamenti che spesso sconfinano nell’intolleranza e nel razzismo. C’è bisogno di un’informazione corretta e di un ampio coinvolgimento dei giovani nelle discussioni che riguardano le migrazioni ".

Lo ha dichiarato Filippo Spanu, assessore agli Affari Regionali, nel corso della manifestazione voluta dalla Regione Sardegna "Nois, la Sardegna che accoglie" che si è tenuta a Cagliari il 23 e 24 giugno.
"Dobbiamo ricordarci che siamo un'isola al centro del Mediterraneo - ha ancora detto Spanu - e il nostro ruolo è importante. E poi tutti noi, sardi in primis, siamo sempre stati in viaggio: la migrazione fa parte della nostra storia, non dovremmo mai dimenticarlo” .
"Nois, la Sardegna che accoglie" è stato un evento ricco di incontri, discussioni e spettacoli che ha visto salire sul palco del Teatro Massimo rappresentanti delle istituzioni, studiosi di settore, giornalisti, scrittori e registi per dar vita a un confronto a tutto campo su un problema di drammatica e stringente attualità: il flusso migratorio verso l'Europa.

Il progetto "MIGRANTES PER L'EUROPA", finanziato ai sensi della L.R. 7/91 dalla Regione Autonoma della Sardegna e gestito dal circolo "Sardegna" di Bologna con il coordinamento di Antonio Gonario Pirisi, è stato particolarmente opportuno e apprezzato in questo contesto.

La mostra, ideata e curata da Luca Paulesu, è stata allestita da Mario Ledda e Giovanni Aru negli spazi della Mgallery, adiacenti al Teatro Massimo, quale ulteriore occasione di riflessione.

"MIGRANTES PER L'EUROPA" interpreta l'epocale fenomeno dell'emigrazione attraverso l'ottica dissacrante della satira, mettendo in scena una varietà di punti di vista che riflette il dibattito attuale.
I nuovi migranti, che fuggono dalla disperazione, da Stati tragicamente oppressivi e da terre dove carestie croniche non consentono la sopravvivenza, sono considerati sempre più dei concorrenti pericolosi per cittadini, stabili e non, che già risiedono all'interno dello spazio europeo. "Vorrei diventare cittadino italiano" - "amante del rischio?" è il sarcastico commento di Altan.

La paura di un'orda di migranti che invade il Paese ed entra in città, sino a profanare l'intimità della casa, è ben espressa dalla vignetta di Marco De Angelis in cui una coppia vede il proprio letto invaso da un barcone di profughi.

Il migrante economico e il rifugiato sembrano essere diventati i responsabili della chiusura delle frontiere intraeuropee e del ritorno ai nazionalismi, nonché dell’impoverimento del sistema di welfare.
La solidarietà fra gli Stati vacilla: i fondamenti stessi dell’UE vengono messi in discussione. Un indirizzo, questo, che rischia di privare il progetto europeo di ogni significato concreto.

La mostra vuole quindi evidenziare le contraddizioni tipiche del progetto europeo: il dualismo tra l’enunciazione dei principi e la loro applicazione; tra il centro del potere e le periferie nazionali; tra l’entusiastico programma di un’unione sempre più stretta fra i popoli conformemente al principio di sussidiarietà, a fronte delle afflittive misure economiche imposte da Bruxelles ai Paesi dell’Unione in crisi.
Degli oltre 500 milioni di cittadini membri dell'UE, più di 14 milioni hanno scelto di vivere in un Paese diverso dal proprio e alcuni Stati dell'Unione sono tornati a essere Paesi di emigrazione.

Le statistiche ci dicono che a partire sono soprattutto giovani istruiti e di alta professionalità. L'immagine di Agim Sulay, una delle più emblematiche della rassegna, rappresenta un europeo di mezza età - dall'abbigliamento e dai modi si capisce che ha passato tempi migliori - che sotto un lacerato poster pubblicitario dell'Europa chiede in ginocchio la carità nella pubblica via. È il gioco crudele della satira.
L’Europa si è ripiegata su se stessa e ha blindato progressivamente anche i suoi confini esterni. Non c’è più posto per i migranti.

Poco importa nel dibattito pubblico se l’Europa dimostra di avere bisogno della migrazione, e se ciò viene confermato dalle proiezioni demografico economiche prodotte dai Paesi del vecchio continente. Il direttore dell’INPS ci ricorda che gli immigrati hanno il merito di sostenere e garantire il sistema e la tenuta delle nostre pensioni? Ebbene, nella vignetta di Katerpillar la coppia di anziani commenta: che ce le paghino a casa loro!
Il martellamento mediatico anti-migranti di questi giorni è più forte di qualsiasi voce discorde.
L’Austria minaccia di militarizzare la frontiera - “A casa loro” -, e la Francia continua a presidiare il Frejus. Gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo chiudono i loro porti - “Stop all’invasione”.

L’Europa non riesce a esprimere una politica migratoria comune e qualsiasi tentativo di cooperazione si sgretola. L’incapacità delle istituzioni EU di trovare soluzioni concrete di unitaria riorganizzazione dei flussi, dei canali di accoglienza e di transito produce conseguenze drammatiche. Coloro che fortunosamente riescono ad attraversare il confine europeo, uomini, donne e bambini, rimangono straziati nel filo spinato certificato CE. L'illustrazione di Marco De Angelis merita una sosta di riflessione e induce a considerazioni amare.

Nessuno dei Paesi membri dimostra di voler rispettare le regole comunitarie di pianificazione del collocamento dei richiedenti asilo. I più indifesi fra gli individui del pianeta, protetti dalla Convenzione di Ginevra, dalle norme costituzionali e da numerose Direttive Europee, sono ridotti a balzello odioso da scaricare sugli altri: “Dobbiamo dividerci i profughi” – “Ok. Noi ne prendiamo mezzo”.

Se questa è l’Europa:“Sorry for Europe” dice il vignettista Mauro Biani. Non ci resta che scusarci, stando ben al di qua delle recinzioni, noialtri (cittadini).


Leggi per intero >

GIOIELLI DI PANE E ORO
La creatività di Francesca Bellu

pubblicato il 22/06/2018 23:14:55 nella sezione "Arte e artigianato"
GIOIELLI DI PANE E OROLa creatività di Francesca Bellu

di Barbara Martusciello

Francesca Bellu è PANEORO; PANEORO è frutto della sua creatività che si è nutrita – il verbo non è fortuito, come vedremo – della memoria, delle atmosfere, dei materiali, dei profumi e del folklore della sua terra: la Sardegna. Questa donna aggraziata, minuta ma solida, elegante senza sovrastrutture e soprattutto tenace e fiera, ha radici culturali fortissime e profonde e su queste è attecchita la sua produzione, che fiorisce dall’esigenza e dalla capacità manipolatorie della Bellu che le applica prima alla pittura e al segno e via via rende robuste, dando corpo a sculture da indossare.


Non si tratta di semplici monili ma di oggetti delicati e bellissimi che si portano su polsi e decolletè. Chi li crea e chi li accoglie e li sfoggia si distingue da scelte più commerciali od ordinarie per abbracciare niente di meno che la Storia: quella isolana, dei vestiti tradizionali, dei merletti, dei tappeti, della filigrana leggerissima e pregiata, delle cavalcate, delle spiagge e degli scogli, dei picchi montuosi, delle miniere, del mirto, dei fichi, degli olivastri millenari, dei dolmen, delle cave, dei campi; e del sole e delle spighe dorate che diventeranno grano e poi preziosa farina…: non a caso. Infatti, la materia portante con cui Francesca Bellu realizza i suoi lavori è assolutamente caratteristica e consiste nel… pane. Sì, proprio così.

E’ la mescolanza di farina e acqua – con leganti naturali e proporzioni studiatissimi: la formula è da lei brevettata ad hoc –, resa malleabile e permutabile, come fosse cera, o creta, a diventare base dei suoi gioielli che saranno poi arricchiti di altri elementi e accresciuti da citazioni. I suoi bracciali, pendenti e collier richiamano il sapere arcaico e popolare della sua terra: ad esempio, mimano gli scialli ricamati delle donne sarde e i polsini adornati e i bustini cuciti a mano che ancora si possono vedere orgogliosamente mostrati nelle sfilate e nelle processioni che mescolano sacro e profano nell’intera regione.

Questi suoi capolavori irripetibili fanno parte di un brend titolato PANEORO: nominazione coniata consapevolmente per avvicinare tante evidenze e anime; esse con il pane rappresentano la semplicità e il mito del focolare e, allo stesso tempo, la spiritualità rituale e l’idea della trasformazione, oltre che la durezza (della crosta) e la morbidezza (della mollica); con l’oro raccontano ciò che è inestimabile, è un emblema spagirico – si ribadisce quindi il concetto di trasformazione –, dimora nella terra (lì ha origine il metallo aureo) ma brilla come la luce del giorno.

PANEORO è una linea di gioie come un’esplosione di energia, piacere per gli occhi e lo spirito, dalla fattura singolare: sono realizzate con meticolosità quasi alchemica, con perizia artigianale e conoscenza artistica dalla Bellu, modellate una per una, dipinte – usando giallo d’elicriso, rosso di robbia e altri colori vegetali – e valorizzati per mezzo di una sfarzosa elaborazione che le rende speciali. Incroci di nastri colorati, piccole cesellature floreali, frange, rasi e sete, inserimenti luminescenti e incastonature di perle – ecco il suo immenso mare! – e pietruzze – ecco la sua aspra montagna! –, frammenti in pizzo, fili cromatici e metallescenti non mascherano però il pane, che è materia viva e metafora che sostanzia e potrebbe rendere quasi commestibili tali opere.

Il pane, dunque, che è costituente essenziale della nutrizione primaria e, allo stesso tempo, veicolo di storie e simbologie di intere comunità da secoli, pure connesso ai culti – come il pane cerimoniale, per esempio –, è presente nella vita della Bellu anche attraverso il suo sguardo sull’arte: innanzitutto più strettamente di appartenenza, come può esserlo quella di Maria Lai. Lei, l’artista di Ulassai che usava fili e tramature e voleva “ricucire il mondo”, aveva realizzato molte opere a forma di pani e riteneva che la scultura in toto, anche per il rendimento della creta, avesse a che fare con la pasta-madre. Questo pensiero e la sua concretizzazione è chiaramente parte dei punti di riferimento di Francesca Bellu che li amalgama alla sua maniera: dopo aver decontestualizzato e ricontestualizzato tutte queste congiunzioni, produce la sua serie di Jewelry che si arricchisce sempre di pezzi nuovi, tutti disegnati da lei, seguendo una scelta di autoproduzione pregiata e legata all’ispirazione.

Francesca si apre quindi alla fruizione di quanti apprezzano questo suo operoso procedere, quasi elegiaco perché davvero, se “Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, /di gente che ama gli alberi e riconosce il vento / (…)”*, necessitiamo anche di chi ha una sensibilità di simile specie per fabbricare manufatti immaginifici: non per solo abbellimento, ma per indossare, attraverso tali esclusive sculture portatili, un distillato di innovazione e tradizione, di atavico e assolutamente nuovo. La bellezza è fatta anche di queste dicotomie che, infatti, PANEORO esprime e risolve in forme, quasi regali, di ariosa armonia.

* Franco Arminio, in: Geografia commossa dell’Italia interna, 2013
Leggi per intero >

UN ARBRESH MOLTO AMICO DEI SARDI

pubblicato il 13/06/2018 23:06:34 nella sezione "News e curiosità"
UN ARBRESH MOLTO AMICO DEI SARDI


ISOLAS, organo ufficiale dell’ACSIT di Firenze ha conosciuto, in anni non molto lontani, la gioia di avere Ettore Marino come editorialista e direttore. Non è per amicizia o retorica che parliamo di gioia, ma per la qualità speciale dei suoi articoli, che riuscivano a divertire e far riflettere il lettore parlando di qualsiasi argomento. Marino è un arbresh, cioè un albanese d’Italia. Bisogna infatti sapere che il Meridione della nostra penisola è punteggiato da non poche antiche colonie albanesi.




Vero amico dei sardi, stava sempre con noi, elogiava le nostre virtù e bonariamente punzecchiava il nostro più grave difetto, ossia il fatto che riusciamo a infilare la Sardegna anche in discorsi riguardanti la fisica atomica, le guerre tra la Persia e la Grecia, o le ipotesi circa l’estinzione dei dinosauri...

Ebbene, di Ettore Marino la casa editrice Donzelli ha di recente pubblicato la “Storia del popolo albanese”, che ci siamo affrettati a leggere e rileggere e che consigliamo vivamente! In meno di 200 pagine l’autore ci fa percorrere un viaggio dalle origini illiriche del popolo in oggetto, alle varie invasioni dall’Albania patite, all’epico momento di eroismo impersonato da Giorgio Kastriota Skanderbeg, alla plurisecolare dominazione turca. Vi è poi l’indipendenza (1912), la travagliata nascita dello Stato, riconosciuta a stento dagli Stati vicini; la monarchia di Zog, l’invasione italiana (1939), la guerra, la Resistenza; il rigido e protratto esperimento stalinista di Enver Hoxha, la caduta del regime, il multipartitismo, i momenti di caos, gli esodi, le ipotesi di secessione. Il percorso si chiude con un lucido e speranzoso sguardo sulla situazione attuale, con i suoi chiari segni di normalizzazione e di rinascita. Agli albanesi che stanno oltre confine (Montenegro, Kosova, Macedonia, Grecia) l’autore dedica la sua giusta attenzione, così come fa con gli albanesi d’Italia (Arbreshë).

Nel quindicesimo secolo, guidati da Skanderbeg, gli albanesi, cattolici o ortodossi che fossero, si opposero eroicamente ai turchi. Col tempo, due albanesi su tre divennero musulmani. Quattro furono quindi le loro confessioni: Cristiani cattolici, Cristiani ortodossi, Musulmani sunniti, Musulmani bektashì. Ebbene, Enver Hoxha metterà Dio stesso fuori legge, facendo dell’Albania il primo Stato ateo al mondo.

Come si vede già da questi pochi cenni (ma il libro è invero assai più ricco), la storia e la realtà di cui si tratta risultano molto complesse. Fedele al costume di non far mai retorica, degli albanesi, balcanici o d’Italia, l’autore indaga e definisce l’identità, ne dice i meriti, ne prende simpaticamente in giro i difetti. A noi sardi può tornare utile e grato sapere che le popolazioni montane d’Albania hanno vissuto per secoli, e ancora in qualche modo vivono, secondo codici consuetudinari che presentano analogie col Codice barbaricino. Al diritto consuetudinario albanese è dedicato un capitolo apposito.

Consigliamo al lettore di leggere due volte la “Storia del popolo albanese” di Ettore Marino: la prima per la ricchezza della lingua e la bellezza dello stile, la seconda per conoscere appieno le vicende di questo popolo guerriero, poco amato dagli slavi e dai greci, e che, per protratti e complessi rapporti con Venezia e col Regno di Napoli, è stato sempre strettamente legato all’Italia.


Leggi per intero >
Clicca sui numeri per scorrere le news
1
Offerte Sardinia In scopri la sardegna in vacanza
Cerca negli articoli

ULTIME NEWS PER CATEGORIA
News e curiosità
IL TERRITORIO GALLURESEParticolarità del nord-est della Sardegna
UN ARBRESH MOLTO AMICO DEI SARDI
ETIMOLOGIA DEL NOME DELLASINARA
SARDEGNA E TIRRENIA La suggestione storico-linguistica allinterno della questione etrusca.
LA VICENDA DELLE CARTE DI ARBOREAUnappassionante caso dellottocento sardo.
Sport e natura
TREKKING NEL CUORE DELLA SARDEGNASei giorni immersi nella natura del Supramonte
YOGA AL TRAMONTO SULLA GRANDE GIARAUna giornata di cultura e rilassamento
ESTRAZIONE DELLE ESSENZE: ACQUA AROMATICA DI INULA
SCUOLA DI VELA SECONDO IL METODO VELAMARE
AUTUNNO ED INVERNO IN SARDEGNA
Luoghi religiosi e musei
IL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI GONARE
Chiesa di SantElia
Il museo del bisso
Il museo del vino a Berchidda
La via dei Santuari
Enogastonomia
I LABORATORI KOENDILa cucina le ricette ed i racconti.
BIRRE ARTIGIANALI DELLA SARDEGNAPresentata la guida sabato 26 Novembre
LA GALLURA DAI VINI DOROIl 7 Giugno a San Quirico dOrcia
TASTE OF EXCELLENCE ACCENDE LA MARINA DI PORTO CERVOContinuano le degustazioni gratuite e le cene stellate nel cuore della Costa Smeralda
CULINGIONIS DE MENDULA
Circoli Fasi
QUARTA EDIZIONE DI VISIONI SARDEIl bando di concorso per corti e documentari sardi.
L’ARTE DI BONARIA MANCA DAI NURAGHE ALLA TERRA ETRUSCA Il 21 e il 22 Maggio a Tuscania.
LA CAMPAGNA DI CROWFUNDING PER SALVARE LISOLA DI BUDELLISu Nuraghe incontra Max Zegna
EL VAGN E PER ANNA VINCONO I PRIMI PREMI DEL CONCORSO VISIONI SARDE
SVELATI I FINALISTI DI VISIONI SARDESono nove e saranno distribuiti nel Continente a cura della FASI
Spiagge
CALA DOMESTICAUna delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
SPIAGGIA DI MANGIABARCHE
IS PRANEDDAS
SPIAGGIA DI TUEREDDA
SPIAGGIA DI CALA BANANA
Eventi e feste
L’ARTE NERA. IMPRIMATUR ET REPRIMATURDal 7 ottobre al 19 novembre 2017 al Museo Naturalistico del Territorio G. Pusceddu
SAGRA DELLE MANDORLEA Baressa Sabato 9 / Domenica 10 Settembre 2017
PRIMAVERA NEL MARGHINE A BORTIGALIDue giornate ricche di tradizioni cultura delizie gastronomiche e... primati!
A TUSCANIA CON BONARIA MANCA
CAGLIARI SUONARassegna di musica da cameradal 27 al 30 dicembre 2015
Arte e artigianato
MIGRANTES PER LEUROPADopo il grande successo a Cagliari la mostra itinerante toccherà altri comuni della Sardegna
GIOIELLI DI PANE E OROLa creatività di Francesca Bellu
100 ANNI NEL SEGNO DI GALEPA Casale di Pari si ricorda la figura di Galep celebre fumettista di origini sarde.
LASSA SAS BRULLAS DI LORENZO VACCA Il 5 Agosto a Lodine
MAGIA E POESIA DEL VINOConcorso di pittura estemporanea
Mangiare
RISTORANTE LOUNGE BAR AND DELIUn mix di eccellenze targate Sardegna per l’Aqua Lounge
SA MANDRA AGRITURISMO
Ristorante trattoria Balcana
Seadas e ravioli sardi di patate formaggio e menta in Indonesia
Il ristorantino di Bosa VerdeFiume
Dormire
OLIVASTRI E LENTISCHI MILLENARIPer una vacanza in pieno relax sul lago di Liscia.
IL MIGLIOR RESORT MEDITERRANEO 2014Chia Laguna Hotel premiato al World Travel Awards
HOTEL RIVIERA
LA NOSTRA TERRASardigna
Settimana del Baratto 18-24 Novembre 2013. Ecco tutti i B&B aderenti in Sardegna
Archeologia
NURACHI o NURAXINIEDDUVarie tipologie nuragiche.
IDEE INNOVATIVE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE E GITE SCOLASTICHELaboratori didattici per le scuole e per le famiglie
BENTORNATI A CASANurnet  e il gruppo Archeologia della Sardegna acquistano quattro bronzetti alla vergognosa asta di Londra.
A MONTE PRAMA UN ALTRO GIGANTEStraordinario: stavolta è intero
GIGANTI DI PRAMA TRA TOMBAROLI E NUOVE STATUE
Storie e leggende
PERCHE I SARDI BEVONO COSI TANTA BIRRA?
SU TIRAZZU
Sas dies imprestadas ed i giorni della merla
La breve emigrazione della mia famiglia. Stralci di ricordi
Rivivere la storia
Musica e poesia
TUTTO PRONTO PER IL PREMIO ANDREA PARODI 2015Un fitto programma dall8 al 10 Ottobre a Cagliari.
AL VIA IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODILunico concorso italiano di World Music
FABRIZIO DE ANDR CANZONI NASCOSTE STORIE SEGRETE.Il libro di Walter Pistarini
SCADE IL 31 LUGLIO IL BANDO DEL PREMIO ANDREA PARODILunico concorso Italiano di World Music
TRACCE DI TE VIAGGIO NELLA MUSICA DI FRANCESCO RENGAIl legame del cantautore alla Sardegna nel ricordo della madre.
Luoghi da vedere
UN VIAGGIO A TINNURAConosciuto come il paese dellarte
LA MINIERA DI MONTE VECCHIO
PERCHE’ VISITARE PATTADA?
LISOLA DI MAL DI VENTRE
SARDEGNA IN CAMPEGGIOSegreti per un viaggio a 5 Stelle
Sub e nautica
IL CAPODOGLIO ALBINO NEL CANYON DI CAPRERA
IMMERSIONE NELLA GROTTA DI NEREO
LA NAVE DELLISOLA DEI CAVOLI
DUE FOTO DEL MARE SARDO VINCONO PREMIO INTERNAZIONALE
Il Relitto del Clan Ogilvie