Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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REGNUM SARDINIAE ET CORSICAE
Dal Regno di Sardegna e Corsica alla Repubblica Italiana.

pubblicato il 30/07/2017 16:29:04 nella sezione "News e curiosità"
REGNUM SARDINIAE ET CORSICAEDal Regno di Sardegna e Corsica alla Repubblica Italiana.
di Attilio Leone

Nell'anno 1297 Papa Bonifacio VIII istituì il "Regnum Sardiniae et Corsicae", cioè il Regno di Sardegna e Corsica, concedendone la sovranità al re Giacomo II d'Aragona (l'Aragona era un importante stato della parte nord-orientale della penisola iberica).
Fino ad allora la Sardegna era divisa politicamente in Giudicati, anche se si può ipotizzare che, forse, formalmente facesse ancora parte dell'Impero Romano d'Oriente. Non era la prima volta che un Papa si occupasse delle cose della Sardegna: ricordiamo le numerose lettere che Papa San Gregorio Magno, Pontefice dal 590 al 604, aveva scritto per regolamentare le cose sarde. E non si trattava nemmeno del primo regno di investitura papale.
Istituito il Regno di Sardegna e Corsica, gli aragonesi faticarono non poco per rendere effettiva la costituzione di questo nuovo stato, giacché i Giudici di Sardegna e gli interessi pisani e genovesi costituivano un ostacolo. E del resto la Corsica non fu mai conquistata dai sovrani aragonesi e rimase in mano alla Repubblica di Genova, salvo poi finire nel Settecento alla Francia, nonostante la sua italianità linguistica di allora e la sua formale appartenenza al regno sardo.
Nel 1720 il Regno passò alla dinastia dei Savoia e, nel 1847, venne realizzata la cosiddetta Fusione Perfetta, in base alla quale tutti i territori appartenenti alla Casa Savoia vennero parificati politicamente e amministrativamente. Torino era la capitale dello stato, che comunque continuava a chiamarsi Regno di Sardegna.
Dopo la Seconda Guerra d'Indipendenza e l'impresa dei Mille, allorché gran parte delle regioni italiane avevano aderito, mediante plebisciti, al Regno di Sardegna, il 17 Marzo 1861 Vittorio Emanuele II (fino a quel momento re di Sardegna) venne proclamato re d'Italia a Torino dal Parlamento: ma, come si vede, mantenne il numerale di "secondo" (Vittorio Emanuele II), facendosi così riferimento alla numerazione dei re di Sardegna. L'antico "Regnum Sardiniae et Corsicae" era divenuto Regno d'Italia. Come costituzione del regno italiano rimase in vigore lo Statuto Albertino, che era stato concesso nel 1848 dal re di Sardegna Carlo Alberto.
Con il referendum del 2 Giugno 1946, come è noto, la maggioranza degli italiani scelse la Repubblica e, da allora, lo stato italiano, di conseguenza, viene denominato Repubblica Italiana. Al posto dell'antico Statuto Albertino, nel nuovo stato repubblicano il 1° Gennaio 1948 entrò in vigore l'attuale Costituzione della Repubblica Italiana, che è una costituzione molto più "rigida" rispetto alla precedente , in quanto richiede una procedura complessa per poter essere modificata.

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CALA DOMESTICA
Una delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
sardegna (carbonia-iglesias) buggerru

pubblicato il 30/07/2017 16:13:52 nella sezione "Spiagge"
CALA DOMESTICAUna delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
Nella costa sud-ovest della Sardegna, ai confini del Sulcis, c’è una splendida baia incorniciata da alte falesie e dominata da una torre spagnola, dove storia mineraria e natura selvaggia si fondono in un unico scenario.

Fino al 1940 da qui si imbarcavano minerali estratti dalle miniere. Come un vero e proprio museo di archeologia industriale a cielo aperto, Cala Domestica, a sud di Buggerru, da cui dista due chilometri, conserva rovine di magazzini, depositi e gallerie scavate dai minatori. Una di esse sulla destra della cala conduce a una seconda caletta appartata, quasi intima, detta appunto La Caletta.
La cala maggiore è una profonda e deliziosa insenatura, quasi un fiordo, con un’ampia e riparata spiaggia di sabbia dai colori tra il bianco, l’ambrato e il dorato, soffice e compatta. Piccoli arbusti di macchia mediterranea spuntano sulle dune alle spalle della distesa di sabbia. Davanti, si affaccia un mare tra i più belli della Sardegna, dai colori turchese e azzurro.
Le imponenti e bianche falesie calcaree che delimitano la spiaggia danno la sensazione di stare in un angolo di paradiso, dove la natura incontaminata la fa da padrone. Il fondale è basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio al largo e vicino ai promontori. Non esiterai a metterti la maschera e immergerti per ammirare la straordinaria ricchezza sottomarina, con una grande varietà di pesci che nuotano nell’acqua cristallina. Non a caso è particolarmente apprezzata da quanti praticano pesca subacquea. Cala Domestica ha un ampio parcheggio, anche area di sosta per i camper, punto ristoro, passerella d’accesso e un camping. È dominata dall’alto da una torre spagnola del XVIII secolo, alta circa 10 metri, da cui ammirare panorami inimitabili: la raggiungerai sul promontorio a sinistra del litorale attraverso un sentiero che parte della spiaggia. Fu usata nel XX secolo durante la seconda guerra mondiale come torre d'avvistamento.
Vari tratti della costa attorno ti affascineranno: vicino al centro abitato, alla destra del moderno porticciolo turistico, spunta la spiaggia di Buggerru, sabbia fine e morbida che si affaccia sul mare limpido e azzurro (premiato da Legambiente e Touring Club). Il paese sorge su un ex villaggio minerario, risalente al 1864, sovrastato dall’uscita della Galleria Henry, un tempo percorsa da un treno a vapore che trasportava il minerale estratto, oggi attrazione turistica. A nord del paese troverai le dune sabbiose di san Nicolao, alle cui spalle spunta rigoglioso un rimboschimento di pini, area verde perfetta per escursioni in mountain bike.
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ALCUNE CONSIDERAZIONI SULL'IDIOMA SARDO
La parlata sarda oggi come lingua.

pubblicato il 28/07/2017 00:22:53 nella sezione "News e curiosità"
ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLIDIOMA SARDOLa parlata sarda oggi come lingua.
di Attilio Leone

Le parlate sarde sono oggetto di studio da molto tempo e, nella gran parte dei casi, oggi il Sardo, nel suo insieme, viene definito come una lingua.

Non ci sono dubbi che le due principali componenti dell'idioma sardo, il Campidanese e il Logudorese, frammentate in molteplici varietà locali, abbiano delle caratteristiche di fonetica, di lessico e di morfologia che fanno del Sardo neolatino una componente ben individuata all'interno delle lingue derivate dal Latino. E, con ogni probabilità, molte delle particolarità del linguaggio della Sardegna, a livello di vocaboli e di forme grammaticali, sono conseguenza della fonetica sarda. Del resto anche le altre parlate sarde, come Sassarese e Gallurese che affinità con i dialetti della Corsica, hanno ormai acquisito una fonetica, cioè una pronunzia, tipicamente sarda.

Ma, a differenza del Còrso, che presenta caratteri tipici delle parlate italiane centro-meridionali (che vanno dalle Marche alla Sicilia), il Sardo, come detto, difficilmente può essere collocato in altri gruppi. A livello fonetico presenta la sonorizzazione delle consonanti sorde intervocaliche, tipica delle parlate neolatine di sostrato celtico (per esempio "logu", dal latino LOCUM); presenta pure la permanenza della -S finale del plurale, come le parlate dell'area neolatina occidentale, anche se la pronunzia della -S finale in Sardegna viene seguita generalmente dalla ripetizione della vocale che la precede (per esempio "ròsasa", cioè "le rose": si tratta della cosiddetta vocale paragogica, che solitamente si aggiunge in Sardo a tutte le consonanti finali di parola). Comunque, l'insieme che deriva da tutte le peculiarità del parlare sardo lo rende un'entità a sé stante nel panorama dei linguaggi romanzi, cioè neolatini.

Il dubbio che, invece, ci vogliamo porre è se si possa parlare di lingua sarda. Tutto ruota sul significato che si attribuisce al termine "lingua". Se per lingua intendiamo un particolare gruppo linguistico, allora anche il Sardo, con le sue varietà, è una lingua. Ma in tal caso non potremmo, ad esempio, chiamare "lingua" il Moldavo (che pure è una lingua ufficiale), giacché per molti glottologi è una variante del Rumeno. Allora il termine "lingua" è ambiguo e probabilmente inopportuno. E' preferibile definire "lingua" ogni linguaggio che ha assunto un carattere ufficiale (o simile) e che dunque, per questa sua caratteristica, ha perso la mutevolezza dei dialetti di uso esclusivamente parlato, sottoponendosi invece a regole fisse e vincolanti. Si pensi al Toscano trecentesco divenuto Italiano nel corso dei secoli, con regole obbligatorie per tutti i parlanti. Anche il dialetto napoletano potrebbe, per esteso, essere definito oggi come lingua, giacché il suo uso è divenuto tipico di un particolare genere musicale, la canzone napoletana appunto, che trova autori anche al di fuori dall'ambito strettamente partenopeo.

Viceversa il Sardo non ha oggi un uso ufficiale o affine, per cui sembrerebbe preferibile parlare di "gruppo linguistico sardo", che costituisce un gruppo a sé nell'ambito degli idiomi derivati dal Latino. Invero il Sardo (come pure il Siciliano) è stato lingua nel passato, quando ha avuto un uso ufficiale: basti pensare alla trecentesca "Carta de Logu". Ma poi, nel tempo, non è stato più utilizzato come idioma ufficiale. Oggi, se vuole riconquistare il nome di "lingua", deve tornare ad assumere un uso di carattere ufficiale.



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CAGLIARI PAESAGGIO
Mostre e performance e 4 giorni di meeting – dal 27 al 30 luglio - con teorici e architetti del paesaggio di rilievo internazionale.
sardegna (cagliari) cagliari

pubblicato il 26/07/2017 23:18:25 nella sezione "News e curiosità"
CAGLIARI PAESAGGIOMostre e performance e 4 giorni di meeting  dal 27 al 30 luglio - con teorici e architetti del paesaggio di rilievo internazionale.
Cagliari, luglio 2017 - Teatro Comunale di Castello e sedi varie

La città sarda per tutto luglio 2017 protagonista e suggestivo palcoscenico di una piattaforma di riflessione sul tema nodale del paesaggio
e sul rapporto tra uomo e natura.

Tra gli ospiti: João Nunes , Michael Jakob, Barbara Aronson, Els Verbakel, Günther Vogt, Henri Bava, Christophe Girot, Franco Farinelli, Peter Latz, Pedro Campos Costa, João Gomes da Silva, Atelier F/C Arquitectura Paisagista, Baldios Arquitectos Paisagista, Studio Raumlabor e tanti altri.

Momenti dedicati a “Cinema e Paesaggio”, con Gianfranco Cabiddu, Salvatore Mereu, Giovanni Columbu e Enrico Pau, e alla “Fotografia e Paesaggio” con Salvatore Ligios, Giovanni Chiaramonte e Paola De Pietri.

I profondi cambiamenti socio-economici e i processi di globalizzazione in atto nella società odierna stanno determinando trasformazioni non solo nell’organizzazione territoriale e nella localizzazione delle attività, ma nello stesso legame tra società e risorse ambientali, persone e luoghi di vita e, dunque, tra uomo e ambiente. Di qui la necessità di ripensare i Paesaggi e il nostro modo di viverli, interpretarli, progettarli e comunicarli.
Lanciare nuovi sguardi, introdurre nuovi strumenti concettuali e un diverso linguaggio, innovare le pratiche di intervento sul territorio sono ormai necessità impellenti, così come è una priorità dell’architettura – e di tutta la società occidentale, dopo anni di disattenzioni e devastazioni - ripensare il rapporto tra uomo e natura, avviare una diversa dialettica tra i processi antropici e quelli naturali.

Cagliari, città dal profilo urbano e ambientale complesso e ricchissimo, mette al centro dei suoi interessi e di una più ampia riflessione proprio i Paesaggi – umani, naturali, urbani, paesaggi culturali e dell’anima – proponendo a luglio 2017 la prima edizione di CagliariPaesaggio: un mese di eventi diffusi in tutta la città che culminerà, dal 27 al 30 luglio, in quattro giorni di meeting con teorici e architetti del paesaggio di ambito internazionale, amministratori pubbliciI e intellettuali, che a qui si confronteranno sui diversi aspetti del tema.

Una piattaforma di dialogo che nella prima edizione vede tra i suoi ospiti principali - oltre al famoso architetto e paesaggista portoghese João Nunes, “padre spirituale” della manifestazione, che a Cagliari ha firmato il progetto del Parco urbano di Sant’Elia - anche Michael Jakob, Barbara Aronson, Günther Vogt, Els Verbakel, Henri Bava, Christophe Girot, Franco Farinelli, Peter Latz, Pedro Campos Costa, João Gomes da Silva, Atelier F/C Arquitectura Paisagista, Baldios Arquitectos Paisagista, Studio Raumlabor.

“Cagliari ha le caratteristiche necessarie per candidarsi a diventare, nei prossimi anni, uno dei luoghi nodali del dibattito sul paesaggio: una città la cui complessità offre innumerevoli occasioni di indagine e riflessione sul rapporto tra uomo e natura” spiega Paolo Frau assessore alla cultura e al verde pubblico del capoluogo sardo. “E’ innanzitutto una città molto antica, che porta evidenti le tracce dei millenni che l’hanno attraversata lasciando il segno di continue sovrapposizioni e trasformazioni, ed è posta al centro di un sistema ambientale di straordinaria complessità. Infine, per la sua posizione geografica, si pone potenzialmente come osservatorio privilegiato delle trasformazioni che in questo ambito si stanno realizzando nell’area del Mediterraneo e nel mondo”.

Richiama il volo dei fenicotteri il logo della manifestazione promossa dal Comune di Cagliari e dall’Università degli Studi di Cagliari-DICAAR, con la Fondazione di Sardegna: quei fenicotteri che hanno colonizzato con oltre 20.000 esemplari le zone umide di Cagliari nonostante l’intervento dell’uomo le avesse potentemente trasformate, realizzando saline e vasche salanti.
Un miracolo, in un’area fortemente urbanizzata, divenuto uno dei simboli della città, ma anche del dialogo tra paesaggio naturale e paesaggio antropico.

Proprio questo dialogo, necessario ma non scontato, sarà il tema centrale della giornata d’apertura del meeting, il 27 luglio al Teatro Civico di Castello, con una conversazione sul paesaggio tra João Nunes, l’architetto e paesaggista svizzero Günther Vogt e Michael Jakob. Professore di Storia e Teoria del Paesaggio al Politecnico di Losanna (EPFL) e presso la Scuola di Ingegneria di Ginevra-Lullier (HEPIA), Professore Ordinario di Lettere Comparate all’Università di Grenoble
nonché visiting professor presso la BIARCH di Barcellona – e con una successiva riflessione sulla “costruzione” della natura, che vedrà anche il
coinvolgimento del geografo Franco Farinelli.

Seguiranno, nei giorni successivi, tavole rotonde e dialoghi su differenti fronti: da “II progetto del Paesaggio” con riflessioni su Gerusalemme, Cagliari e Taranto; a “Paesaggio e Città” che metterà Milano al centro della discussione; da “Politica e progetto urbano” con interventi di Marco Romano, Nicola di Battista, Antonio Longo e João Nunes, a “Paesaggio e produzione” in cui si spazierà dal paesaggio rurale della Sardegna a quello agricolo dell’Alentejo fino ai paesaggi minerari.

Lungo tutto il mese di luglio CagliariPaesaggio sarà infatti arricchito da eventi, mostre, allestimenti, performance che vedranno gli esponenti del mondo culturale e dello spettacolo misurarsi con scenari naturali e urbani della città,
confermando riconosciute valenze paesaggistiche
o indicando nuove potenzialità di ambiti oggi trascurati.

Dal teatro di prosa all’interno dei parchi, al teatro di figura nei giardini, gli incontri filosofici sul paesaggio dedicati a grandi e bambini, la musica delle launeddas nello scenario industriale della Manifattura Tabacchi, le performance in spiaggia e i concerti nelle piazze. E ancora, le passeggiate al tramonto negli spettacolari scenari del Parco di Molentargius e in quello di Tuvixeddu o le passeggiate letterarie lungo diversi percorsi della città.

Di CINEMA e di FOTOGRAFIA in rapporto con il Paesaggio si parlerà invece rispettivamente il 24 e il 25 sera, sempre al Teatro Comunale di Castello alle ore 19.00.

A confrontarsi in un colloquio pubblico sul diverso rapporto tra opere filmiche e paesaggio saranno il regista Gianfranco Cabiddu - che ha ambientato sull’Isola dell’Asinara la sua ultima fatica “La stoffa dei sogni” - Salvatore Mereu, Giovanni Columbu e Enrico Pau che, con “L’accabadora” (2016) uscito nelle sale nell’aprile di quest’anno e con una Cagliari del ‘43 sotto i bombardamenti, ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui la menzione speciale ai Nastri d’Argento
(premi del sindacato nazionale giornalisti cinematografici)
per il cinema indipendente e di qualità.

Salvatore Ligios, Giovanni Chiaramonte e Paola De Pietri saranno invece protagonisti, la sera successiva, dell’incontro sul rapporto tra arte fotografica e paesaggio.

Non mancheranno neppure le MOSTRE a proporre chiavi di lettura del paesaggio di sapore diverso: saranno una decina, ospitate in luoghi istituzionali come Palazzo di Città e l’EXMA, ma anche in siti e location inusuali come i negozi del centro storico di Cagliari. Tra le riflessioni di ambito architettonico spicca la mostra “L’architettura del paesaggio in Svizzera” - The Swiss Touch in Landscape Architecture, mostra che sta girando l’Europa dedicata al Paese ospite della manifestazione, e che documenta le realizzazioni esemplari di paesaggisti e architetti elvetici. Curata da Michael Jakob per la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia, la mostra verrà inaugurata alla presenza dell’ambasciatore svizzero in Italia.

I paesaggi urbani e rurali della Sardegna tra gli anni i ‘50 e ‘60 del Novecento sono invece protagonisti di un’esposizione di grande fascino - “Paesaggio e identità. Storie di luoghi, di donne e di uomini. I GRANDI FOTOGRAFI DELLA MAGNUM IN SARDEGNA ” che s’inaugura il 21 luglio a Palazzo di Città,
promossa dai Musei Civici di Cagliari.

La Magnum Photos, la più nota agenzia fotografica al mondo, presenta, per la prima volta, in un’unica esposizione, gli scatti realizzati in Sardegna dai suoi reporter più famosi fra il secondo dopoguerra e gli anni sessanta del Novecento. Le fotografie di Henri Cartier-Bresson, David Seymour, Werner Bischof, Leonard Freed, Ferdinando Scianna - sessantotto immagini in tutto - immortalano l’Isola nel momento del delicato passaggio da una cultura tradizionale alla cosiddetta “modernità” e fanno da controcanto, nel percorso museale recentemente rinnovato nella sede civica di Castello, alle visioni identitarie del territorio restituite dagli artisti del Novecento della Collezione Sarda (Foiso Fois, Hoder Claro Grassi, Aligi Sassu, Ubaldo Badas, Giuseppe Biasi, Pietro Antonio Manca, Stanis Dessy, Melkiorre Melis, Costantino Nivola e Pinuccio Sciola): percorso che ha il suo punto di arrivo, o di partenza, nell’opera di Maria Lai Come Daphne (1999), per la prima volta esposta al pubblico nell’atrio del museo, così da essere liberamente fruibile a tutti.

Immagine identitaria, paesaggio dell’anima anche in un’altra mostra fotografica: “Sale, Sudore, Sangue” di Francesco Zizola, antropologo e fotoreporter italiano vincitore del World Press Photo of the Year nel 1996 e secondo nella sezione “Contemporary issue” del WPP del 2016 ,che si terrà dal 18 luglio presso l’EXMA, Centro Sperimentale per le Arti e le Culture Contemporanee di Cagliari dove saranno esposti i lavori dell’artista sardo che raccontano l’antico metodo di pesca del tonno rosso, la cui origine risale alla dominazione araba.

Altro è il paesaggio che emerge infine dalle viscere della terra, che si nasconde sotto i nostri piedi, che sfugge al visibile. “Cagliari sotto” di Marco Mattana mostra attraverso 100 foto – dall’8 luglio al SEARCH di Cagliari - le cavità più significative raccontando il mutare della città sotterranea in quasi 3000 anni.

“Uno sforzo congiunto di tutta Cagliari. Siamo orgogliosi – sottolinea l’assessore Frau - che già in occasione di questa prima edizione diversi tra i più prestigiosi architetti del paesaggio e teorici della materia abbiano accettato il nostro invito. È per noi solo una base di partenza perché è nostra intenzione lavorare alacremente affinché questo evento cresca e si rafforzi nel tempo diventando un punto fermo nell’agenda di chiunque sia interessato a questi temi”.
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