Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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Elva Lutza e Ester Formosa incantano Firenze

pubblicato il 30/08/2013 14:57:11 nella sezione "Musica e poesia"
Elva Lutza e Ester Formosa incantano Firenze
Il duo sassarese e la cantante catalana protagonisti del quarto appuntamento de "S'Istadi in musica cun s'ACSIT".

di Mattia Lilliu

Non si vedevano da quindici anni. Ma, due anni e mezzo fa, Nico Casu e Gianluca Dessì si rincontrano e iniziano a scambiarsi diversi dischi con l'idea di formare una grande orchestra popolare. Così parte l'avventura, in diverse piazze sarde, di una formazione musicale composta da sette elementi accompagnati da una danzatrice del ventre. Poi, nel novembre 2011, la svolta: partecipano come duo al Premio Andrea Parodi e incantano giuria e pubblico. La tromba di Nico Casu e la chitarra di Gianluca Dessì si sposano alla perfezione, offrendo un'alchimia musicale inimitabile e originale allo stesso tempo. L'indiscussa vittoria dà inizio all'escalation verso il successo, con l'uscita di un disco, l'inizio di collaborazioni importanti fra cui Elena Ledda, Ester Formosa e Kaballà e una serie di concerti, più di novanta, in tutta l'Italia. Il loro segreto? Fare della musica una vera e propria magia, far sentire al pubblico l'odore dell'erba magica, dell'erba delle fate, o meglio, dell'Elva Lutza che dà, appunto, il nome al duo sassarese. Un duo che venerdì 23 agosto, in compagnia di Ester Formosa, ha stregato il pubblico fiorentino presente alla Limonia di Villa Strozzi nel corso del quarto appuntamento della prima edizione della manifestazione musicale "S'Istadi in musica cun s'ACSIT". Il loro concerto è stato un vero e proprio viaggio nella musica tradizionale di varie regioni dell’Europa e non solo: le sonorità dei balli sardi si sono mescolati insieme a tonalità che richiamavano la musica celtica, bretone e rumena, passando per l'Africa. Un mix variegato, frutto di lunghe ricerche artistiche e di lunghi viaggi di vita che i due musicisti hanno compiuto negli ultimi vent'anni. "Come definire la nostra musica? La commistione di jazz, musica tradizionali e canzoni d'autore danno luogo ad un genere che potremmo definire un folk d'autore" dichiara Gianluca Dessì a fine serata, che aggiunge: "Siamo molto soddisfatti per come è andata questa serata. E lo siamo soprattutto perché il pubblico ha gradito e noi ci siamo divertiti parecchio". "Non avevo mai sentito gli Elva Lutza dal vivo e sono rimasta particolarmente colpita dal loro capacità artistica", ha commentato Fiorella Maisto, presidente dell'Associazione Culturale dei Sardi in Toscana, che conclude: "E' stato bello poterli ospitare nella nostra manifestazione musicale e dare spazio a giovani di talento meritevoli come loro".

Fonte: ACSIT
Associazione Culturale Sardi in Toscana VAI AL SITO

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La collina di Giovanni Lilliu

pubblicato il 29/08/2013 09:49:41 nella sezione "Archeologia"
La collina di Giovanni Lilliu
Certo, lui non si sarebbe mai aspettato che quella montagnola si potesse rivelare come uno di quei tell, tanto diffusi nella mezzaluna fertile, che celano imponenti testimonianze millenarie. Che li ci fosse un nuraghe era noto. Il nome stesso di quel piccolo rilievo, Brunku Su Nuraxi, la diceva lunga, con quell’articolo determinativo “su” (il-lo) a stabilire che lì stava il centro di quel sistema di torri di cui era disseminato il territorio. Ancora non si sapeva che il fratello minore di quel castello che stava per essere riportato alla luce, giaceva nelle fondamenta della cinquecentesca Casa Zapata, al centro del paese, adiacente alla Parrocchiale e per questo denominato Nuraxi ‘e Cresia, il nuraghe della chiesa.

Quella montagnola, per Giovanni Lilliu, era un’ossessione da sempre, ancor prima che si affermasse in lui la passione per l’archeologia; anzi, quell’ossessione fu la causa principale della sua totale dedizione allo studio del passato. Lui, quell’ammasso di terra e di pietre, troppo simmetrico per poter essere considerato naturale, l’aveva guardato sin da piccolo con curiosità, come una fucina di miti e misteri. Lì, secondo i racconti degli anziani, dimorava la terribile musca macedda; lì si andava a cacciare is strias (civette, barbagianni, ma anche streghe), creature notturne iettatrici per la tradizione popolare, capaci di portare terribili malattie ai neonati semplicemente sorvolandone le case; lì, il grande spirito degli antenati comunicava con gli uomini moderni, lasciando di tanto in tanto emergere qualche testimonianza di un passato oscuro e lontano.

Non era scemata quella fascinazione neanche quando, già orfano di madre, aveva dovuto andar via di casa per continuare gli studi. Prima i salesiani di Lanusei, poi quelli di Frascati e infine l’Università La Sapienza, fiore all’occhiello del sistema culturale fascista. Ma ogni estate, la collina riprendeva ad esercitare fisicamente e visceralmente la sua attrazione. Man mano che si inoltrava negli studi, le fantasticherie lasciavano il campo alla curiosità scientifica. Così,il futuro archeologo iniziò a coordinare i suoi amici in estemporanee esplorazioni e ad elaborare mentalmente un piano d’intervento. Gli studi universitari, a dispetto delle convenienze dettate dal regime che avrebbero richiesto un interesse rivolto alla Classicità romana, Lilliu li indirizzò verso la sua terra, fino alla tesi sulla religione preistorica della Sardegna che destò l’interesse di Raffaele Pettazzoni, eminenza della Storia delle religioni che aveva già pubblicato un saggio sul medesimo argomento. Appena laureato, fece la prima descrizione sistematica del sito di Su Nuraxi e, durante la scuola di specializzazione, frequentata sempre nell’ateneo romano, ebbe modo di fare un primo rudimentale saggio di scavo.

Finalmente ritornato stabilmente nell’isola dal 1943, come funzionario della Soprintendenza alle antichità della Sardegna, cercò in ogni modo di trovare fondi e autorizzazioni per una campagna di scavo. Nel 1949 riuscì a convincere il proprietario della collinetta, Oreste Sanna, a finanziare un saggio di scavo sotto la sua supervisione.Le risultanze di tale saggio fecero intuire la portata ben superiore alle aspettative del sito archeologico e convinsero l’allora soprintendente Pesce ad avviare una campagna sistematica coi finanziamenti erogati dalla Regione. Il 14 maggio del 1951 ebbero inizio i lavori che si protrassero fino al 15 novembre del 1956. Già alla fine del terzo anno di scavi, il sito rivelò tutta la sua imponenza ed estensione, con strutture appartenenti a ben 5 differenti periodi culturali abbraccianti quasi 2 millenni di storia, dal nuragico arcaico al romano imperiale: una maestosa torre centrale, il nucleo originario, collegata tramite bastioni a un sistema di quattro torri periferiche, poste ai punti cardinali; un giro di mura più snello con sette torri di raccordo, a racchiudere il castello e le strutture immediatamente adiacenti, presumibilmente il villaggio più arcaico; ai piedi del complesso, un villaggio con un rudimentale sistema idrico-fognario e un tessuto urbanistico labirintico, ambienti destinati alla vita quotidiana ed altri, ben più ampi, verosimilmente deputati alle attività sociali.

Di colpo, la cultura nuragica era passata dall’essere considerata una periferica e attardata manifestazione preistorica ad avere una piena dignità di civiltà, capace di adottare soluzioni architettoniche e urbanistiche ardite e all’avanguardia per quei tempi. L’eco della straordinaria scoperta si diffuse rapidamente negli ambienti scientifici europei e Lilliu divenne un punto di riferimento per tutta l’archeologia protomediterranea. La sua carriera accademica se ne giovò e il giovane archeologo di Barumini divenne titolare della cattedra di Antichità Sarde dell’Università di Cagliari, poi preside della facoltà di Lettere e Filosofia. Fondò la Scuola di Specializzazione di Studi Sardi, fermamente convinto che la clamorosa scoperta dovesse essere d’impulso non solo per il progresso dell’archeologia nuragica, ma soprattutto per la riappropriazione da parte del popolo sardo della sua identità culturale. E nel segno dell’identità culturale dei sardi si impegnò in politica, fino ad essere eletto in Consiglio Regionale, nelle liste democristiane, ma tanto autonomo da farsi fustigatore degli atteggiamenti subalterni dei partiti regionali nei confronti dei referenti romani.

In quegli anni, la meditazione sulle imponenti strutture di Su Nuraxi, lo portò a concepire una teoria denominata “Costante Resistenziale Sarda”, con la quale individuò una bipolarità nel popolo sardo, diviso, dalla fine dell’epopea nuragica, in costieri, collaborazionisti coi diversi dominatori che si succedettero nel corso della storia, e montanari delle Barbagie, resistenti e depositari della più genuina tradizione culturale. Questa teoria, sia pure non priva di manicheismi e denotante una rilettura semplicistica della storia, non immune dall’influenza del mito del buon selvaggio, contribuì non poco al dibattito sull’identità sarda degli ultimi quattro decenni.

Singolare figura d’intellettuale, sospeso tra il conservatorismo più radicale e l’adozione quasi pionieristica delle più moderne tecniche di ricerca archeologica, quali l’indagine stratigrafica e il metodo di datazione col Carbonio 14, Giovanni Lilliu continuò fino alla fine a far sentire la sua voce autorevole, consacrata dalle onoreficenze di Professore emerito dell’Università di Cagliari e di Accademico dei Lincei (unico sardo), in tema di identità e autonomia culturale, basata sulla conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale dell’isola. Nel 2000, commosso, fu ospite d’onore delle celebrazioni per l’ingresso di Su Nuraxi nella ristretta cerchia dei siti Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Impossibilitato per motivi di salute a presenziare all’inaugurazione dell’altra straordinaria scoperta archeologica baruminese, avvenuta nel 2006, ebbe l’onore di battezzarla come Nuraxi ‘e Cresia. Si è spento il 19 febbraio 2012 a Cagliari, poche settimane prima di compiere il suo novantottesimo compleanno.
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Siddi, Chiesa di San Michele Arcangelo
sardegna (medio campidiano) siddi

pubblicato il 28/08/2013 17:26:11 nella sezione "Luoghi religiosi e musei"
Siddi Chiesa di San Michele Arcangelo
Come arrivare

Si lascia la SS 131 imboccando a d. la SS 197 fino a Villamar, che bisogna attraversare. Percorrendo poi tratti della SP 46 e della SP 50 si arriva a Siddi.

Il contesto ambientale

Il paese di Siddi è ubicato ai piedi dell'altipiano di Pranu o Giara di Siddi, ricco di testimonianze archeologiche.
"In Sardegna le giare, sono alcuni altopiani basaltici di origine vulcanica, in totale sono tre; quella di Gesturi, quella di Siddi e quella di Serri.
La chiesa intitolata a San Michele Arcangelo è su un piccolo rilievo, in zona Santu Miali alla periferia del paese. È poco distante dalla parrocchiale dedicata alla Visitazione di Maria Vergine.

Descrizione

Nel medioevo la "villa" di Siddi era compresa nel giudicato di Arborea e dipendeva dalla curatoria della Marmilla e dalla diocesi di Usellus (Ales). Quando, nel 1206, Guglielmo I-Salusio IV de Lacon-Massa, giudice di Cagliari, e Ugone I de Bas-Serra, giudice di Arborea, precisarono i confini dei loro giudicati, Siddi rimase all'Arborea.
L'edificio romanico fu eretto nella seconda metà del XIII secolo. Ha pianta a due navate, divise da pilastri a sezione ottagonale, e un'unica abside, piuttosto tozza, rivolta a N/E, che conclude la navata S, di dimensioni maggiori rispetto all'altra. Probabilmente anche la navata minore doveva essere absidata, come si presume osservando i fianchi dell'edificio, entrambi rimaneggiati. Nell'abside si apre una monofora strombata, con centina a tutto sesto.
La chiesa subì lavori di restauro nel 1960; l'originaria muratura in arenaria bruna si conserva nella facciata, nel setto divisorio e nell'abside. Nella piccola facciata (7,27 m) è interessante il fregio scolpito sull'architrave del portale s., che mostra, entro quattro riquadri, cinque figure antropomorfe dalle larghe spalle e dagli arti esili, separate da bande verticali con motivo a rombi, stilizzazione del motivo classicista a nastro intrecciato. La prima figura, capovolta, forse indica Lucifero, l'angelo caduto; le ultime due, che non sono separate tra loro dalla banda, ma anzi sono allacciate, potrebbero essere Adamo ed Eva. Le restanti potrebbero rappresentare una l'arcangelo Michele, a cui la chiesa è dedicata, e l'altra, di maggiori dimensioni, Dio padre.
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Busachi e la Sagra "de Su Succu"
sardegna (oristano) busachi

pubblicato il 27/08/2013 03:33:38 nella sezione "Eventi e feste"
Busachi e la Sagra de Su Succu
Il 1 settembre si svolge a Busacchi la sagra " de Su Succu ".
Su succu è sicuramente il piatto più conosciuto della cucina busachese, dove l'antica tradizione ha privilegiato l'originalità.
Unico i tutta la Sardegna, il piatto è realizzato da pasta fatta a mano ( che richiede una lunga lavorazione ), brodo di carne di pecora, formaggio pecorino ed infine per un piatto unico ricco e veramente gustoso, il prezioso zafferano.
L'iniziativa prenderà il via alle ore 17,30 con " su Presente ", dove un lungo corteo con le ragazze in abito tradizionale, attraverserà il paese con i canestri sul capo colmi di pasta e pane.
Alle 18,30 ci sarà la dimostrazione con la preparazione del piatto e dalle 19,00 fino alle 21,00 seguirà la degusazione accompagnata da canti e balli.
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Nuoro, 113° edizione della sagra del Redentore
sardegna (nuoro) nuoro

pubblicato il 27/08/2013 01:59:53 nella sezione "Eventi e feste"
Nuoro 113° edizione della sagra del Redentore
Si è svolta domenica con un grande successo di pubblico, la sfilata dei gruppi folk arrivati da tutta l'isola.
La festa del Redentore, ogni anno si ripete per ricordare la processione dei pellegrini, che il 29 Agosto del 1901, arrivarono a Nuoro per adorare la statua del Redentore situata sul monte Ortobene.
" Nel monte si trova la chiesetta della Solitudine, realizzata negli anni Cinquanta del Novecento sul sito di una precedente chiesa seicentesca molto cara alla celebre scrittrice Grazia Deledda, le cui ceneri vi hanno riposato dal 1959 al 2007.

Mercoledì 28 Agosto ore 20:00 | Fiaccolata di preghiera.
Percorso: Chiesa La Solitudine, Via La Solitudine,
Via Chironi, P.zza del Rosario, Chiesa San Salvatore, Chiesa Santa Croce, Via Roma, Via Dante, Via
IV Novembre, P.zza delle Grazie, Corso Garibaldi,
Via Mons. Bua, P.zza Santa Maria della Neve.
Giovedì 29 Agosto
ore 06:00 | Pellegrinaggio religioso verso la Statua
del Redentore Monte Ortobene.
Percorso: Cattedrale S. Maria della Neve, Via
Aspromonte, Via La Solitudine, Monte Ortobene.
ore 11:00 | Messa Solenne cantata dai Cori nuoresi.
| Processione | Parco Monte Ortobene.
ore 21:00 | Spettacolo musicale Ballade Ballade
Bois | Parco centrale Monte Ortobene.

Foto di Alessandro Mossoni
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L'arbitro, primo lungometraggio del regista sardo Paolo Zucca

pubblicato il 27/08/2013 00:24:57 nella sezione "News e curiosità"
Larbitro primo lungometraggio del regista sardo Paolo Zucca
Il film verrà presentato il il 27 agosto 2013 (ore 22.00, nella Sala Perla del Lido) le Giornate degli Autori della 70a Mostra del Cinema di Venezia.
"Il regista Paolo Zucca è nato in Sardegna nel 1972 e vive tra la provincia di Oristano e Roma. Il cortometraggio L’Arbitro ha vinto il David di Donatello e il Premio Speciale della Giuria a Clermont-Ferrand, il più importante festival del cortometraggio in Europa.

Il film racconta la storia
dell’Atletico Pabarile, la squadra più scarsa della terza categoria sarda, viene umiliata come ogni anno dal Montecrastu, la squadra guidata da Brai (Alessio di Clemente), arrogante fazendero abituato a vessare i peones dell’Atletico in quanto padrone delle campagne.
Il ritorno in paese del giovane emigrato Matzutzi (Jacopo Cullin)
"Jacopo Cullin è nato a Cagliari ed in Sardegna è molto amato dal pubblico che lo ha iniziato a conoscere sull’emittente televisiva locale Videolina

rivoluziona gli equilibri del campionato e l’Atletico Pabarile comincia a vincere una partita dopo l’altra, grazie alle prodezze del suo novello fuoriclasse.
Le vicende delle due squadre si alternano con l’ascesa professionale di Cruciani (Stefano Accorsi), ambizioso arbitro ai massimi livelli internazionali, nonché con la sottotrama di due cugini calciatori del Montecrastu, coinvolti in una faida legata ai codici arcaici della pastorizia.
Matzutzi riesce a fare breccia nel cuore di Miranda (Geppi Cucciari),
"Geppi Cucciari è nata a Cagliari, ma cresciuta a Macomer
la figlia dell'allenatore cieco Prospero (Benito Urgu),
"Benito Urgo è nato ad Oristano ed è un personaggio molto amato in Sardegna

mentre l'arbitro europeo Cruciani si lascia coinvolgere in una vicenda di corruzione che lo porterà in un attimo dalle stelle alle stalle: viene infatti colto in flagrante ed esiliato per punizione negli inferi della terza categoria sarda.
"Il film gode del contributo della Regione Sardegna,dell' Assessorato alla Cultura e dei sostegni della Fondazione Sardegna Film Commission e dell'Istituto Superiore Etnografico della Sardegna.

L'uscita nelle sale cinematografiche italiane è prevista per il 12 Settembre 2013.

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Panes e Funtanas
sardegna (oristano) scano di montiferro

pubblicato il 24/08/2013 10:23:50 nella sezione "Eventi e feste"
Panes e Funtanas
A Scano di Montiferro presso la località delle acque sorgive denominata Sant'Antioco, si svolge la terza edizione della sagra Panes e Funtanas. La manifestazione è nata con lo scopo di far conoscere il parco delle sorgenti e di far gustare e apprezzare i sapori di una volta nei piatti tipici della cucina scanese. Il pane è il protagonista principale e viene proposto in tante varianti: Petta imbinada (pane con carne di maiale al vino rosso), Pane dorau (pane fritto con pastella di uova), Covatza cun gelda (focaccia salata con ciccioli) e infine Papassinos antigos (dolce tipico scanese alla pasta di pane, noci e uva passa). Oltre ai festeggiamenti religiosi in onore di Sant'Antioco, la manifestazione prevede il concerto degli Almamediterranea, che concludono la giornata di festa.
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Un branco di 70 delfini avvistato lungo le coste di Poltu Quatu

pubblicato il 23/08/2013 10:30:16 nella sezione "Sport e natura"
Un branco di 70 delfini avvistato  lungo le coste di Poltu Quatu
Un branco di circa 70 esemplari di delfini è stato avvistato il 17 agosto scorso durante un'escursione di whale watching dell'Orso Diving di Poltu Quatu.

A bordo anche i ricercatori del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio dell'Università di Sassari (Dipnet) che portano avanti un progetto per la valorizzazione e conservazione della biorisorsa marina. Il delfino comune, a dispetto del suo nome, è considerato "minacciato di estinzione" dalla lista rossa Iunc (International Union for Conservation of Nature) in quanto specie ormai in declino nel Mediterraneo.
Il gruppo di delfini comuni avvistato poco lontano dalle coste galluresi è ancora più numeroso di quelli già segnalati negli scorsi anni durante le campagne congiunte svolte dal Dipnet con altri gruppi di ricerca (Medicina Veterinaria di Sassari e Fondazione Cima).....


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S'Archittu
sardegna (oristano) cuglieri

pubblicato il 22/08/2013 10:26:04 nella sezione "Spiagge"
SArchittu
Chi va in cerca di meraviglie della natura, non può che restare colpito da S'Archittu, una delle bellezze più incantevoli della costa oristanese.
Si tratta un arco naturale di roccia calcarea di colore chiaro, formatosi per l'azione erosiva del mare, che si trova sul litorale dell'omonimo piccolo paese, non distante da Santa Caterina di Pittinuri, nel comune di Cuglieri.
L'arco è alto circa nove metri e profondo diverse decine, e mette in comunicazione il mare aperto con la piccola baia. E' circondato da tre isolotti a forma di fungo, levigati anche'essi dalla pazienza delle onde. Può essere raggiunto da una stradina posta a nord del paese.
La spiaggia di S'Archittu, pur essendo piccola è ottima per i bagni, in quanto riparata dal vento e le acque sono molto tranquille. E' frequentata sia di giorno che di notte, e vi sorgono vicino bar e pizzerie dove ci si può fermare per uno pranzo veloce.
Anche una passeggiata è molto piacevole da queste parti, il sentiero lastricato giunge fin quasi all'arco e da qui si gode un panorama bellissimo, che spazia dall'azzurro intenso del mare fino al verde della macchia mediterranea. L'effetto scenico è ancora più bello la notte, con le luci di un riflettore che illuminano tutta la zona.
Veduta dell'arco e di tutto il promontorio dalla spiaggia
Molto nota è l'abitudine, da parte dei nuotatori più intrepidi, di tuffarsi dall'arco (vedi il video).
Una competizione che qui è diventata anche sportiva, in quanto da queste parti si sono svolte negli anni anche campionati mondiali dei tuffi da grandi altezze.
Per chi non ama il rischio, è possibile godersi pigramente il mare, e fotografare la bellezza dei tramonti nelle giornate d'estate, con il sole arancione che sembra fermarsi catturato nell'arco.
Come arrivare: la spiaggia dell'arco si trova poco dopo quella di Santa Caterina di Pittinuri, e ci si arriva in quindici minuti da Cuglieri, e in circa quaranta minuti da Bosa. Da Oristano invece, superato il comune di Riola Sardo, occorre seguire la SP 292 in direzione Cuglieri.
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La "corsa degli scalzi" e la festa di San Salvatore
sardegna (oristano) cabras

pubblicato il 22/08/2013 10:14:09 nella sezione "Eventi e feste"
La corsa degli scalzi e la festa di San Salvatore
La prima domenica di settembre, ogni anno, una corsa appassionata ricorda un antico episodio avvenuto nel 1506 quando un gruppo di pescatori di Cabras, durante un attacco di pirati venuti a fare razzia sulla costa, riuscì a porre in salvo la statua di San Salvatore trasportandola di corsa dal villaggio al paese. La leggenda racconta che i mori, vedendo un polverone alzarsi in lontananza dovuto a tanti uomini che correvano, pensarono all'attacco di un esercito e furono messi in fuga. Non tutti concordano sulla veridicità storica di questo evento, ma di incontestabile c'è che tra il XVI e il XVII secolo le coste sarde erano continuamente funestate dalle incursioni saracene. Per contrastarle, i dominatori spagnoli fecero erigere lungo tutto il perimetro costiero torri che sorvegliassero il mare, come ad esempio quella presente a San Giovanni di Sinis e fatta costruire da Filippo II.
La corsa degli scalzi è un appuntamento con la devozione e la religiosità di tutti i cabraresi, e rappresenta un forte momento di aggregazione e di attaccamento alla tradizione. Il venerdì della settimana che precede la festa, le donne in processione tra canti e litanie giungono presso la chiesa del villaggio di San Salvatore, edificata sopra un antico tempio ipogeo tuttora visitabile che rappresenta il punto d'incontro tra il culto pagano e quello cristiano. Le basse e adiacenti casette, le cumbessìas, vengono aperte e hanno inizio le novene. Il piccolo paese, famoso anche per essere stato utilizzato negli anni '60 come scenario di alcuni film western, si anima e hanno inizio i preparativi della festa religiosa. La settimana successiva, il venerdì, una suggestiva Via Crucis in sardo si svolge nel villaggio. Il sabato, dopo aver partecipato alla messa mattutina, gli uomini, circa ottocento curridores vestiti in saio bianco, tutti rigorosamente di Cabras, rinnovano il voto e partendo dall'abitato di Cabras, accompagnano di corsa la statua del Santo fino a San Salvatore. La domenica pomeriggio, si ha il ritorno della corsa degli scalzi, dove si fanno a piedi i circa 9 km che separano il villaggio di San Salvatore da Cabras e il Santo viene riportato in paese.
Programma della Corsa degli scalzi 2012: sabato 1 settembre ore 6,30 Santa Messa celebrata nella chiesa di Santa Maria a Cabras alla presenza di tutti i curridores; ore 7,30 i curridores accompagnano il simulacro ligneo del Santo fino al villaggio di San Salvatore. Domenica 2 settembre 0re 18,30 il corteo dei curridores, riporta il Santo a Cabras.
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Ritrovati I 10 Pezzi Rubati Al Museo Nivola Di Orani
sardegna (nuoro) orani

pubblicato il 21/08/2013 21:14:36 nella sezione "Arte e artigianato"
Ritrovati I 10 Pezzi Rubati Al Museo Nivola Di Orani
La Redazione

Dopo quattordici anni dalla scomparsa la refurtiva trafugata dal Museo Nivola di Orani torna a casa.
Si tratta di dieci pezzi pregiati: otto lettini in terracotta con i quali l’artista Costantino Nivola aveva voluto rappresentare il teatro della vita oltre a due bronzetti.

Leopere sono state ritrovate nel corso di una perquisizione nell'abitazione di un pregiudicato. I reperti sono stati restituiti ieri al responsabile del museo Ugo Collu, presidente della fondazione Nivola che ha affermato:“Ho fatto un salto di gioia quando mi è stata data la notizia del ritrovamento, quella fu una rapina cruenta ed inutile dato che i pezzi rubati non erano commerciabili".

Alcuni pezzi sono rimasti danneggiati, ma potranno essere recuperati attraverso un delicato lavoro di restauro.
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Sas Pariglias de Santu Austinu

pubblicato il 21/08/2013 11:14:05 nella sezione "Eventi e feste"
Sas Pariglias de Santu Austinu
Abbasanta, domenica 25 Agosto 2013
Sas Pariglias de Santu Austinu
Come da tradizione ogni anno a fine agosto si ripete, presso la chiesa campestre di Abbasanta la festa dedicata a Sant' Agostino, che oltre ai riti religiosi prevede un nutrito programma di manifestazioni caratterizzate da balli folkloristici, canti a tenore, gare di poesia in lingua sarda e dulcis in fundo la tanto attesa gara di abilità equestre proposta dalle pariglie, denominata " Sas Pariglias de Santu Austinu" ovvero "Le Pariglie di S. Agostino", che vedrà impegnati i più abili e coraggiosi cavalieri isolani attesi come sempre da una folla straripante. L'appuntamento in pista è fissato per le ore 17,30 ad Abbasanta in località Sant' Agostino.Si esibiranno i gruppi di Abbasanta1, Abbasanta2, Norbello, Pariglia Palmarese, Siapiccia, Cagliari, Assemin,i Dolianova, Fonni 1, Fonni 2, Sedilo, Ghilarza, Omodeo, S.Andrea Frius e Borore


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Autunno in Barbagia 2013

pubblicato il 20/08/2013 23:35:15 nella sezione "Eventi e feste"
Autunno in Barbagia 2013
Il 6 Settembre riparte una delle manifestazioni più amate e seguite della Sardegna: Autunno in Barbagia, un circuito magico che fino al 15 dicembre ci condurrà nei paesi dell’interno della Sardegna.

Qui sarà possibile immergersi in un percorso autentico fatto di tradizioni millenarie, di arti e mestieri che, con grande orgoglio, le comunità all’interno dell’Isola custodiscono gelosamente.

Sono i saperi locali che hanno reso decisamente chiara l’appartenenza al proprio territorio: in queste tappe,ogni settimana, si andrà a conoscere la tradizione, le abitudini, lo stile di vita e i sapori di tanti paesi della Barbagia.

Ecco il calendario completo delle manifestazioni

6-7-8 settembre: Bitti e Sarule
13-14-15 settembre: Oliena
27-28-29 settembre: Dorgali, Orani, Austis
4-5-6 ottobre: Tonara e Lula
11-12-13 ottobre: Gavoi,Ollolai, Meana Sardo, Onani
18-19-20 ottobre: Sorgono, Belvi,Orgosolo
25-26-27 ottobre: Aritzo
1-2-3 novembre: Desulo e Mamoiada
8-9-10 novembre: Ovodda e Lollove
15-16-17 novembre: Nuoro e Tiana
22-23-24 novembre: Atzara e Olzai
29-30 novembre, 1 dicembre: Gadoni e Teti
6-7-8 dicembre: Fonni
13-14-15 dicembre: Orune
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Le grotte del Bue Marino
sardegna (nuoro) dorgali

pubblicato il 20/08/2013 22:58:13 nella sezione "Luoghi da vedere"
Le grotte del Bue Marino
Le ampie grotte che si aprono lungo la costa di Dorgali devono il proprio nome all'appellativo della foca monaca, magnifico esemplare di mammifero che sembra ormai pressoché scomparso dalla zona. La grotta, lunga 5 km e suddivisa in due rami, è visitabile su percorsi attrezzati ed illuminati per circa 900 metri. Il ramo sud è formato da un'ampia galleria, dove penetra l'acqua del mare e sono visibili numerosi laghetti d'acqua dolce, alimentati da fiumi sotterranei, divisi da spiaggette sabbiose e ricche di concrezioni; il ramo nord è divenuto fossile a causa della cessata attività carsica al suo interno. La visita si effettua nel solo ramo sud lungo un percorso ricco di stalattiti e stalagmiti che offrono uno straordinario spettacolo cromatico grazie ai fasci di luce che penetrano all'interno, valorizzati dalle acque chiare di un grande lago salato della superficie di oltre un chilometro. Un altro elemento di rilievo è costituito da una dozzina di figure danzanti incise nelle sue pareti: si tratta di graffiti del neolitico. La passeggiata di circa 30 minuti si conclude nella Spiaggia delle Foche, dove la foca monaca partoriva i propri piccoli.
Come arrivare
Le grotte del Bue Marino si possono raggiungere via mare, con un battello, da diverse località del Golfo di Orosei: Cala Gonone, Orosei, Santa Maria Navarrese, Arbatax, La Caletta di Siniscola. I tragitti sul barcone prevedono diverse possibilità di itinerario. Partenza in prima mattinata e visita alle grotte, oppure partenza in prima mattinata, visita alle grotte e sosta nelle spiagge del Golfo di Orosei. Il prezzo è diversificato in funzione delle opzioni scelte e dal porto di partenza. Le partenze da Cala Gonone avvengono dal porto e i biglietti possono essere acquistati nei diversi chioschetti preposti all'emissione dei ticket. Da Orosei si parte dalla spiaggia della Marina di Orosei e i biglietti possono essere acquistati direttamente nei chioschi della spiaggia. Dalla Caletta, Arbatax e Santa Maria Navarrese si parte dai porticcioli dei paesi e i chioschi per l'acquisto dei biglietti sono facilmente identificabili. Si cosiglia la prenotazione almeno un giorno prima della gita per evitare di non trovare posti disponibili sul battello.
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Sardegna Endurance Lifestyle 2013
sardegna (oristano) arborea

pubblicato il 20/08/2013 09:48:32 nella sezione "Eventi e feste"
Sardegna Endurance Lifestyle 2013
Hourse Country - Arborea - 30 Agosto - 1 Settembre
Il Forum Allevatoriale sul cavallo sportivo, in programma Venerdì 30 Agosto, vuole essere un momento di incontro tra gli allevatori sardi e i maggiori allevatori e allenatori nazionali ed internazionali di cavalli sportivi.

La regione Sardegna, grazie alla sua antica tradizione allevatoriale può chiaramente divenire un luogo di riferimento mondiale per il mercato dei cavalli sportivi Arabi e Anglo-arabi. Pertanto finalità della giornata di studio sarà quella di rendere operative le necessarie politiche di rilancio della filiera dell'allevamento del cavallo sportivo, sia per ciò che riguarda l'ippica sia per ciò che riguarda l'equitazione.

Infatti, a seguito dell'organizzazione di propedeutici workshop di preparazione in vista dei lavori del Forum, in occasione dello stesso verranno annunciate le misure economiche adottate dalla Regione Sardegna a supporto di questo particolare allevamento al fine di generare interessanti indotti per l'intero territorio.
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Mirto, il bicchiere che profuma di Sardegna

pubblicato il 19/08/2013 22:31:09 nella sezione "Enogastonomia"
 Mirto il bicchiere che profuma di Sardegna
L’Europa approva il disciplinare che tutela il famoso liquore. Da sciroppo casalingo a bevanda gelata super glamour

I sardi sono grandi consumatori di birra e geniali inventori di vini. Ma non è una delle creative birre artigianali, l'antichissimo cannonau o il profumato vermentino che viene in mente ai bevitori d'oltremare se si parla di Sardegna, lo spazio dell'immaginario è occupato per la maggioranza da un altro prodotto; il liquore di mirto. Il ministero dell'agricoltura ha messo finalmente a punto il disciplinare che lo difende. Ha dato attuazione al decreto del parlamento europeo “concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l'etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose, tra cui il Mirto di Sardegna”.
Come tutti i prodotti della tradizione etnica “su liqore de murta” l'infusione dalle bacche e o dalle foglie di una delle piante regine della macchia mediterranea, non ha un data precisa di nascita. I distillati dalla vite in Sardegna, nonostante le leggi e le tassazioni, sono diffusi anche nella produzione familiare. Da sempre s'abbardente, su fil'e ferru era l'alcol che serviva per la preparazione, così come il miele, altrettanto diffuso, sostituiva lo zucchero. Ricetta tutto sommato semplice e per come tutte le cose semplici la qualità dei pochi elementi determina poi il livello del prodotto. Ma la vera rivoluzione, lo spartiacque che ha garantito il successo del mirto, è avvenuta con il cambiamento della "destinazione d'uso" dell'aromatico liquore. I sardi di una certa età hanno memoria dei cucchiai in cui veniva somministrato per curare il mal di gola e gli infreddamenti, al primo sollievo garantito dal miele seguiva il sonno prodotto dall'acol....

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Foto da: www.sagreneiborghi.it
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