Sardinia In, periodico di cultura, informazione e turismo sulla Sardegna. Testata giornalistica in corso di registrazione. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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SARDEGNA E TIRRENIA
La suggestione storico-linguistica all'interno della questione etrusca.

pubblicato il 09/09/2017 14:39:14 nella sezione "News e curiosità"
SARDEGNA E TIRRENIA La suggestione storico-linguistica allinterno della questione etrusca.
di Attilio Leone

Le antiche genti che conosciamo come Etruschi venivano definite ETRUSCI o TUSCI in Latino, TYRRENOI o TYRSENOI (con l'accento sulla O) in Greco.
Dalla seconda denominazione latina (TUSCI) derivano l'arcaico aggettivo italiano "tosco", l'attuale aggettivo "toscano", il nome della regione Toscana e il nome "Tuscia" che indica sostanzialmente il territorio della Provincia di Viterbo ("Università della Tuscia" si chiama, non a caso, l'ateneo viterbese). E' probabile che, inizialmente, i Romani chiamassero ETRURIA (da cui ETRUSCI) o TUSCIA il territorio immediatamente a nord del corso finale del Tevere, territorio confinante con quello di Roma. Ma, allorché crebbe la conoscenza dei Latini intorno ai parlanti la lingua etrusca (che erano diffusi in un'ampia parte dell'attuale Italia), per forza di cose tutti quelli che parlavano quell'idioma vennero definiti Etruschi, anche se stanziati fuori dall'attuale Lazio Settentrionale. D'altra parte potremmo chiederci se gli storici greci, quando trattavano dei TYRRENOI (tradotto in Italiano con "Tirreni"), indicassero esattamente l'identico ambito territoriale ed etnico a cui si riferivano gli storici romani. Comunque sia, il nome greco si è conservato nella denominazione del Mar Tirreno. E'curioso come i Latini persistessero tenacemente nei nomi da essi impiegati, tanto quanto gli ellenici perduravano nell'utilizzare la forma TYRRENOI. Del resto i Greci hanno sempre chiamato ELLAS la loro terra, mentre i Romani l'hanno costantemente definita GRAECIA.

Sull'origine degli Etruschi molto scrissero e discussero gli storici greci (non così quelli latini, che si appiattirono sostanzialmente sulla più illustre delle ipotesi elaborate dai Greci): questo dibattito venne definito "questione etrusca" ed è stato ripreso in età moderna, anche se su basi parzialmente diverse, più ampie e più evolute. Tuttora si discute su come ebbe origine il popolo etrusco e sulle caratteristiche della sua lingua. C'è da aggiungere che, a nostro avviso, se ci si addentra nella questione etrusca, c'è la possibilità di aprire ulteriori problematiche storiche riferite anche ad altre popolazioni.

Orbene, fra i moderni c'è stato chi ha messo in relazione gli Etruschi con gli antichi Sardi. Del resto, se ci riferiamo ai millenni successivi, i rapporti tra Sardegna e Toscana sono stati frequenti. Qui non vogliamo affrontare in profondità la possibile affinità fra Sardi e Tirreni. Vogliamo invece esporre dei pensieri sull'origine del nome greco TYRRENOI in quanto riferito ai TUSCI.
I Greci definivano Tirreni sia gli Etruschi sia gli antichi abitanti delle isole di Lemno e Imbro, nel Nord del Mar Egeo (da tutt'altra parte dunque). A questa identità di nome fecero riferimento molti storici antichi nel riferire le proprie idee riguardo all'origine del popolo etrusco. E a questa identità fanno riferimento pure molti storici moderni, provando a collegarla con la più accreditata tesi antica, quella dello storico greco Erotodo, per il quale i Tirreni-Etruschi (Erodoto forse non parla mai dei Tirreni del Mar Egeo) erano originari della Lidia, che è vicina a Lemno e Imbro.

In realtà, anche oggi, si hanno, nelle diverse lingue, nomi identici per regioni o popolazioni del tutto differenti. Basti pensare agli Indiani dell'Asia e agli Indiani d'America, identità di denominazione che fa riferimento alle vicende della scoperta del Nuovo Mondo, ma che si riferisce a genti molto diverse fra loro. Oppure si pensi all'antico nome della cittadina di Piana degli Albanesi in Sicilia, denominata sino a non molto tempo fa Piana dei Greci, perché in passato gli Albanesi venivano confusi con i Greci. Nulla di strano, perciò, che il nome dei Tirreni dell'Egeo e quello dei Tirreni dell'Italia potessero, per ipotesi, avere origini differenti.

Qual è dunque questa suggestione che riguarda la Sardegna? Eccola: nell'isola dei Sardi esistono tre elementi il cui nome potrebbe avere un'affinità con quello dei TYRRENOI. Partiamo dall'etimologia che il notissimo vocabolario del Greco antico di Lorenzo Rocci attribuisce al termine TYRRENOI o TYRSENOI . Il Rocci interpreta questo termine come "costruttori delle torri": infatti, nel Greco classico, "torre" si dice TYRSIS (equivalente a TYRRIS), corrispondente alla sorella forma latina TURRIS. E qual è stato, nell'area mediterranea, il popolo che, nell'antichità ha costruito le torri più numerose e imponenti, se non quello sardo con i suoi nuraghi?

Il secondo elemento è il nome del fiume Tirso, il corso d'acqua più lungo dell'isola. In Greco era detto THYRSOS o TYRSOS e parimenti in Latino THYRSUS o TYRSUS. Addirittura, l'illustre professor Massimo Pittau, che questi collegamenti onomastici li ha evidenziati già da molto tempo, ha affermato che il Tirso potrebbe derivare il suo nome proprio da una torre nuragica del Sinis.

Infine, il terzo, più ipotetico, aggancio lo troviamo con il nome della città di Porto Torres, la latina TURRIS LIBISONIS, chiamata Torres nel Medioevo e oggi, appunto, Porto Torres.

Quale conclusione traiamo da queste affinità linguistiche fra il nome greco degli Etruschi e queste denominazioni sarde o riferibili ai nuraghi?

Può esserci una reale affinità fra gli antichi Sardi e gli Etruschi. Oppure, la definizione ellenica di TYRRENOI riferita ai TUSCI potrebbe essere frutto di un errore geografico, cioè di una confusione fra popolazioni vicine, operata dai Greci in un'epoca in cui non conoscevano bene il Mediterraneo Occidentale (sul tipo della sopra menzionata confusione fatta in Italia fra Albanesi e Greci): in tal caso il nome TYRRENOI, da attribuire ai Sardi, sarebbe finito erroneamente agli Etruschi. Ma, ripetiamo, la nostra è solo una suggestione.

Riguardo poi ai Tirreni orientali del Mar Egeo, il loro nome deriverebbe, come da altri evidenziato, dalla città lidia di TYRRA o TIRA.
Quante cose possono venire fuori dalla questione etrusca...!

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IDEE INNOVATIVE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE E GITE SCOLASTICHE
Laboratori didattici per le scuole e per le famiglie

pubblicato il 09/09/2017 12:22:22 nella sezione "Archeologia"
IDEE INNOVATIVE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE E GITE SCOLASTICHELaboratori didattici per le scuole e per le famiglie
I laboratori didattici sono pensati sia per le scuole che per le famiglie, basati su un approccio dinamico che permette di affrontare argomenti complessi e renderli semplici e chiari.

L'attività didattica è studiata e testata per svolgersi in modo completo in occasione delle gite scolastiche e viaggi di istruzione, in una giornata si riesce ad effettuare sia il laboratorio didattico che le attività complementari, quali: escursioni sulla Giara e visite ai musei.

L'attività di laboratorio permette ai bambini di interagire con i reperti esposti e i contenuti dei musei, non come degli osservatori passivi ma da veri protagonisti del percorso formativo.

Quali sono i laboratori didattici in programma
I laboratori didattici programmati per il 2017/18 sono i seguenti:

PaleoLab, laboratorio didattico sulla paleontologia, il lavoro del paleontologo e i fossili
ArcheoLab, percorso formativo sull’archeologia nuragica
CartaCiclo, attività educativa dedicata al riciclo della carta
RiciclOlèOlè, laboratorio didattico sulla raccolta differenziata
Fattoria Didattica, dove scoprire gli animali e la vita rurale
Educazione ambientale, mirato alla scoperta delle biodiversità
Campo scuola di due o tre giorni! Vedi alcuni esempi e proposte similari
A chi sono rivolti i laboratori didattici
Le proposte didattiche sono studiate per le scuole della Sardegna di ogni ordine e grado:

Scuola dell'infanzia
Scuola primaria
Scuola secondaria
Università
Inoltre, tutti i laboratori didattici sono parte integrante della vita dei musei, sono attivi tutto l'anno e in ogni occasione, oltre che per scuole anche per le famiglie. Per le famiglie abbiamo pensato delle formule apposite, dove risparmiare e passare un'intera giornata con i figli studiando divertendosi.

I laboratori didattici si effettuano, per i fossili, l'archeologia e la paleontologia al PARC, museo fornito di un ampio laboratorio didattico. L’aula didattica si adatta alle diverse esigenze e permette di effettuare i diversi progetti didattici, la struttura è dotata della strumentazione necessaria per organizzare e gestire attività con oltre 50 bambini.

I laboratori didattici sul riciclo e sull'educazione alimentare si realizzano al Civico Museo del Cavallino della Giara, una stuttura museale più piccola del PARC, ma molto suggestiva, anch'essa dotata del laboratorio didattico con i supporti per una visita guidata adatta ai bambini.

Nel caso si preferiscano gli spazi aperti, la Giara di Gesturi o il parco del museo permettono di vivere le esperienze educative tra le sugherete dell’altopiano o ai piedi del colle di Santu Antine.

Come organizzare e prenotare la gita scolastica
Per organizzare la gita scolastica bastano pochi minuti, in seguito ad una chiamata o email per una richiesta di preventivo organizziamo un percorso didattico adatto alla vostra classe, contattiamo l'agriturismo per verificare la disponibilità e nel giro di poche ore concludiamo la prenotazione per il vostro viaggio d'istruzione.

Circolare gite scolastiche e altri documenti utili ai docenti
Qui sotto è possibile trovare una raccolta dei principali documenti e circolari ministeriali legate alle gite scolastiche e viaggi di istruzione. Per un articolo di approfondimento suggeriamo la visita al sito www.orizzontescuola.it. La fonte più autorevole dove prendere visione del tutto è la fonte ufficiale del ministero (http://www.istruzione.it/).

Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 - Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (s.o. G.U. n.115 del 19/5/1994) - (http://archivio.pubblica.istruzione.it/comitato_musica_new/normativa/allegati/dlgs160494.pdf)
Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della L. 15 marzo 1997, n. 59 - (http://archivio.pubblica.istruzione.it/didattica_museale/dpr275_1999.pdf)
Nota e chirimenti del MIUR sui viaggi di istruzione del-12.04.2016 n. 3130 - (nota-3130-del-12-aprile-2016-viaggi-di-istruzione-e-visite-guidate-chiarimenti)
Nota del MIUR sui viaggi di istruzione 11.04.2012, prot. n. 2209 - (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/a3f59595-e64f-4cc7-8f45-1d3dc892ca56/prot2209_12.pdf)
Costi e pagamenti
I costi per i viaggi d'istruzione a Genoni sono assolutamente economici ed accessibili a tutte le scuole della Sardegna. Il costo della visita al museo è legata alla biglietteria comunale e parte da € 2,50 per una visita guidata di circa 1 ora. Per i laboratori didattici il costo va da € 6,00, per un intero percorso didattico di 3 ore. Per un'intera giornata di attività il costo massimo che un allievo può spendere per l'offerta didattica è di € 10.00. Inoltre, offriamo, prezzi speciali per le classi che effettuano le attività per la seconda volta!

La società di gestione non ha problemi a fornire la fattura elettronica e tutti i documenti necessario agli enti pubblici per completare i pagamenti.

Pronti i laboratori didattici per il 2017/18 - Contattaci per ricevere il catalogo scuole!


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LA VICENDA DELLE CARTE DI ARBOREA
Un'appassionante caso dell'ottocento sardo.

pubblicato il 01/09/2017 14:50:51 nella sezione "News e curiosità"
LA VICENDA DELLE CARTE DI ARBOREAUnappassionante caso dellottocento sardo.
di Attilio Leone

Il XIX secolo, cioè il cosiddetto Ottocento, fu attraversato, in terra sarda (e non solo) da una appassionante vicenda che coinvolse emotivamente e razionalmente molte persone di cultura.
Ci riferiamo a quelle che vengono definite le "Carte di Arborea", un insieme di manoscritti dalla grafia molto particolare che iniziarono a venir fuori nell'anno 1845 e il cui numero si accrebbe negli anni successivi. Si disse che provenissero da un convento cagliaritano, ma che in origine fossero stati conservati nell'archivio del Giudicato di Arborea, quindi a Oristano (Aristanis in lingua sarda): da qui la denominazione di "Carte di Arborea". Questi documenti fornivano informazioni sulla storia sarda, ma anche sulla letteratura in lingua italiana e sulla casa nobiliare dei Savoia, relativamente a un periodo che abbraccia pressoché l'intera durata del Medioevo. Si tratta di una lunga serie di secoli riguardo ai quali le fonti storiche relative alla Sardegna sono scarse e la ricostruzione delle vicende procede a volte per via di ipotesi.
Si capisce quindi come le Carte, in qualche modo, colmassero delle lacune storiche. Questi manoscritti, fra l'altro, citavano nomi di personaggi fino ad allora ignoti, come Gialeto e Torbeno Falliti. Nell'ambiente culturale della Sardegna molti accolsero con favore questi documenti, che arricchivano di notizie il Medioevo sardo, oltre a retrodatare la nascita della letteratura in lingua italiana (si è pensato anche che alcune delle Carte siano giunte nell'isola dalla Toscana). Pare comunque che l'entusiasmo verso le Carte arborensi fosse più dell'ambito culturale cagliaritano che non di quello sassarese.
I problemi iniziarono pian piano, allorché varie voci autorevoli cominciarono a dubitare dell'autenticità delle Carte: fra i sostenitori della falsità di quei testi vi fu lo storico Michele Amari (grande studioso della dominazione araba in Sicilia), che, dopo l'avvenuta trasformazione del Regno di Sardegna in Regno d'Italia nel 1861, ricopriva nel nuovo Stato un'alta carica pubblica. Si giunse quindi a chiedere l'intervento di una commissione internazionale di studiosi di alto livello, i quali, dopo avere studiato i manoscritti sotto diversi punti di vista, affermarono che le Carte di Arborea non erano documenti autentici. Si trattava quindi, presumibilmente, di scritti prodotti in epoca recente. La commissione che diede il responso negativo era presieduta, nientemeno, che dal grande storico tedesco ottocentesco Theodor Mommsen.
A poco a poco, il dibattito sulle Carte di Arborea si esaurì, pur continuando alcuni a sostenerne l'autenticità. Oggi questi testi sono, quasi tutti, conservati a Cagliari. La comunità degli storici pensa, attualmente, che all'interno dei manoscritti vi sia qualche raro foglio contenente una parte di testo originale e quindi autentica, alla quale, nell'Ottocento, siano state aggiunte parti di testo non originali; il resto dei documenti, cioè quasi tutti, sono ritenuti, pressoché generalmente, dei falsi. Il contenuto di questi manoscritti, però, influenzò la vita culturale sarda, lasciando le sue tracce fino ad oggi, come testimoniano i nomi di vie sarde intitolate a personaggi citati unicamente nelle carte arborensi.

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SAGRA DELLE MANDORLE
A Baressa Sabato 9 / Domenica 10 Settembre 2017
sardegna (oristano) baressa

pubblicato il 01/09/2017 14:23:54 nella sezione "Eventi e feste"
SAGRA DELLE MANDORLEA Baressa Sabato 9 / Domenica 10 Settembre 2017
Dal 9 al 10 Settembre si terrà la XXVI Sagra della Mandorla di Baressa, manifestazione organizzata per le vie del centro storico

Baressa presenta la XXVI edizione della Sagra della Mandorla, iniziativa tesa a valorizzare il tessuto produttivo locale e a rafforzare la memoria della tradizione gastronomica basata sul frutto dei mandorli locali, contribuendo al rilancio di una coltura strategica per il piccolo centro e per l’intera Marmilla.

Due giorni di festa per promuovere il territorio, viverlo in modo autentico fra musiche, danze, cultura e le attese degustazioni dei dolci tipici del luogo preparati con le mandorle di Baressa.

Gli amanti del gusto potranno acquistare le eccellenze agroalimentari direttamente dai produttori locali alla Mostra Mercato allestita nel centro storico.

La manifestazione avrà inizio sabato 9 settembre alle ore 15.00 e si concluderà in serata domenica 10 settembre con un ricco programma di appuntamenti che prevede la partecipazione di maschere e gruppi folk, spettacoli musicali con i Kantidos e gli Arkanos, visite guidate alla Casa Museo e incontri con abili artigiani locali.
Occasione per i turisti di visitare un centro storico che, come pochi, conserva ancora peculiarità architettoniche tipiche delle realtà rurali dell’isola.
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SARDI E SICILIANI A CONFRONTO.
Comportamenti socio-linguistici nelle due maggiori isole mediterranee.

pubblicato il 30/08/2017 21:38:12 nella sezione "News e curiosità"
SARDI E SICILIANI A CONFRONTO.Comportamenti socio-linguistici nelle due maggiori isole mediterranee.
di Attilio Leone

Le popolazioni di Sardegna e Sicilia, relativamente al loro rapporto con la lingua ufficiale e con i loro rispettivi dialetti, hanno un atteggiamento che, per un certo aspetto, può definirsi diametralmente opposto. E questa caratteristica, crediamo, non è solo di oggi, ma attraversa i secoli.

I sardi tendono ad esprimersi nella lingua nazionale e a farlo in maniera quanto più corretta; viceversa la lingua isolana, cioè il Sardo nelle sue varietà locali, viene utilizzata relativamente poco, e ciò lo notiamo soprattutto nelle città. Riteniamo che lo stesso avvenisse durante l'appartenenza del regno sardo alla corona di Spagna, allorché lo spagnolo dovette essere lingua ufficiale nell'isola. La suddivisione del Sardo in diversi gruppi non spiega questo fenomeno, dal momento che l'uso dell'Italiano avviene anche tra abitanti del medesimo luogo e dello stesso nucleo familiare. Ovviamente queste affermazioni non hanno un valore assoluto, perché sappiamo bene quanti sono anche i parlanti in vernacolo, ma in confronto alla Sicilia il paragone non regge.

In questa sua caratteristica di grande e corretta apertura alla lingua ufficiale i sardi sono in buona compagnia dei còrsi (o corsicani come di preferenza si dice in Sardegna). Anche la Corsica presenta ormai un utilizzo generalizzato della sua lingua ufficiale, il francese, mentre il linguaggio còrso rimane marginale.

Tutto al contrario in Sicilia: i siciliani, in media, si esprimono relativamente poco in Italiano e non badano eccessivamente alla qualità dello stesso quando se ne servono. E in un dialogo avviato in Italiano, appena possono scivolano verso il dialetto. Naturalmente in ciò sono anche avvantaggiati dalle non eccessive differenze fra le molteplici varietà linguistiche locali, cosa che rende facile comprendersi in vernacolo fra tutti i siciliani indistintamente (e pure fra siciliani e abitanti di buona parte della Calabria). Non c'è in Sicilia la medesima predisposizione dei sardi verso l'acquisizione piena della lingua ufficiale, di conseguenza abitualmente la gente siciliana esprime in maniera più piena e più profonda i propri concetti quando parla in Siciliano. Del resto è vero che ogni parlata popolare ha delle proprie espressioni pregne di significato, che non è facile rendere in maniera esaustiva in una lingua nazionale soggetta a regole di uniformità.

Anche per queste considerazioni ci viene difficile pensare che, come sostengono alcuni glottologi, la lingua neolatina sia stata reintrodotta in Sicilia dopo l'arrivo dei Normanni, cioè dopo i due secoli di dominazione araba, che si verificò all'incirca dalla metà del IX alla metà dell'XI secolo. Non crediamo ci sia stato bisogno di una Neoromanizzazione o Neolatinizzazione della Sicilia: se i siciliani non amano esprimersi in Italiano (lingua sorella del Siciliano), come avrebbero potuto abbandonare il loro parlare tradizionale per l'Arabo, lingua del tutto diversa e per di più difficilissima da comprendere per loro?

Le cose, invece, vanno in maniera differente per quanto riguarda la difesa della propria identità culturale a livello normativo. I sardi si battono maggiormente per la tutela della loro identità a livello di riconoscimento ufficiale e per la conservazione di determinate tradizioni, mentre questo aspetto è poco presente nelle menti dei siciliani, i quali pure amano profondamente la loro terra tanto quanto i sardi amano la propria.

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I LABORATORI KOENDI
La cucina, le ricette ed i racconti.

pubblicato il 07/08/2017 17:16:31 nella sezione "Enogastonomia"
I LABORATORI KOENDILa cucina le ricette ed i racconti.
Sono cresciuta fra donne che cucinavano. Nonna, le due cose che faceva prima di impastare semola e acqua erano sempre le stesse: si sollevava le maniche fin sopra il gomito, e si faceva il segno della croce.
“Claudia castia beni, puitta deppisi imparai”.
Claudia guarda bene, mi diceva, perché devi imparare. Allora non lo sapevo, ma senza alcuna scuola imparavo gestualità vecchie come mamma Sardegna che oggi mi appartengono.
Quei lunghi pomeriggi in compagnia delle mie donne non mi hanno insegnato solo a impastare, a sfogliare, a ritagliare, a ricamare la pasta, a infornare e a decorare. Quei lunghi pomeriggi in compagnia delle mie donne mi hanno insegnato che cucina sopra ogni cosa è racconto, comunicazione, parola.
Chi se li dimentica più i racconti di zia Annita mentre mescolava l’impasto per la torta de mindula, che doveva fare le bolle altrimenti non veniva su bene, e le gonnelline dei gueffus che dovevano avere frange lunghe e colorate? Ci penso tutte le volte che taglio la velina. C’era anche il mistero della ricetta del pan’è saba, imparata in tempo di guerra ma non ci si ricordava più da chi.
Ecco perché ho voluto realizzare laboratori che sono cucina, ricette, manualità, ma anche racconti.
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ALLA RICERCA DEI SECOLI PIU' FULGIDI DELLA STORIA SARDA
Dalla preistoria neolitica ai Giudicati.

pubblicato il 01/08/2017 16:40:57 nella sezione "News e curiosità"
ALLA RICERCA DEI SECOLI PIU FULGIDI DELLA STORIA SARDADalla preistoria neolitica ai Giudicati.
di Attilio Leone

Dai dati storici e archeologici in nostro possesso sembra di poter ricavare che, nel corso dei millenni, la Sardegna abbia conosciuto due periodi di splendore.
Il più recente è quello dei Giudicati, che inizia nei secoli che precedono l'anno Mille e termina nel XV secolo. Non tutto, in questa età, è positivo, ma certamente per un lungo periodo l'isola godette di un notevole grado di autonomia, che via via venne ad essere sempre più erosa da forti interessi esterni alla Sardegna. L'origine dei giudicati, presumibilmente, è da ricercare nel progressivo indebolimento dell'Impero Romano d'Oriente, altrimenti detto Impero Bizantino, di cui la Sardegna faceva parte dopo la riconquista operata nel VI secolo dal grande imperatore Giustiniano. E' possibile che i Giudici fossero in origine delle alte cariche che amministravano l'isola per conto dell'imperatore di Bisanzio; poi, indebolitosi o venuto meno il contatto diretto con la capitale imperiale, i Giudici potrebbero essere rimasti di fatto i veri governanti della Sardegna e il titolo giudicale sarebbe stato trasmesso per via ereditaria. Le fonti ci fanno pure pensare che i Papi, in età medievale, comunque esercitavano sull'isola un certo controllo, quanto meno morale, e si curavano di mettere ordine nella vita dei sardi.

L'altro periodo di probabile splendore è molto più antico e coincide con la preistoria neolitica e con la successiva età dei metalli: quest'epoca dei metalli, come affermano gli studiosi, coincide in terra sarda con la cosiddetta Età Nuragica, vale a dire l'epoca in cui fiorì la costruzione dei nuraghi. Individuare delle ere, e definirne le date di inizio, di fine e di suddivisione interna in periodi più brevi, è un esercizio ingrato e a volte effimero, perché si tratta di concetti poco solidi e facilmente modificabili (specialmente se non collegati a dati storici certi ma solo a oggetti e ad altri manufatti). Anche il concetto di "Età Nuragica" e la sua suddivisione interna non possono sfuggire a questa realtà: ma, nell'insieme, oggi come oggi, nel 2017, si è sostanzialmente concordi nel collocare l'epoca dei nuraghi all'incirca tra il 1800 a. C. e il 200 a. C. Questo però, a nostro avviso, non può fare escludere che, anche in secoli successivi all'anno 200 si sia potuto continuare a costruire dei nuraghi.

Che la preistoria neolitica e prenuragica (quindi anteriore al 1800 a. C. circa) sia stata un periodo florido per la Sardegna lo fa pensare il ritrovamento di manufatti di ossidiana sarda in vari territori del bacino del Mediterraneo, segno di una consistente produzione ed esportazione nonché di frequenti traffici marittimi da e per la Sardegna.

Il benessere dell'isola, che dovette esser frutto di queste attività estrattive e commerciali, risalta ancora di più nell'immediatamente successiva epoca nuragica, che, come detto, sembra coincidere con l'età dei metalli (prima il rame, poi il bronzo che deriva dal rame in lega con lo stagno, e infine il ferro). Il grande numero di nuraghi ritrovati, circa settemila (però si pensa che, interrati, ve ne siano molti altri) fa ritenere che nell'isola il tenore di vita fosse elevato e che la densità della popolazione fosse, per l'epoca, abbastanza consistente, a differenza di quanto accade oggi di pari passo con l'attuale carenza di attività economiche di grande rilevanza (se si esclude il turismo): è pur vero che l'insieme dei nuraghi, come appunto si afferma, è stato realizzato nell'arco di più di un millennio, ma oltre settemila di questi edifici sono pur sempre un numero rilevante. E le cosiddette Torri del sud della Corsica, ma pure i Talaiot delle Isole Baleari, possono fare ritenere che la tecnologia di edificazione dei nuraghi sia stata esportata nelle terre vicine alla Sardegna. Tutto ciò ci fa ribadire che quell'epoca nuragica, preistorica ma non troppo, e la fase neolitica che la precede dovettero costituire per i sardi un periodo di floridezza.


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100 ANNI NEL SEGNO DI GALEP
A Casale di Pari si ricorda la figura di Galep, celebre fumettista di origini sarde.

pubblicato il 01/08/2017 16:17:44 nella sezione "Arte e artigianato"
100 ANNI NEL SEGNO DI GALEPA Casale di Pari si ricorda la figura di Galep celebre fumettista di origini sarde.
Casale di Pari è il paese dove Aurelio Galleppini,
"Galep nacque in Toscana, da genitori sardi di Iglesias, e visse la sua infanzia e adolescenza a Cagliari, dove imparò da autodidatta il disegno.
il creatore grafico di Tex, nacque il 28 agosto 1917. Quest’anno, dall’11 al 15 agosto, il piccolo borgo sulle colline toscane tra Siena e Grosseto celebra il centenario della nascita di Galep con un evento che ne ripercorre la vita e la carriera di artista.

Il fulcro della manifestazione sarà una mostra antologica dei lavori di Galep, concessi dal Fondo Nerbini della Biblioteca Marucelliana di Firenze e dalla famiglia Galleppini, che spazia dai primi anni ’40 al 1994 — anno dell’ultima copertina realizzata per Tex e della scomparsa del disegnatore. Si potranno inoltre ammirare una serie di rare immagini degli affreschi che Galep realizzò in due chiese di Cagliari e finora sconosciute al grande pubblico; una collezione di copertine di Tex provenienti da WOW Spazio Fumetto di Milano e una galleria di disegni del ranger più amato d’Italia realizzati da Fabio Civitelli, che sarà anche ospite della manifestazione.

Un’occasione unica per riscoprire l’opera di un grande disegnatore italiano, dalle tavole impresse nella memoria di tutti gli appassionati di Tex ai lavori finora patrimonio di appassionati e collezionisti.


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REGNUM SARDINIAE ET CORSICAE
Dal Regno di Sardegna e Corsica alla Repubblica Italiana.

pubblicato il 30/07/2017 16:29:04 nella sezione "News e curiosità"
REGNUM SARDINIAE ET CORSICAEDal Regno di Sardegna e Corsica alla Repubblica Italiana.
di Attilio Leone

Nell'anno 1297 Papa Bonifacio VIII istituì il "Regnum Sardiniae et Corsicae", cioè il Regno di Sardegna e Corsica, concedendone la sovranità al re Giacomo II d'Aragona (l'Aragona era un importante stato della parte nord-orientale della penisola iberica).
Fino ad allora la Sardegna era divisa politicamente in Giudicati, anche se si può ipotizzare che, forse, formalmente facesse ancora parte dell'Impero Romano d'Oriente. Non era la prima volta che un Papa si occupasse delle cose della Sardegna: ricordiamo le numerose lettere che Papa San Gregorio Magno, Pontefice dal 590 al 604, aveva scritto per regolamentare le cose sarde. E non si trattava nemmeno del primo regno di investitura papale.
Istituito il Regno di Sardegna e Corsica, gli aragonesi faticarono non poco per rendere effettiva la costituzione di questo nuovo stato, giacché i Giudici di Sardegna e gli interessi pisani e genovesi costituivano un ostacolo. E del resto la Corsica non fu mai conquistata dai sovrani aragonesi e rimase in mano alla Repubblica di Genova, salvo poi finire nel Settecento alla Francia, nonostante la sua italianità linguistica di allora e la sua formale appartenenza al regno sardo.
Nel 1720 il Regno passò alla dinastia dei Savoia e, nel 1847, venne realizzata la cosiddetta Fusione Perfetta, in base alla quale tutti i territori appartenenti alla Casa Savoia vennero parificati politicamente e amministrativamente. Torino era la capitale dello stato, che comunque continuava a chiamarsi Regno di Sardegna.
Dopo la Seconda Guerra d'Indipendenza e l'impresa dei Mille, allorché gran parte delle regioni italiane avevano aderito, mediante plebisciti, al Regno di Sardegna, il 17 Marzo 1861 Vittorio Emanuele II (fino a quel momento re di Sardegna) venne proclamato re d'Italia a Torino dal Parlamento: ma, come si vede, mantenne il numerale di "secondo" (Vittorio Emanuele II), facendosi così riferimento alla numerazione dei re di Sardegna. L'antico "Regnum Sardiniae et Corsicae" era divenuto Regno d'Italia. Come costituzione del regno italiano rimase in vigore lo Statuto Albertino, che era stato concesso nel 1848 dal re di Sardegna Carlo Alberto.
Con il referendum del 2 Giugno 1946, come è noto, la maggioranza degli italiani scelse la Repubblica e, da allora, lo stato italiano, di conseguenza, viene denominato Repubblica Italiana. Al posto dell'antico Statuto Albertino, nel nuovo stato repubblicano il 1° Gennaio 1948 entrò in vigore l'attuale Costituzione della Repubblica Italiana, che è una costituzione molto più "rigida" rispetto alla precedente , in quanto richiede una procedura complessa per poter essere modificata.

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CALA DOMESTICA
Una delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
sardegna (carbonia-iglesias) buggerru

pubblicato il 30/07/2017 16:13:52 nella sezione "Spiagge"
CALA DOMESTICAUna delle cale più belle e selvagge della Sardegna.
Nella costa sud-ovest della Sardegna, ai confini del Sulcis, c’è una splendida baia incorniciata da alte falesie e dominata da una torre spagnola, dove storia mineraria e natura selvaggia si fondono in un unico scenario.

Fino al 1940 da qui si imbarcavano minerali estratti dalle miniere. Come un vero e proprio museo di archeologia industriale a cielo aperto, Cala Domestica, a sud di Buggerru, da cui dista due chilometri, conserva rovine di magazzini, depositi e gallerie scavate dai minatori. Una di esse sulla destra della cala conduce a una seconda caletta appartata, quasi intima, detta appunto La Caletta.
La cala maggiore è una profonda e deliziosa insenatura, quasi un fiordo, con un’ampia e riparata spiaggia di sabbia dai colori tra il bianco, l’ambrato e il dorato, soffice e compatta. Piccoli arbusti di macchia mediterranea spuntano sulle dune alle spalle della distesa di sabbia. Davanti, si affaccia un mare tra i più belli della Sardegna, dai colori turchese e azzurro.
Le imponenti e bianche falesie calcaree che delimitano la spiaggia danno la sensazione di stare in un angolo di paradiso, dove la natura incontaminata la fa da padrone. Il fondale è basso e sabbioso, con la presenza di qualche scoglio al largo e vicino ai promontori. Non esiterai a metterti la maschera e immergerti per ammirare la straordinaria ricchezza sottomarina, con una grande varietà di pesci che nuotano nell’acqua cristallina. Non a caso è particolarmente apprezzata da quanti praticano pesca subacquea. Cala Domestica ha un ampio parcheggio, anche area di sosta per i camper, punto ristoro, passerella d’accesso e un camping. È dominata dall’alto da una torre spagnola del XVIII secolo, alta circa 10 metri, da cui ammirare panorami inimitabili: la raggiungerai sul promontorio a sinistra del litorale attraverso un sentiero che parte della spiaggia. Fu usata nel XX secolo durante la seconda guerra mondiale come torre d'avvistamento.
Vari tratti della costa attorno ti affascineranno: vicino al centro abitato, alla destra del moderno porticciolo turistico, spunta la spiaggia di Buggerru, sabbia fine e morbida che si affaccia sul mare limpido e azzurro (premiato da Legambiente e Touring Club). Il paese sorge su un ex villaggio minerario, risalente al 1864, sovrastato dall’uscita della Galleria Henry, un tempo percorsa da un treno a vapore che trasportava il minerale estratto, oggi attrazione turistica. A nord del paese troverai le dune sabbiose di san Nicolao, alle cui spalle spunta rigoglioso un rimboschimento di pini, area verde perfetta per escursioni in mountain bike.
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ALCUNE CONSIDERAZIONI SULL'IDIOMA SARDO
La parlata sarda oggi come lingua.

pubblicato il 28/07/2017 00:22:53
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CAGLIARI PAESAGGIO
Mostre e performance e 4 giorni di meeting – dal 27 al 30 luglio - con teorici e architetti del paesaggio di rilievo internazionale.

pubblicato il 26/07/2017 23:18:25
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BIRRE ARTIGIANALI DELLA SARDEGNA
Presentata la guida sabato 26 Novembre

pubblicato il 28/11/2016 17:16:13
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SANT'ANDRIA E IL MESE DI NOVEMBRE
Significato dei mesi in sardo secondo antichi dizionari

pubblicato il 28/11/2016 15:16:26
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TREKKING NEL CUORE DELLA SARDEGNA
Sei giorni immersi nella natura del Supramonte

pubblicato il 22/10/2016 17:26:09
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UN VIAGGIO A TINNURA
Conosciuto come "il paese dell'arte"

pubblicato il 06/10/2016 14:56:20
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"LASSA SAS BRULLAS" DI LORENZO VACCA
Il 5 Agosto a Lodine

pubblicato il 03/08/2016 22:31:45
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A NULVI, UN FANTASY PER LA SARDEGNA
L'ultimo libro dello scrittore Aldo Sechi

pubblicato il 01/08/2016 18:03:06
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QUARTA EDIZIONE DI VISIONI SARDE
Il bando di concorso per corti e documentari sardi.

pubblicato il 12/07/2016 00:09:21
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PRIMAVERA NEL MARGHINE A BORTIGALI
Due giornate ricche di tradizioni, cultura, delizie gastronomiche e... primati!

pubblicato il 06/06/2016 20:47:08
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pubblicato il 06/06/2016 15:42:02
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pubblicato il 24/05/2016 23:25:18
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Concorso di pittura estemporanea

pubblicato il 24/05/2016 23:10:12
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pubblicato il 11/05/2016 10:32:30
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pubblicato il 29/02/2016 20:19:07
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La mostra fotografica di Fabio Corona dal 27 Febbraio al 20 Marzo

pubblicato il 25/02/2016 16:11:49
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pubblicato il 25/02/2016 15:34:37
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pubblicato il 02/02/2016 21:03:39
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Tommaso e Barbara dalla città ad Armungia per un bel progetto di sviluppo locale.

pubblicato il 08/01/2016 19:02:48
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CAGLIARI SUONA
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dal 27 al 30 dicembre 2015

pubblicato il 24/12/2015 18:15:39
CAGLIARI SUONARassegna di musica da cameradal 27 al 30 dicembre 2015

Bona Pasca 'e Nadale

pubblicato il 24/12/2015 17:25:47
Bona Pasca e Nadale

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Desulo apre le sue porte per la sua XXV edizione

pubblicato il 27/10/2015 19:28:35
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